In Italia regge il bipolarismo centrosinistra-centrodestra. Flop del M5S

Top spin - I sindaci e i presidenti: storie di consenso e di dissenso

appendino raggi ape

Di Marco Marturano, Affaritlini 8.10.2016

Mancano due mesi e siamo già immersi tutti i giorni nella bolla mediatica che mette il referendum del 4 dicembre in cima all'agenda politica di tutta la stampa nazionale.

Fuori dai binari tracciati da tutti ecco spuntare una rilevazione dell'osservatorio sulla governance di index research. Ovvero le pagelle di sindaci, presidenti di regione e governo. Pagelle che ci aiutano a uscire dalla bolla referendaria e ad arrivare ad alcune considerazioni generali sulla politica italiana che a volte trascuriamo deviati da altre teorie.

In primo luogo l'osservatorio dimostra che in Italia esiste ancora un bipolarismo centrosinistra-centrodestra che supera nei giudizi dei cittadini il bipolarismo Pd-M5s che a leggere la maggior parte dell'informazione parrebbe l'unico esistente.

Nella classifica dei sindaci più amati tra i primi cinque 3 sono del centrosinistra (i sindaci di Bergamo, Firenze e Salerno) e 2 del centrodestra (Lecce e Venezia). Per trovare un sindaco del M5s si va al 14o posto con la neo sindaca di Torino, per non parlare del sindaco di Livorno, di Roma e di Parma che portano la rappresentanza del M5s sotto il 44o posto.

E del resto anche dove non ci sono ancora rappresentanti del Movimento 5 Stelle come alla presidenza delle Regioni in ogni caso ai primi 5 posti nel gradimento dei cittadini si verifica un certo equilibrio tra i tre presidenti del centrosinistra (Puglia, Calabria e Toscana) e i due del centrodestra (Veneto e Liguria).

La seconda notizia è che, pur calando i giudizi sui sindaci rispetto agli anni recenti in cui i più amati arrivavano a superare il 70% (ricordate l'anno di Renzi e Tosi a dividersi la testa del sondaggio del Sole 24 Ore?), restano ancora la punta di diamante delle istituzioni agli occhi dei cittadini. Secondo index research il consenso medio dei sindaci dei capoluoghi è del 52,6%.

I suoi presidenti delle Regioni scendono a una media del 47,8%.

Il governo (in buona compagnia con i tre che lo hanno preceduto negli ultimi 5 anni tra Berlusconi, Monti e Letta) conquista il 28% degli italiani è il presidente del Consiglio il 34%.

 Insomma i sindaci mediamente vengono promossi da più della metà dei loro cittadini - datori di lavoro, mentre meno della metà della gente promuove in media i presidenti di Regione e circa un terzo degli elettori italiani applaudono il capo del governo.

Vista la regolarità di questo dato negli anni (anzi Renzi è il presidente che alla prova del tempo riesce ancora a stare dalle parti del 33% a fronte di crolli più verticali dei suoi predecessori) è chiaro che siamo di fronte a un fenomeno che vede ormai polarizzare il consenso dei cittadini. Il centro della politica che la gente preferisce cercare tende a stare lontano dalle istituzioni centrali e comincia ad allontanarsi anche dalle Regioni e dai loro presidenti.

Dalla canzone di battiato di trent'anni fa la politica ha sempre cercato un centro di gravità permanente tra prima, seconda e terza repubblica. Oggi, in piena fase di crisi economica (con possibile piccola ripresa) e di crisi della fiducia nella politica e quindi di partecipazione alla medesima, il centro di gravità si trova più facilmente nei sindaci che altrove. Proviamo a tenere questo file aperto nei prossimi mesi e nei prossimi anni, non perché siamo il paese dei campanili ma perché per i cittadini siamo soprattutto il paese dei politici che fanno le piccole e grandi cose che cambiano la vita a pochi metri da noi dove possiamo toccarne con mano l'effetto che fa.

Categoria Italia

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