BORDIN LINE. Due strane interpretazioni delle parole di Legnini alla festa del Foglio

Se il vice presidente del CSM definisce un magistrato come Davigo “un capo corrente”, ha una logica definire l’uso di questa espressione come una minaccia?

di Massimo Bordin 24 Ottobre 2017 alle 06:00 da www.ilfoglio.it

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Le parole costruiscono ragionamenti che possono essere giudicati per la loro congruità appunto sulla base dell’uso delle parole. Se, per esempio, il vice presidente del CSM definisce un magistrato come Piercamillo Davigo “un capo corrente”, ha una logica definire l’uso di questa espressione come una minaccia? Effettivamente Davigo ha fondato una nuova corrente, “Autonomia e indipendenza”, all’interno della magistratura associata e anche sulla base di questo suo ruolo ha presieduto per un periodo la Anm. La definizione dunque appare assolutamente descrittiva e non si vede in che termini possa costituire una minaccia, eppure questo termine si ritrovava ieri in un titolo del Fatto quotidiano a proposito delle parole pronunciate da Giovanni Legnini alla festa fiorentina del Foglio. Sempre sulle cose dette da Legnini in quella sede, è poi intervenuta la presidente della commissione giustizia della Camera, Donatella Ferrantidel Pd, magistrato arrivato alla camera nel 2008 dalla segreteria generale del Csm.

Il tema su cui si è applicata la on. Ferranti, a proposito delle parole pronunciate da Legnini, è stato quello dei limiti da porre al passaggio di ruoli fra magistratura e parlamento e viceversa. “Quella di Legnini è una posizione sicuramente rispettabile e legittima”, ha premesso, per poi argomentare su quanto la posizione di Legnini le fosse parsa “una perdita per la democrazia oltre che una violazione della carta costituzionale”. Resta da chiedersi quale concetto abbia della rispettabilità l’on. Ferranti. E della logica.

Commenti

Giantrombetta 24 Ottobre 2017 - 08:08

Resta da chiedersi perché i magistrati non si limitano a parlare nei tribunali ed i componenti del Csm nelle sedute dell’organo costituzionale di cui sono stati chiamati a far parte. Nel rispetto dell’ autonomia e dell’indipendenza nell’esercizio della giustizia super partes, ovvero super partiti e correnti, e già che ci siamo pure media.

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