Gli affaristi Bisignani di ieri e oggi e le lobby

A proposito dell’inchiesta Bisignani-Papa, i giornali della destra in coro dicono che «macina nomi eccellenti, ma di reati neanche l’ombra».
Intanto, non solo la procura, ma anche il giudice delle indagini preliminari ha proceduto all’arresto di Bisignani, e chiesto al Senato lo stesso trattamento per Papa, contestando ai due reati specifici. Sulla consistenza delle accuse decideranno i giudici. Ma il quadro che ci offre l’inchiesta richiama i caratteri che storicamente hanno in Italia la politica, lo Stato e i suoi apparati. La domanda che legittimamente una persona che non vive in Italia si pone è questa: perché uno come Gianni Letta che ha un ruolo rilevante, direi eccezionale, nel governo del paese e nelle relazioni istituzionali, deve sapere da Bisignani se nei suoi confronti ci sono o no indagini giudiziarie? Perché ministri in carica vanno nell’ufficio di Bisignani a chiedere consigli o a ricevere istruzioni e segnalazioni per incarichi pubblici? L’elenco dei perché è lungo e potremmo riempire molte colonne. In Italia lo Stato c’è e non c’è.
Negli anni passati chi ha analizzato la politica italiana, attraverso le frequentazioni dei palazzi del potere e le trame che hanno caratterizzato la scalata di alcuni personaggi nella pubblica amministrazione, nei servizi, nell’Arma dei carabinieri, nella finanza, negli enti pubblici, hanno incontrato il Bisignani dell’epoca.

LA PATERNITA' PROFESSIONE O ARTE?

21.6-" Tre sono i mestieri che Freud dichiarò impossibili: l'educatore e il mestiere del padre. Che David Cameron dica che i genitori che abbandonano i figli sono ubriachi al volante, è educativo quanto imane. Confort potrebbe rispondergli che l'amore è un rasoio nelle mani di un cieco: certi genitori non mollano i figli neanche un secondo credendo di raddrizzarli e in realtà li stanno ampuatando. La paternità non è una professione ma un' arte. Non dal sapere origina ma dal Dio che sta in ciascuno di noi e nel mistero la paternità esiste.. mistero a momenti gaudioso in altri doloroso  ma sempre glorioso... Mai si pensi che mettersi in casa un figlio sia una fonte inesauribile di piacere una giustificazione del presente." ( Umberto Silva il Foglio 21,6)

Nel mondo mancano 100 milioni di bambine

La notizia di qualche mese fa, Economist e il Foglio, è che 96 milioni di bambine mancano all’appello fra Cina e India e il rapporto maschi femmine è di 103/106 ogni 100 maschi. Se si aggiungono quelle “scomparse” in alcuni paesi dell’Est, le bambine salgono a 100 milioni. Una tragedia,figlia dell’aborto clandestino e di una pianificazione familiare imposta dallo stato insulsamente.

Più produttività più salario, più posti di lavoro

Marchionne AD FIAT ha detto ai sindacati di Pomigliano e Torino e alla Confindustria: investo in Italia, occupo più operai, saranno pagati di più ma devo ottenere più produttività, più vetture costruite, come avviene in altri stabilimenti nel mondo e con meno assenteismo e scioperi politici e aziendali. Alla Confindustria ha detto o vi rinnovate e concertate meno le soluzioni con i sindacati o me ne vado. La risposta degli operai dei 2 stabilimenti  è stata positiva: progetto approvato a maggioranza. Ma la Fiom CGGIL non è d'accordo e impugna presso i tribunali quelle decisioni in forza dell'accordo sulle rappresentanze sindacali del 1993 per cui gli accordi sono validi solo  se firmati dai 3 sindacati maggiori: CGIL, CISL e UIL. Il voto degli operai delle fabbriche sembra non non conti. Ora il segretario Angeletti della UIL afferma che vuole abolire quell'accordo che ha portato in tutti questi 20 anni a bassi salari e scarsa produttività. Dice che se un azienda propone ai suoi operai un progetto, si mette ai voti e se ottiene il 50% + 1 è valido e operativo e non si ricorre alla Magistratura per annullarlo.  Ma la FIOM non è d'accordo e con la Confindustria del ni, si rende conto che se perde su questo principio perde il potere presso i propri iscritti che hanno votato si assieme al suo dirigismo corporativo. Ma l'Italia così continuando non cresce e posti di lavoro non aumentano. Ma l'Italia è fatta così: appena accenni a delle riforme, scattano i dinieghi di chi ha beneficiato delle situazioni per anni, ricavandone potere e benefici a discapito di altri magari meno protetti. Ora davanti la magistratura torinese è pendente quel ricorso della Fiom che se vince, torniamo a mettere in discussione la permanenza della Fiat in Italia; se perde farà ricorso e i tempi di avvio del nuovo corso industriale si dilateranno, gli operai rimarranno in cassa integrazione, se possibile, e cosa succederà altro  lo vedremo. Ma non tutta la CGIL è d'accordo con la politica della  categoria FIOM.

Elezioni provinciali 2011

Abbiamo costruito questa tabella pensando che i dati espressi in voti siano più significativi e veritieri di quelli in percentuali e abbiamo messo a confronto le comunali  con le provinciali. Quello che si evidenzia è la differenza fra votanti alle comunali e le provinciali che è di ben 1219 voti pari al 36,18%. La lista Dalto è una civica senza riferimento a partiti a differenza di quella Tondato e quindi bisogna vedere verso quale lista sono confluiti o non hanno votato addirittura.Se prendiamo i voti Lega nelle provinciali 2006 hanno avuto 631 voti e nel 2011 voti 831. La lista Bonaldo come PDL aveva preso 518 alle provinciali del 2006 mentre in queste ultime, sommando i voti PDL+ lista Bonaldo 508. Un fatto politico però risalta ed è che una parte di votanti PDL, ben 208, non ha seguito Bonaldo nella sua avventura. Se teniamo presente che lui è coordinatore del PDL ciò non è positivo. Anzi. Ultimo raffronto: sommando i voti Lega 2011 e PDL+Bonaldo (831+508) risultano voti 1339 che messi a confronto con quelli presi alle comunali che sono 1528, possiamo dire che tutti e due si sono presi i propri voti e che quindi le percentuali significano poco data la differenza di votanti fra comunali e provinciali. Rimane da vedere dove sono andati a finire i voti  della lista Dalto. Sbagliamo giudizio ?

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