Aiutare l’aggredito, non l’aggressore

Si può essere favorevoli alla legittima difesa senza passare per un qualsiasi Truce

di Giuliano Ferrara 29 Novembre 2018 www.ilfoglio.it

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Si può essere favorevoli alla legittima difesa senza passare per un qualsiasi Truce, uno che sacrifica tra tuìt telefonate selfie anche solo intentati, hashtag e via dicendo i princìpi che sostiene di sostenere, perché quello che lo interessa in realtà è l’illegittimo consenso della confusione e della demagogia? Si può pensare che sia possibile.

  

Ecco. Un vaglio giudiziario su un atto di violenza, anche motivato dall’autodifesa, che per di più costa vita umana, è inevitabile. Ma qual è lo spazio che la legge concede a chi si trovi in condizioni di reazione, anche armata, a un’aggressione in uno spazio privato? E dunque qual è il corrispondente spazio d’azione del giudiziario? Tutto verte, si dice, sulla proporzionalità della reazione all’offesa ricevuta. Veniva chiamato l’Assassino, con disprezzo umano e commerciale, quel proprietario di bar romano che in una serata estiva, vistosi sottrarre un apparecchio radio a transistor dalla cassa, dove allegramente l’altoparlante gracchiava, da un ragazzino subito in fuga per via, lo inseguì gli sparò lo uccise. Storia degli anni Sessanta. “Andiamo a prendere il caffè dall’Assassino?”, si scherzava nel macabro. La proporzione palesemente non c’era. Ma le cose palesi non sono, non almeno come sembrano emergere da certe storie. Perché altre storie dicono, anche senza bisogno di una quarantina di furti pregressi (Monte San Savino), ad azzannare e distruggere vita sicurezza e lavoro, che la proporzione c’è o può esserci.

E qui le cose si complicano di molto. Devi essere dissuaso e dunque processato comunque quando sei in difesa vera, a tutela di te e del tuo lavoro, il riscatto del lavoro, oppure devi essere, in quanto innocente bersaglio di un’aggressione, presunto innocente fino a prova contraria? La donna nel parcheggio (Thelma e Louise, anni Novanta) che si libera di uno stupratore sparandogli una revolverata è presunta innocente: la folla applaude, destra e sinistra. Il gioielliere benzinaio negoziante abitatore di villozzo affluente aggredito nottetempo o in pieno sole è presunto socialmente colpevole fino a prova contraria, specie se l’aggressore è in qualche modo vulnerabile (età, reddito, etnia o addirittura razza). A essere garantisti, cioè vincolati al senso formale della legge combinato con il senso del diritto individuale, bisogna considerare innocente fino a prova contraria chi si difende da solo. Né è vero che lo stato rinuncia al suo dovere, magari dando al cittadino licenza di sparare. Lo stato notturno, casa per casa, o comunque ubiquo, onnipresente, in grado di assicurare una tutela universale, non esiste, lo sappiamo. L’inceppo è l’isolamento, la circostanza particolare, la paura, o il terrore per i cari e l’insopportazione dell’ingiustizia tanto accanita, il tutto in assenza coatta, necessaria e opportuna dello stato, che sennò diverrebbe, e senza nemmeno ottenere il risultato della sicurezza, uno stato di polizia.

  

Bisognerebbe ragionare su questo, senza paraocchi di alcun tipo, perché di questo poi si tratta. La proporzione geometrica in fatti umani non esiste, è un’astrazione, esiste la coscienza, l’educazione del profondo, il senso della misura, ma esiste anche la responsabilità individuale: dell’aggressore, che sa o deve sapere di seminare, come cose che comportano conseguenze estreme, minaccia e violenza sull’altro, o vogliamo dire Altro come direbbe un irenista? E la responsabilità dell’aggredito che deve cercare di portare all’estremo delle sue possibilità psicologiche e umane, non di un’ideologia dominante quale che essa sia, la sua cautela di coscienza. Ma senza paura di essere giudicato con disprezzo un assassino quando sia riuscito a liberarsi di una figura pericolosa che lo vessa e gli incombe in casa come una condanna imminente, gli fa paura come un lupo a un agnello. In realtà la legge sulla legittima difesa già esiste, e anche la pratica del giudiziario non si discosta poi molto da questo quadro di senso comune, ma se debba essere modificata, è bene che sia modificata in vantaggio dell’aggredito e non dell’aggressore. Non c’è bisogno di essere truci, basta essere o cercare di essere seri e rigorosi.

Commenti

niky lismo 30 Novembre 2018 - 15:03

Nessuna retorica e nessun cripto-buonismo. Punto primo: chi sostiene che "la difesa è sempre legittima" motiva tale aberrazione giuridica (e morale) con l'incapacità dello Stato ad assicurare decenti livelli di sicurezza ai cittadini (il che è indubitabile): basta questo per autorizzare chiunque all'omicidio di chiunque? Punto secondo: una società basata sull'autodifesa (e non già della vita, ma anche di soli beni materiali) è il contrario esatto della sicurezza, è bensì la legittimazione diffusa della violenza fisica, che invece lo Stato di diritto dovrebbe escludere riservandosene il monopolio. Punto terzo (quello squisitamente politico/elettoralistico): si miscelano (confondono) sicurezza - autodifesa - migrazione in un'unica minestra, così da intorbidire le acque e lucrare impulsivi consensi. E' la solita storiaccia italiana: se ci sono disfunzioni in un degno meccanismo, prima lo si lascia marcire e poi (piuttosto che ripararlo) si abolisce il meccanismo. E addio alla civiltà

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RispondiSkybolt

30 Novembre 2018 - 17:05

Il meccanismo quale sarebbe? Ha elencato diverse argomentazioni contraddittorie e teoriche (faccio notare che se il suo secondo assunto fosse rispettato, non staremmo nemmeno parlando, ma non è rispettato e non sarà mai possibile) che mi sono perso.

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RispondiDBartalesi

30 Novembre 2018 - 14:02

"Il Bello, il Fesso, il Cattivo". Purtoppo tocca rivederci questo brutto remake di un grande film western, e neppure al cinema. Ma al popolo piace, fa cassetta. Mannaggia.

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30 Novembre 2018 - 14:02

Bene Ferrara: "Aiutare l’aggredito non l’aggressore." Netto, assiomatico. Nell'era del politically correct, dell’apparire omologati dai buoni sentimenti, però, spesso è più politicamente conveniente narrare l’aggressore come una vittima della società, occidentale ovvio, e l’aggredito come un bieco egoista che spara per difendere la sua “roba” Già il buon selvaggio e l'immondo diritto di proprietà, I media tendenzialmente cerchiobotteggiano. Glisson?

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Rispondifederico.bellini

30 Novembre 2018 - 11:11

"In realtà la legge sulla legittima difesa già esiste, e anche la pratica del giudiziario non si discosta poi molto da questo quadro di senso comune"... Ma allora perché non resistere alla tentazionedi esibirsi ancora una volta volta nel solito affaticato pomposo esibizionismo retorico?

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Rispondihovannes1941

30 Novembre 2018 - 11:11

Chi si difende in assenza di forze dell'ordine istituzionalmente a ciò preposte lo fa in base ad un preciso mandato che lo sostituisce alle stesse, infatti è 'legittima' difesa di sé stesso e della sua comunità di riferimento (di famiglia, territoriale, od altra). Invece oggi deve anche pagarsi le salatissime spese di difesa, senza ristoro e senza che vi sia alcun straccio di prova! E si che dovrebbe esserci, in questo caso, l'inversione dell'onere della prova!

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Rispondihovannes1941

30 Novembre 2018 - 11:11

Il tema è semplice, lo dice Carlo Nordio. L'aggredito che si autodifende non importa come, in assenza di forze dell'ordine preposte a difenderlo ('id quod plerumque accidit' perché non siamo ancora uno stato di polizia - ma per quanto ancora?), agisce su mandato delle forze dell'ordine in quel momento assenti. Quindi il giudice, in assenza di riscontri, non dovrebbe fargli alcuna incolpazione, essendo l'onere della prova invertito a carico dell'accusa, cioè del PM. E non solo qd invece il tapino oggi quindi nessuna incriminazione o sospetto a chi si difende, costretto per questa prassi barbara anche a pagarsi le spese di difesa. Evocare poi il Far West, che è altra cosa, complica e confonde ogni idea e fa dimenticare un principio fondamentale di civiltà

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Rispondiverypeoplistaverypeoplista

30 Novembre 2018 - 12:12

Tutto corretto. Evocare il Far West ("altro tutto") è come dire che l'attuale migrazione è analoga a quella italiana nel mondo: la stragrande maggioranza partiva dall'Italia con il "nulla osta" della nazione ospitante.

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Rispondicarlo.trinchi

29 Novembre 2018 - 23:11

Direttore, lei lo chiama truce, ma il truce dilaga perché gli hanno lasciato la stalla aperta ed i buoi sono scappati. A volte la percezione fa più paura del danno e se la sensazione è di solitudine ti incazzi ed il truce fa cappotto. Salvini è dal 4 marzo che ringrazia.

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Rispondiiksamagreb@gmail.comiksamagreb

29 Novembre 2018 - 23:11

Sofismi dialettici buonisti e astratti, fuori dal contesto fattuale: protagonista vittima di una sequela di furti reiterati fino a raggiungere il pazzesco numero di 38! Dunque apra il becco SOLO chi ha provato a subirne uno, a casa sua! Mia cognata che viveva sola alle tre di notte si svegliò con un figuro vicino che le sottraeva l'oro nella ciotola sul comodino.. le prese un colpo e per mesi non voleva più andare a letto sapendo che, pur chiudendo tutto, un ladro POTEVA entrare e far quello che voleva. Non fu più lei. Per un furto; figurarsi trentotto! Uno Stato che impone ai suoi cittadini tale e tanta insicurezza è da indagare, da condannare nei vertici delle sue istituzioni, poi da rifare. Siamo al doverci fare giustizia da soli, perché lo Stato dimostra solo e sempre di giustificare il delinquente aggressore, che se la cava sempre, impunito. Tant'è vero che è proprio questo che urlano anche le belve d'importazione, colte in flagrante, in faccia alle guardie, sfidandole ghignanti.

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Rispondiltornillo

30 Novembre 2018 - 10:10

Veramente l'articolo di Giulinao Ferrara tutto è fuorché buonista: afferma che chi si difende è da presumere innocente fino a prova del contrario. Lo fa però in maniera argomentata (merce rara di questi tempi), e conclude "...è bene che la legge sia modficata in favore dell'aggredito", cioè di chi si difende. È vero che l'italiano è una lingua difficile, ma partire in quarta senza neanche rendersi conto di essere d'accordo con la tesi dell'articolista...

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RispondiSkybolt

30 Novembre 2018 - 14:02

Vero. E la dimostrazione è l'assenza dei soliti troll piddini, che altrimenti sarebbero stati costretti a

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