IL PREMIER IN AULA 1-Manovra, Giuseppe Conte: "Nessuna resa". Il discorso beffa in Senato
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-2.Sondaggi, tecnici e Mattarella: il dietrofront sulla manovra di Di Maio e Salvini
19 Dicembre 2018 da Libero e Il Giornale
1-"Abbiamo salvato l’impostazione della manovra, non abbiamo ceduto sui contenuti certi degli effetti virtuosi che una manovra espansiva potrà determinare". Giuseppe Conte, in Senato, parla della manovra e della trattativa con Bruxelles: "Abbiamo lavorato con determinazione per evitare la procedura di infrazione".
E se ci sono stati dei "ritardi" nei lavori sulla manovra "non sono stati causati da incertezze interne" ma il rallentamento è stato "a causa dell'interlocuzione con l'Unione europea". E ancora: "Non abbiamo ceduto sui contenuti certi degli effetti virtuosi sul lungo periodo e comunque fermi nelle determinazioni assunte con il contratto di governo, cioè rispondere all'esigenza fortemente avvertita di invertire le politiche di rigore che negli anni scorsi hanno aggravato la crisi". Da www.liberoquotidiano.it
2- Sondaggi, tecnici e Mattarella: il dietrofront sulla manovra di Di Maio e Salvini
Trovato l'accordo sulla manovra, dopo il dietrofront di Di Maio e Salvini. Ma cosa è successo davvero? I due vicepremier convinti dai sondaggi e dai tecnici
Alla fine, l'accordo sulla manovra tra il governo gialloverde e Bruxelles c'è stato.
E raggiungerlo non è stato per nulla facile, tra minacce, compromessi e colpi di scena. Tutto, come è ormai noto, ruotava attorno al famoso 2.4% del rapporto tra deficit e pil. Una cifra, questa, mai accettata dai vertici Ue. E così si è aperto il tavolo delle trattative. I due vicepremier sono contrari a ogni cambiamento della manovra. Ma poi qualcosa cambia. Il primo a fare marcia indietro è il ministro Paolo Savona che, come riporta Il Corriere, rivede "le sue teorie sul fare deficit per innescare la crescita". A queston punto, sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio non possono far altro che ripensare la manovra.
A dare il colpo di grazia alla linea dell'intransigenza e ad aprire quella del dialogo sono stati i sondaggi e i cosiddetti "mediatori", ovvero il terzetto Giuseppe Conte, Giovanni Tria e Enzo Moavero Milanesi. Scrive a tal proposito il quotidiano di via Solferino che i tre hanno fatto sponda con il Quirinale per riuscire a trovare la quadra con l'Ue. E ancora: "L’idea dei due vice di affidare al capo del governo, nero su bianco, il compito di trattare, si è rivelata salvifica". Questa operazione ha rappresentato un punto di svolta per Conte. Da molti visto come un premier dimezzato, l'"avvocato degli italiani" si è ritagliato un ruolo di primo piano nella trattativa, arrivando perfino a minacciare (almeno questa è una delle voci girata in questi giorni) i due vicepremier di dimettersi. "Il presidente del Consiglio sono io e decido io", aveva ribadito lo scorso ottobre.
Angelo Federici - Mer, 19/12/2018 - 12:06 www.ilgiornale.it



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