Lettere al Direttore IL Foglio 16.12.2014
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Carminati legge Dostoevskij. E che deve leggere, i giornali?
1-Al direttore - A proposito della suggestione. “Storie di vita vissuta, che ti toccano il cuore e ti annebbiano la mente”. Dalla lezione di Ken Brockman, giornalista di Springfield, al suo praticante Bart Simpson che poi riscuoterà un notevole successo. Che poi la vita sia veramente vissuta, chi se ne frega.
Claudio Baleani
2-Al direttore - A proposito di suggestione. Tra non molto non sapremo più se a noi gatti piace ancora la trippa. Abituati come siamo alle crocchette. A meno che non siamo randagi senza gattare.
Efisio Loi
3-Al direttore - Il suo appello al “pubblico” di Ballarò ad astenersi da sperticate approvazioni (applausi) alle lezioni di etica del sig. Vendola o del sig. Marino e a riflettere sul senso civico di chi critica tutto e tutti ma non paga il biglietto dei mezzi pubblici è paragonabile allo storico apologo di Menenio Agrippa: e scusi se è poco! Nessuno ha inoltre commentato l’intervento successivo, tacitamente adesivo del dott. Gherardo Colombo quando ha spiegato che “Mani pulite” è fallita dopo che il gruppo di pubblici ministeri che l’aveva inventata si è accorto del fenomeno di assenza di senso civico di ogni cittadino con cui veniva in contatto (donde la successiva vocazione – dopo l’uscita dalla magistratura – all’educazione dei giovani).
Antonio Pignatelli
Più che del senso civico, mi preoccupavo di rilevare che il debito del comune di Roma non lo ha fatto san Buzzi, ma noi stessi cives. Menenio Atrippa.
4-Al direttore - Dalla lupara al tirapugni. Quando si dice il progresso.
Lucio Clemente
5-Al direttore - La frase sullo star sospesi tra il mondo empireo dei potenti e quello infero dei morti (scilicet dei comuni mortali), al di là della fonte tolkieniana, potrebbe figurare nel linguaggio malavitoso-poetico di Jean Genet o appartenere alle sentenziose battute di “Uccellacci e uccellini” o meglio ancora ai dialoghi di saggezza romanesca nei film di Sergio Citti. Poi arriva l’ermeneutica dell’inquisitore che dice: “La teoria del mondo di mezzo è un mondo in cui tutti si incontrano indipendentemente dal proprio ceto. Un mondo in cui tutto si mischia”. Così parlò il procuratore capo. Ovvero, poffarbacco nessuno sta più al suo posto, signora mia. Questa la chiave del barocchissimo castello in aria sulla mafia romana. Eppure i devoti della società liquida applaudono entusiasti.
Francesco Miozzi
Finalmente qualcuno che sa apprezzare letterariamente il Carminati, mio nuovo idolo comédien et martyr. Scrive su Repubblica con sussiego Alberto Statera che il nuovo capo della mafia in carcere legge Dostoevskij. E che deve leggere, i giornali?
6-Al direttore - Il noto filosofo alla julienne, Gianfranco Vissani, ha sentenziato: “Grazie agli Ogm, diventeremo tutti come la pecora Dolly!”. Ah, quanta competenza scientifica e quanta sofisticata lungimiranza, si possono riconoscere in quella suggestiva sintesi. D’altronde, solo una lunga esperienza maturata tra soffritti e brasati, corroborata da complessi studi sulle reazioni molecolari del burro esposto alle fonti di calore, può determinare simili convinzioni. Cordiali saluti.
Rodolfo Maida
7-Al direttore - Oggi, martedì, mentre state leggendo, l’amministratore delegato delle Poste, Francesco Caio, annuncerà la svolta: il postino continuerà pure a suonare due volte, come nel film con Jack Nicholson, ma a giorni alterni. Si comincerà dai piccoli centri, per le grandi città invece ci vorrà del tempo. A Milano, per dire, le lettere minatorie a Pisapia purtroppo continueranno a consegnarle tutti i giorni.
Gino Roca
8-Al direttore - Finalmente si scopre l’impostura della filantropia, che è la solidarietà pelosa senza carità. Pagare la tassa ai miseri senza amarli è il trucco del demonio che acquieta la coscienza borghese distogliendola dalla penitenza. Nel gioco delle parti il mendicante simula alla stesso modo che il benefattore dissimula. Che il demonio sia un mentitore si sa dall’origine del tempo e a saperlo sono proprio quelli che predicano l’universale accoglienza.
Luca Sorrentino
Oggi si toccano cime abissali di filosofia del reale. Complimenti


