Le toghe rosse sottoscrivono l'appello contro il governo
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I soliti giudici militanti: Magistratura democratica in piazza sostiene la campagna "Non siamo pesci"
Luca Fazzo - Mer, 30/01/2019 - 08:38 www.ilgiornale.it
S e c'erano dei dubbi, eccoli tolti. Nei giorni scorsi, quando il Tribunale dei ministri di Catania aveva deciso di chiedere il processo per Matteo Salvini, ministro dell'Interno, accusato di sequestro di persona per il caso della nave Diciotti, era saltato fuori che (casualmente, per sorteggio) i tre giudici autori della decisione erano tutti iscritti a Magistratura Democratica: ed inevitabilmente il fumus di una decisione presa anche alla luce dell'ideologia aveva aleggiato sull'impeachment del ministro leghista.
Ed ora si apprende che proprio Magistratura Democratica ha deciso di firmare l'appello «Non siamo pesci» lanciato da un gruppo di intellettuali contro il «decreto sicurezza» e la politica di respingimenti attuata dal governo Conte.
Si innesca così una sorta di corto circuito per cui a decidere della sorte di un leader politico sono magistrati della stessa corrente che, firmando l'appello, chiede al Parlamento di istituire una commissione d'inchiesta sui naufragi nel Mediterraneo, compreso il ruolo del governo italiano di cui il leader indagato è vicepremier. Il governo viene accusato di avere consentito la deportazione degli ultimi cento profughi «nei centri di detenzione della Libia dove si praticano quotidianamente abusi, violenze, stupri, torture». Siamo davanti, dice l'appello, «al deprezzamento del senso e del valore della vita umana».


