Iper-buonisti, iper-ecologici, iper-nuovisti. Cioè, iperfessi

Sorprende la tendenza dei nostri legislatori a legiferare troppo e, soprattutto, in modo straordinariamente cervellotico.

di Sergio Luciano,16.2.2019 www. italiaoggi.it

Sorprende la tendenza dei nostri legislatori a legiferare troppo e, soprattutto, in modo straordinariamente cervellotico. Ne sia riprova la recente bozza di riforma del codice della strada (per fortuna ancora in fase di dibattito parlamentare) che, tra alcune altre innovazioni discutibili ma interessanti, ne comprende una completamente campata in aria: il diritto dei ciclisti di percorrere le strade anche contromano. Un caro amico di chi scrive fu assolto da un'accusa di omicidio colposo dimostrando di aver prontamente frenato nel tentativo di evitare l'impatto proprio perché fatalmente un ciclista che pedalava contromano, in una serata milanese piovosa, gli era in pratica finito sotto le ruote; fu assolto, ma non si diede pace per molti anni, pur sapendosi innocente di qualsiasi mancanza consapevole o comunque colpevole, al solo pensiero di aver tolto la vita, di fatto, a un giovane.

Ci sono molti e molti altri modi per incentivare l'uso della bici (che peraltro nelle città pianeggianti appare già alquanto incentivato senza bisogno di additivi) prima di arrivare addirittura a dare questa valigia diplomatica per cui i ciclisti arriverebbero a poter fare quel che vogliono. Un'idea così balzana (e speriamo che non venga davvero tramutata in legge) è per certi versi nata per caso, insieme alla stranezza di proibire il fumo in auto, per eliminare un elemento di distrazione, come se il legislatore non sapesse che la distrazione alberga nella testa degli autisti, quando vi alberga, e non nel fare o non fare un gesto meccanico con una mano.

Discutibile e populista anche l'innalzamento del limite di velocità autostradale a 150 chilometri l'ora, non sono troppi se c'è fondo pulito, poco traffico e piena visibilità ma non sono neanche il problema da risolvere, in materia di limiti. Il vero problema è il criterio col quale gli enti locali appongono i loro limiti sulle strade, un criterio che sembra pensato apposta per raccattare multe.

Ma per altri versi questa dei ciclisti contromano è un'idiozia non casuale. Va iscritta in quella tendenza a non essere mai concreti nell'azione legislativa e sempre sopra le righe, provocatori ed estremi. La bicicletta è un veicolo, se investe una persona anche a bassa velocità (venti, venticinque chilometri all'ora) può fargli molto male, può sbalzarla a terra, e c'è chi ne è morto. La bicicletta ingombra poco, ma se il ciclista la dirige a centro strada diventa un bersaglio mobile. E niente, le cose ovvie impallidiscono di fronte alla voglia di stupire, di essere iper-buonisti, iper-ecologici (in questo caso) iper-nuovisti. Iperfessi.

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