La sinistra giudiziaria esce rafforzata nel Csm
- Dettagli
- Categoria: Italia
Va detto che il malcostume emerso ha costretto il sempre ridente ministro della Giustizia a procedere a riforme che altrimenti avrebbero ancora atteso mesi su mesi.
di Marco Bertoncini 22.6.2019 www.italiaoggi.it
Ascoltata la reprimenda del capo dello stato, che cambierà nel Csm? Intanto, muteranno gli equilibri interni, come ha argutamente rilevato Matteo Renzi: «I comunisti hanno perso le elezioni e si sono ripresi la maggioranza». Infatti, a causa delle sostituzioni operate, la sinistra giudiziaria oggi prevale nel Consiglio, sconvolgendo l'esito del voto espresso dai magistrati.
Le nomine (poiché le disposizioni sono rimaste le stesse) continueranno a essere gestite secondo logiche correntizie, con spartizioni, contrappesi, concessioni, che vedranno operare laici e togati. Semmai, le trattative saranno condotte cercando di stare attenti alle intercettazioni: si tornerà, insomma, ai tempi in cui non esistevano i cellulari e si provvedeva ad accordi, non ascoltati, fra responsabili del Pci ed esponenti di Magistratura democratica.
Va detto che il malcostume emerso ha costretto il sempre ridente ministro della Giustizia a procedere a riforme che altrimenti avrebbero ancora atteso mesi su mesi. Semmai, ci sarà da chiedersi quanto il giacobinismo dei grillini prevarrà sul pallido garantismo a corrente alternata dei leghisti. Quanto allo sputtanamento a danno dei magistrati, la nemesi ha finalmente colpito coloro che, da Tangentopoli (e anche prima) in avanti, più di altri avevano gettato discredito sui politici.
In compenso, non si notano visibili reazioni all'uso d'intercettazioni a strascico, fuori di concreti fini penali, a danno pure di parlamentari in carica, divulgate a giornali prescelti, in spezzoni predeterminati, senza rilevanza processuale.
C'è proprio da dubitare che il partito dei magistrati riceva un reale indebolimento dalla vicenda, ove si tolga la perdita d'immagine.
© Riproduzione riservata


