FINE VITA e EUTANASIA

Il problema “del fine vita” o meglio eutanasia interessa tutti ma in particolare chi, come me, ci sta arrivando secondo natura. Quante volte negli anni verdi  a vedere chi soffre in punto di morte mi sono detto: meglio morire prima così non siamo un problema anche per i parenti che ci assistono! E molte volte ancora adesso. Poi ho visto parenti  cari che, in salute, la pensavano come me, cambiare idea man mano che la fine si avvicinava e mi è ritornato in mente una affermazione tramandata che dice “attaccadi a un ciodo ma quà”. La morte non è un diritto ma un evento naturale. Uno è libero di togliersi la vita, ma lo Stato può invadere con una legge normalizzando  quella tragica situazione come sta facendo con l’approvazione della legge sul fine vita? Banalmente chi mi dice che entrato in uno stato vegetativo possa maledire quel momento che ho firmato il “testamento” dando ad altri il potere di decidere i tempi della mia morte? E questi altri, parenti di solito, chi mi dice che lo eseguiranno “perché per me è meglio” e non per i loro interessi e/o ideologie? Penso che “ La deriva culturale che fa leggere anche la morte in termini consumistici e che quindi favorisce l’eliminazione delle esistenze inutili e non autosufficienti è un orribile segno dei tempi. Va contrastata senza tentennamenti con una battaglia culturale…La morte non è un diritto, è un fatto naturale e inevitabile che va affrontato in tutte le sue complessità e di questo bisogna convincersi” La legge non centra!

14.7.2011 CW

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