PER RENZI ORA INIZIA IL CALVARIO PEGGIORE: REGOLARE I CONTI NEL PD - I BERSANIANI NON VOGLIONO SPACCATURE E PUNTANO AL CONGRESSO

MA ETTORE ROSATO GLI FA CAPIRE CHE ARIA TIRA: “NON SI RICUCE PIÙ. TEMO CHE LA SCISSIONE SIA NELLE COSE E CHE I GRUPPI PARLAMENTARI SI SPACCHERANNO

DALEMA - OCCHETTO - BERSANI - LA GIOIOSA MACCHINA DA GUERRA

Monica Guerzoni per “il Corriere della Sera” 5 DIC 2016 10:28

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«Aspettiamo di capire se è una mucca o un toro». Sono le 23 quando Pier Luigi Bersani, dalla sua casa di Piacenza, pregusta una vittoria clamorosa, che lo tira fuori dall'isolamento e riapre i giochi nel Pd. «È un toro!», esulta a mezzanotte il leader della minoranza ricorrendo all'amata metafora zootecnica, felice di aver sventato il «governo del capo» e di aver fiutato il vento della protesta. L'ormai famosa «mucca del corridoio» che il leader del Pd non avrebbe visto in tempo.

Il plebiscito anti-Renzi è la rivincita dei rottamati come Bersani e D'Alema, è la riscossa di una sinistra dem decimata dalla campagna acquisti del premier e ora decisa a riprendersi il partito. La minoranza esulta e si prepara alla sfida del congresso. «Renzi ha preso un colpo vero - festeggia Roberto Speranza, riunito con Epifani, Zoggia e altri parlamentari a casa di Nico Stumpo -. Per lui non sarà facile dire "abbiamo scherzato". Ma non saremo noi a chiedere le sue dimissioni».

Lontano dal Nazareno c'è un Pd che fa festa, mentre su, ai piani alti, c'è chi piange e chi impreca. Facce livide, nervosismo che si taglia a fette. Sfumata la «rimonta bestiale» i dirigenti adesso hanno paura. E se davvero Matteo lasciasse anche la segreteria? Alle 23.15 Lorenzo Guerini trattiene a fatica l'emozione: «Martedì in direzione decideremo le iniziative politiche da assumere...». La resa dei conti sarà inevitabile e sanguinosa.

«Non si ricuce più».A Ettore Rosato bastano quattro parole per scavare definitivamente il solco tra Renzi e la sinistra del partito, che si è «alleata» con Grillo, Salvini e Berlusconi per assestargli la spallata. «Temo che la scissione sia nelle cose e che i gruppi parlamentari si spaccheranno» prevede il presidente dei deputati. Ma i bersaniani a tutto pensano tranne che alla scissione. Il piano è un altro, è riprendersi la «ditta» con la battaglia congressuale. «La crociata sotto le insegne del giglio magico si è trasformata in una devastante sconfitta del suo condottiero», randella il senatore Fornaro.

E Stumpo: «La scissione è un tema che non esiste. Nessuno di noi chiederà a Renzi di mollare, ma una discussione dobbiamo aprirla». E c' è anche, tra i vincitori, chi consiglia a Renzi di «non barricarsi come Nikita Krusciov». È il tempo, ragionano, di condurre la nave Italia «in un porto sicuro» e non certo di «fare scommesse personali».

E un altro bersaniano dubita della tenuta dei renziani: «Non vedo Franceschini, Orlando, Martina o Delrio buttarsi nell' oceano dietro a Renzi...». Speranza se la sentiva, la vittoria. All'alba della vigilia, ai cancelli della Fiat di Melfi, aveva fiutato la «valanga del No», il malcontento dei tanti operai che l'hanno accolto «con affetto» e anche rimproverato: «Come fai a stare ancora nel Pd?».

Categoria Italia

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Ercole. Ancora una volta il PD fa pagare agli italiani le sue scelte, le sue divisioni interne per il potere che non tiene conto che l’Italia continua a non avere in Europa. Di contro, l’opposizione della destra non esiste, anch’essa rotta e insignificante. Si conferma il terzo polo rappresentato dal M5s ch, oggi, si oppone al 40% di Renzi. Altro periodo di confusione in Italia in un momento delicato non solo europeo ma mondiale.

Dimostrato che noi italiani non sappiamo governarci.

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