Lettere al Direttore Il Foglio 18.12.2014

Apocalisse senza la Corte al completo, ma ora chissenefrega

1-Al direttore - Ça va sans dire… “L’unica risposta è una violenza incomparabilmente superiore”.

Alessandro Fontanella

Al direttore - Che cosa volete che sia, diranno i sinceri democratici. E’ o non è una scuola militare? Pensate invece alla terribile Cia che fa il waterboarding!

Guido Valota

2-Al direttore - Per Quarantino Fox: il rigore di Mattia Perin c’era, il rosso non è detto. Il gol del Genoa era da annullare? Non è detto. Per cui stavolta il cornuto è lei.

Per Alessandro Giuli: parlare male di Preziosi è facile come sparare sulla Croce Rossa. E’ facile per gli scribacchini superficiali che, ingenuo qual sono, al Foglio pensavo non avessero diritto di tastiera. Mi sbagliavo. Per entrambi: forza Juve. (Poco) cordiali saluti.

Massimo Pezzolo

3-Al direttore - La democrazia era in pericolo: il Parlamento non riusciva a eleggere i giudici della Corte costituzionale di propria pertinenza; non c’era umiliazione che sembrasse eccessiva per senatori e deputati tanto “felloni”; li si convocava incessantemente anche due volte alla settimana. Rispetto ad allora tutto sembra oramai mutato: la Corte costituzionale è ancora a ranghi incompleti, perché ci sarebbe da eleggerne ancora un componente (presumibilmente non appartenente all’area di sinistra), ma di convocazione del Parlamento in seduta comune da un mese e mezzo si parla solo ai fini e in vista dell’elezione del presidente della Repubblica. Si avverte come in Italia l’emergenza costituzionale sia sempre e soltanto esigenza di parte (o partito) e come tale parte (o partito) si collochi esclusivamente a sinistra…

Luigi Compagna

“Il giudice scomparso” è il titolo possibile di un romanzo costituzionalistico alla Henry James. I costituzionalisti ci hanno tanto abituato all’eloquenza di genere che non avremmo mai creduto possibile una attenuazione della loro sensibilità per la completezza cosiddetta del plenum della Corte. Invece non gliene frega niente, pare. Tutto dimenticato, e la Corte più bella del mondo manca di un tizio che nessuno si premura di eleggere, le Camere non sono nemmeno convocate pro forma. Si vedrà.

4-Al direttore - Salve, due cose: seguire un’alimentazione vegana non vuol dire far parte di una setta strampalata, tipo una Scientology alimentare, come sembra trasparire dall’articolo sul Foglio di ieri (“Stalking vegano per Anne Hathaway, colpevole di abiura”). Seconda cosa, Peter Singer non sostiene che i neonati non siano esseri umani ma, in un discorso ovviamente più ampio sulla follia della sperimentazione animale, paragona gli animali utilizzati ai neonati. Per il resto le scelte sono personali e ognuno faccia ciò che ritenga giusto. Buon lavoro.

Stefano De Angelis

Ma neanche per sogno. Le scelte sono personali, e ognuno faccia come gli pare. Scherziamo? Le scelte alimentari sono culturali, agiscono sul costume, costituiscono interrelazione, società, comunità, convivialità. Nel caso in questione erano diventate anche un problema di sostenibilità fisica. Con il pudore del caso, ciascuno è libero di coltivare i suoi vizi, ma non di sbandierarli e fare proselitismo o stalking o anche semplice maleducazione senza reazioni conseguenti. Vino tacchino panettone agnello spaghetti tortellini pasta e fagioli polenta sì; veganesimo e altri torbidi, no.

5-Al direttore - Almeno questa volta, a favore dei nostri Marò, c’è una risposta ferma della ministra della Difesa. Del resto a suo tempo, durante il governo Monti, Giulio Terzi, ministro degli Esteri, era del parere che i due Marò, che si trovavano in Italia, non dovevano fare ritorno in India. In questa vicenda l’Italia dovrebbe muoversi con molto più vigore e coinvolgere le istituzioni internazionali.

Giovanni Attinà

6-Al direttore - Ancora a proposito dei gesuiti americani pro gender. Forse è tempo che un (altro) Papa sciolga nuovamente la Compagnia che attualmente sembra sempre più spesso aver recepito, del Vangelo, la lezione di Giuda; e forse sarebbe coerenza se gli Stati Uniti smontassero e togliessero di mezzo quell’anacronistica statua della Libertà che, a giudicare dai fatti, e in quella che si considerò orgogliosamente patria di ogni libertà, è diventata una perfetta estranea.

Laura-Clara Mantovani

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata