CECILIA CARRERI E’ IL MAGISTRATO CHE SI OPPOSE ALL’ARCHIVIAZIONE DI ZONIN –

  E SUL CASO DELLE BANCHE VENETE ORA ACCUSA BANKITALIA E CONSOB

Da www.vvox.it 18.12.2017

FINITA NELLA BUFERA PER UN VIAGGIO DURANTE UN PERMESSO PER MALATTIA, LA PALADINA DEI RISPARMIATORI HA ABBANDONATO LA TOGA. E SUL CASO DELLE BANCHE VENETE ORA ACCUSA BANKITALIA E CONSOB

«Auguriamo a Cecilia Carreri un sereno e veloce rientro». Così si leggeva sui cartelli di alcuni risparmiatori davanti al tribunale di Vicenza nel giorno di apertura dell’udienza preliminare agli ex vertici BpVi. Come ricorda Sabrina Tomè a pagina 15 del Mattino, Carreri è il gip che si oppose all’archiviazione della prima inchiesta su Gianni Zonin.

Successivamente finì nella bufera per presunti viaggi fatti durante un permesso per malattia che la spinse a lasciare la toga nel 2008. Carreri ha anche scritto un libro in cui racconta la sua verità su Bpvi e sulle colpe della magistratura. Ora l’ex giudice è tornata sulle inchieste relative alle ex Popolari esprimendo perplessità su come è stata affrontata la questione vigilanza.

Per Carreri, «viviamo una doppia realtà processuale: ad esempio, dalle audizioni disposte dalla Commissione emerge che vi sono responsabilità Consob-Bankitalia sul piano dei controlli nei confronti di BpVi e Veneto Banca, mentre per la magistratura sono parti lese. Si contesta, infatti, agli Istituti di credito di avere ostacolato la vigilanza, quando quella vigilanza fu piena di falle e di mancati coordinamenti.

Se si aggiunge il fatto che molti ex dirigenti o ispettori di Bankitalia (ma anche Consob) passarono alle dipendenze di BpVi, ed ebbero un ruolo importante durante le ispezioni sul medesimo istituto, si fa fatica a comprendere l’impianto accusatorio della Procura».

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