Vittorio una alternativa ai Quartieri

Partecipazione responsabile e  una proposta

contro narcisismi politici e spartizione di incarichi senza responsabilità politica e amministrativa se non, come è già successo, con un mandato ricevuto dall’andata alle urne del 2-3% degli elettori aventi diritto, pari a qualche centinaio di voti in più dei 292 ricevuti dalla lista che si richiamava alal costituzione dei Comitati di Quartiere.

La Giunta rediga il BILANCIO SOCIALE (Mognol mi pare l’aveva richiesto) indicando per quartiere elettorale le iniziative ed opere previste e contenute nel proprio programma. Indichi le risorse per attuarle. Vada così ad illustrarle nei quartieri e poi ogni semestre ritorni per illustrare  ciò che si è fatto e resta da fare o perché non si è realizzato.

Credo che quelle riunioni potrebbero interessare più cittadini e così iniziare  quel minimo di partecipazione responsabile e far diminuire quel 50% che non va a votare perché si parla di cose concrete.

Irridere senza discutere le proposte altrui è il brutto segno di una cattiva interpretazione della democrazia, un segno di imperio che svuota e si oppone al concetto di democrazia partecipata di cui ci si riempie la bocca.

Questa proposta costa meno, crea meno burocrazia ( carte che girano per la città) e partitocrazia non richiede Statuti e regolamenti . Farebbe emergere  e preparare cittadini  per una futura classe politica e amministrativa che ha bisogno di “ripopolamento senza  collari”.

Sarebbe una iniziativa nuova nel territorio poi da copiare.

E adesso largo a chi vuol discutere.  

Da OT, post di Corvo rosso 1.7.2014

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