Fare del grande disordine una leva per un nuovo ordine

Cosa c’è di sospetto nell’indifferenza di Salvini e Di Maio per i disastri economici

di Giuliano Ferrara 1 Novembre 2018 www.ilfoglio.it

Commenti 5

E’ evidente che hanno già fallito. E’ evidente che non poteva essere altrimenti. E’ evidente che i sondaggi li premiano e forse saranno premiati anche alle elezioni. E’ evidente, evidente, evidente. Ma c’è un mistero. Non che gli italiani tardino ad accorgersi di quello che hanno combinato, ché gli sberleffi sono sberleffi, ma che loro, il Truce il Bamboccione e l’Avvocato, non abbiano non dico una strategia di rottura, ma almeno una inclinazione a fare del grande disordine una leva per un nuovo ordine. Siamo sicuri di poterlo escludere?

Non sono normali, in pochi mesi hanno fatto piazza pulita del minimo ragionevole che si era accumulato prima di loro, e rincorrono brutte figure, ma insistono. La vulgata politologica vuole che il Truce aspetti il momento buono per mettersi in proprio e portare il paese alla mercé di un governo di centrodestra con quasi tutte le rotelle a posto, magari dopo le elezioni europee. Eppure tutte le sue mosse vanno nella direzione opposta. Bolsonareggia, putineggia, cerca e trova i collegamenti cosiddetti sovranisti peggiori in Europa, è misogallo e non vuole saperne di negoziare con Bruxelles. Incoraggia etnicismi, populismi indifferenziati e gretti machismi verbali, il nesso con gli interessi delle partite Iva è esilissimo, la degradazione dell’economia e delle aspettative impaurisce il suo possibile blocco di sostegno, proprio nel caso in cui volesse fare una giravolta e presentarsi come il candidato Capitano della destra vera. Il Bamboccione fa la sua parte pauperista, gridata, condonista, clientelare, festeggia dal balcone la distruzione dei conti pubblici, umilia il ministro dell’Economia e i tecnici al servizio dello stato, ingaggia battaglie fatali con i media nemici del popolo, manovra l’Avvocato del popolo come può e come vuole, distribuisce reddito e ettari del demanio o dice di volerlo fare, chiude i negozi la domenica, blocca le opere di prima necessità, almeno quando può o crede di potere, alimenta il sacro fuoco dell’alternativa di sistema ai poteri non dico forti, giganteschi, delle grandi aziende, delle banche. E’, dice, in totale sintonia con il Truce.

Speriamo che siano solo due inetti di successo, due energumeni che non sanno quello che fanno e alla fine litigheranno alla prima incrinatura dei sondaggi e delle pulsioni prepolitiche interne ai loro movimenti. Speriamo. Ma dietro la baldanza maligna forse si nasconde, e nemmeno tanto bene, l’idea che scassata l’Italia se ne fa una nuova, via dall’Europa, il famoso piano B, via dalle vecchie alleanze, via dalla moneta unica, via dalle regole, in una scommessa di distruzione creativa al vertice della quale sta il ritorno ai vecchi caratteri autarchici di una nazione che punta sulla svalutazione come unico mezzo di competizione, come unica risorsa di mercato, e sulla costruzione di un orgoglio di cartone, teatrale, plateale. Con il bottino che stanno portando a casa in tutti i campi, e l’opposizione spaesata e l’Europa dei fatti politici indebolita a favore dell’Europa commissaria e banchiera, per adesso l’unica prospettiva che si può divinare è un tanto peggio, tanto meglio, la versione per illetterati buonsensai del famoso brocardo conservatore dell’aristocrazia siciliana di fronte all’unificazione nazionale dall’alto.

Commenti

iorevalter

01 Novembre 2018 - 16:04

Razionalmente dovrei dire di no, che questi due sono solo il peggio che la politica italiana abbia mai espresso (e ce ne vuole...), che coltivano i loro meschini obiettivi di potere e di sottogoverno e che non faranno mai nulla di quello che urlano. Razionalmente ...ma la storia ha dimostrato troppe volte di non essere troppo razionale

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Rispondieleonid

01 Novembre 2018 - 15:03

Certo è che abbassare il debito pubblico con gli zero virgola che siamo riusciti a fare ultinanente non mi sembra un modo che fa ben sperare per portarsi sotto una soglia di indebitamento in breve tempo, da cui ripartire con manovre veramente espansive. Ricorrere ai risparmi degli italiani per rendere percorribile questa via è un'ipotesi irrealistica considerata la sfiducia che gli italiani ripongono in se stessi ed in quelli che li rappresentano. Quello che Salvini e compagni si augurano è che l'Europa ci cacci giustificando così la possibilità di far fronte ai costi per il disimpegno europeo conseguente come la Lega sta facendo con i rimborsi che deve allo Stato italiano. Cioè diluiti sine die nel tempo. Così facendo ritornare alla lira per ricominciare verso un futuro che con molta probabilità sarà ancora più fosco di quello che con pessimismo più o meno strumentale Salvini propaganda da anni agli italiani .

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01 Novembre 2018 - 15:03

Sull'analisi dell'attuale concordo. Bene. Però l’evidenza delle evidenze è antrosociopsicologica: non riusciamo ad immaginare, a concepire e, a costruire uno spazio comune di interessi generali e condivisi che vada oltre la famiglia, il clan, il quartiere, il paesello. È la costante storica, la maggior causa impediente, culturale e comportamentale del nostro “non essere popolo”, ma un’insieme di fazioni costrette per vivere a disputarsi territorio e consenso. È l'evidenza del nostro assillo del “nemo propheta in patria”, del “Franza o Spagna purché se magna, della propensione al “papa straniero”. In sintesi: l’accettazione di una perenne condizione di subordinazione. Le eccezioni di menti che andavano oltre il carpe diem del tran tran, confermano la regola. Il progetto unitario, risorgimentale, retorica a parte, non ha dato i risultati necessari. L’evidenza del “tutto si tiene" è inconfutabile”. Poi, caro Ferrara la vita continua. È fatta a scale: c'è chi scende c'è chi sale.

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RispondiDBartalesi

01 Novembre 2018 - 12:12

Certo che sì. Dietro l'indifferenza di Salvini ai possibili gravi danni del governo all'economia, si può sospettare che abbia in mente un disegno più "alto". Al cui confronto la credibilità del Paese, i conti dello Stato, passano in secondo piano. Notavamo ieri in un commento, che le prossime mosse del Truce dovrebbero svelarne la vera natura politica. Se futuro capo di una coalizione di centro destra liberale, oppure sovranista anti sistema alla Le Pen, per capirci. Ma c' è una terza possibilità, più cinica. Che il "Noi tireremo dritto" abbia deciso di posticipare la "scelta di campo", subordinandola all'esito delle prossime elezioni europee. Se queste vedranno un successo degli anti europei, dei polpulisti, è possibile che lo si vedrà affacciarsi da qualche balcone a gridare le nuove parole d'ordine . Come fece Mussolini quando, a fine anni '30, da pacificatore dell'Europa passo ad essere l'alleato di ferro della Germania vincente. Salvini chi? Un truce opportunista. Forse.

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Rispondigiantrombetta

01 Novembre 2018 - 09:09

Che Salvini ambisca a fare il premier mi pare scontato e politicamente comprensibile. Resta da capire con chi e quando, posto che per quanto gli vada elettoralmente di lusso da solo non può farcela. Per il quando credo per il dopo elezioni europee, dove la conta si fa correndo ciascuno per conto proprio. Per il con chi credo con Berlusconi e la coalizione di centro destra, dentro alla quale già amministra molte regioni e città. Per fare cosa e’ tutto da capire e vedere. Dall’altra parte del tavolo c’e’ Il Pd che al congresso si appresta a contare quanti militanti vogliono contrapporre al probabile successo elettorale di un centro destra ricostituito un’allejza con i pentastellati. Questo mi pare passi il convento nella prospettiva più che probabile di elezioni politiche anticipate. Posto che il contratto di governo non possa avere vita lunga, come ben sanno i contraenti. Accontentare interessi contrapposti e’ possibile solo temporaneamente. O no ?

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