A Pomigliano va in scena il funerale della Fiom:

scioperano solo in cinque. La Fca spinge sugli straordinari per produrre più Panda in Campania, Landini dice no ma resta solo: le tute blu non lo seguono più

Nicola Porro - Dom, 15/02/2015 - 09:14 Il Giornale

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Se la Cgil fosse un sindacato serio dovrebbe prendere la sua componente metalmeccanica (quella guidata da Landini) e impedirle di fare politica.

Probabilmente la Cgil stessa non ha smesso i suoi panni di cinghia di trasmissione del partito, con il piccolo particolare che il partito come lo conosceva lei, è morto. Oggi, nel bene e nel male, c'é Renzi. Ma torniamo a Landini e ai suoi. Sono settimane che ha ripreso a guerregiare la sua personale battaglia politica con la Fiat (oggi si chiama Fca) di Sergio Marchionne.

Nonostante le previsioni drammatiche del passato fatte proprio dalla sinistra sindacale, un po' di ripresa del settore auto in Italia si sta affacciando. Fca ha deciso di assumere un migliaio di nuovi operai e soprattutto ha intenzione di far girare un po' di più gli stabilimenti italiani per produrre più auto (in particolare il modello Panda).

Un sindacato normale dovrebbe essere soddisfatto della ripresa produttiva: più auto, più lavoro, più quattrini nelle tasche dei propri iscritti. Un sindacato normale, non un organizzazione politica (come ormai è diventata la Fiom di Landini) il cui unico interesse sembra essere quello di schiantare l'avversario. Marchionne chiede dunque ai suoi operai (quelli che secondo Landini avrebbe spostato in Polonia) di lavorare qualche sabato in più: insomma vuole che facciano gli straordinari. Sia chiaro, la cosa è prevista sia dal contratto che la Fca fece uscendo dalla Confindustria, sia nel contratto normale di Federmeccanica. È evidente anche ad un bebè che per far fronte a dei picchi produttivi (ben vengano quando ci sono) è necessario rimboccarsi la maniche per non perdere il vento buono e per portarsi a casa qualche spicciolo in più. È evidente per tutti tranne che per la Fiom. Che ti pensano i geni: si scioperi contro lo straordinario. Sì, avete capito bene. Landini e i suoi proclamano uno sciopero nelle fabbriche Fiat dove ci sono i picchi produttivi e ieri è stato il turno della mitica Pomigliano. Quella che prima della ristrutturazione di Marchionne era la meno efficiente delle fabbriche e oggi è un gioiellino. Volete sapere come è andata? Su 1.478 operai in turno, hanno aderito in cinque. Più o meno il numero dei delegati Fiom. Gli altri tutti al lavoro. Numeri simili a Melfi: 1.719 operai e solo in 14 a scioperare.

Non c'è molto da aggiungere a quanto ci ha detto Ferdinando Uliano, l'omologo di Landini per la Cisl: «Riparte timidamente il lavoro e riparte una conflittualità senza senso, senza alcun obiettivo sindacale in una logica di pura testimonianza politica. Ma può un sindacato continuare a non considerare né la situazione di crisi né il consenso e la partecipazione dei lavoratori, trasformandosi in una sorta di centro sociale?».

Ecco. La Fiom più che un partito politico sembra essere davvero diventato un centro sociale.

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