DA COLLEGA A COLLEGA Matteo Salvini indagato,

Carlo Nordio smonta il pm di Agrigento: "Perché le accuse non reggono e fanno acqua da tutte le parti”

27 Agosto 2018 da www.liberoquotidino.it

Come smontare l'indagine del pm Luigi Patronaggio su Matteo Salvini, punto per punto. A farlo è Carlo Nordio, un addetto ai lavoro e non un politico. Sul Messaggero il magistrato diventato famoso per le sue inchieste contro le Brigate Rosse in Veneto spiega perché l'iniziativa del collega di Agrigento è sbagliata e fa acqua da tutte le parti.

Innanzitutto, i verbali degli interrogatori al Viminale "dovrebbero esser segreti, come segreta dovrebbe esser tutta l'indagine". Senza documenti ufficiali, inoltre, "è quasi impossibile ricostruire la decisione ministeriale, il suo contenuto e il suo iter formativo. Poi è difficile capire se il porto di Catania sia stato individuato come porto di solo transito, o come porto sicuro, o cosa altro". Tanti dubbi che però non hanno impedito al pm di indagare il ministro degli Interni. Ma anche le accuse formali sembrano non reggere, secondo Nordio: "L'arresto illegale presuppone, appunto, un arresto in senso tecnico, e qui pare invece che non sia stato arrestato nessuno". L'accusa di sequestro di persona, invece, cadrebbe se Catania fosse stato solo un porto di transito. "Se invece era quello di approdo, è valutazione discrezionale del Ministro decidere se uno sbarco sia compatibile con l'ordine pubblico". E anche l'abuso d'ufficio "è un reato così vago e fumoso che è ben difficile provarne la commissione, soprattutto in un'attività altamente discrezionale".

C'è poi l'aspetto politico: Salvini indagato non ha alcun obbligo di dimissioni, "poiché l'iscrizione è automatica a seguito di una denuncia che non sia anonima". Se così non fosse, "noi faremmo dipendere la sopravvivenza di un ministro, e magari di un governo e di una legislatura, non solo da un'eventuale iniziativa improvvida di un magistrato operoso, ma addirittura da quella, interessata, di un cittadino motivato".

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