Usa 2016: Le reazioni nel mondo all'esito del voto

Le dichiarazioni dei leader oscillano tra la soddisfazione e la preoccupazione

Redazione ANSA  09 novembre 201609:47

Perché Trump non costruirà un nuovo polo mediatico, e il segreto più segreto di Washington

In visita a Washington dai reporter cool di Politico per studiare l’intreccio tra media e politica, a partire dall'election day

di Paola Peduzzi | 08 Novembre 2016 ore 19:58 Foglio

In tutto il mondo l'elettorato sanziona la classe al potere

L'onda lunga della crisi economica destabilizza quasi ovunque le leadership consolidate, anche se ora cominciano ad emergere primi segnali contrastanti

 di Sergio Soave, Italia Oggi 9.11.2016

Oggi riparte la disfida sulla crescita americana (sottotono). Ragioni per essere ottimisti

L’instabilità elettorale destinata a svanire. Archiviata la fisiologica dose di volatilità finanziaria, l’America tornerà a confrontarsi con il problema “crescita”. Problema? In realtà il pil degli Stati Uniti è in aumento dal 2009, a un tasso inimmaginabile per gli standard europei. Ricette fiduciose su imprenditorialità e occupazione

di Marco Valerio Lo Prete | 09 Novembre 2016 ore 06:03

Cnn, ha vinto Trump. Arrivano i primi risultati: occhio ai tre paesi chiave

Ci sono tre paesi con meno di 100 abitanti negli Stati Uniti che hanno già espresso il proprio voto per le elezioni presidenziali.

Libero 8.11.2016

Petrolio, l'accordo Opec è osteggiato dai Paesi membri

L'intesa per tagliare l'output di greggio? Iran, Iraq, Nigeria e Libia non cooperano. Pure l'asse Riad-Mosca rema contro. E la Fed può far calare ancor di più i prezzi.

di Riccardo Amati | 08 Novembre 2016 da Mosca lettera43

Martedì non solo il voto, ci sono pure i referendum: Stati Uniti sempre più a sinistra

Tra redistribuzione forzata della ricchezza al di la’ delle regole di mercato, e permissivismo sociale nei costumi. I

Glauco Maggi, Libero 7.11.2016

Perché Trump sarebbe un castigo di Dio, come direbbero a Radio Maria

Non sopporto e non sopporterò mai di essere rappresentato da un candidato presidente che è molto liberal nei costumi e un po’ tanto spregevole nelle politiche demagogiche da utopia regressiva sbandierate qui e là

Fuochi d'artificio dietro a una sagoma di Trump (foto LaPresse)

di Giuliano Ferrara | 06 Novembre 2016 ore 06:00 Foglio

COMMENTA 2 |   | 

Per accedere all'area riservata