Nessun gruppo nell'europarlamento vuole accogliere i pentastellati

I deputati eletti al Parlamento europeo hanno scelto a quale gruppo appartenere. Anche i nostri italiani.

di Gianfranco Morra, 28.6.2019 www.itliaoggi.it

I deputati eletti al Parlamento europeo hanno scelto a quale gruppo appartenere. Anche i nostri italiani. Al gruppo più numeroso (Popolari, 182 membri) quelli di Forza Italia; al gruppo dei Socialisti (153) gli eletti del Pd; nessuno ai gruppi dei Liberali (108) e dei Verdi (75); al gruppo dei Conservatori e riformisti (62) i deputati dei Fratelli d'Italia.

La Lega, con i suoi 29 eletti, ha aderito al gruppo dei sovranisti ed euroscettici «Identità e democrazia» (73 membri), di cui fa parte anche il partito della Le Pen. Deputati di nove paesi, senza però i due partiti attesi di Polonia (Diritto e Giustizia) e di Ungheria (il Fidesz di Orbán). Durante la campagna elettorale Salvini prevedeva che il nuovo partito dei sovranisti fosse il primo nel parlamento. Invece è il quinto.

E il M5S, che quanto a eletti al parlamento italiano è il primo partito, mentre nella fiducia dell'elettorato in Europa ha perso molto? Di Maio, con i suoi 17 eletti, ha avanzato la domanda di far parte del gruppo della sinistra radicale (Gue, 38 eletti), insieme con i francesi di Mélenchon, i greci di Podemos e gli spagnoli dei Ciudadanos.

Ma l'offerta dei nostri grillini è stata rifiutata da tutti gli aderenti alla Link. I quali hanno mostrato la contraddizione del M5S, che chiede di entrare nel gruppo della sinistra, quando Di Maio governa (alla pari nel titolo, anche se in subordine nella realtà) con un uomo di destra come Salvini. Il ragionamento non fa una grinza e rivela chiaramente la confusione dei Cinque Stelle, i cui dirigenti, attivisti ed elettori sono di certo a forte maggioranza di sinistra, ma governano con un partito di destra come la Lega.

A un mese dalle elezioni europee il M5S è ancora senza l'appartamento. Con rischio di rimanere isolato nel Parlamento europeo. I suoi eletti finirebbero, allora, nel gruppo dei non iscritti, ma non avrebbero diritto a dotazioni economiche, strutture logistiche, tempi di parola riservati, cariche e incarichi.Dunque il principale partito italiano di governo rischia di non avere voce nel massimo consesso della politica europea. Un'altra débâcle di Don Luigi, che durante la campagna elettorale s'era proposto di creare una vasta alleanza fra gruppi antieuropeisti (compresi i gilet gialli), contrari alla austerità dell'Unione, che alla fine si sono eclissati. Egli pensava di esserne l'ago della bilancia. Ma chi li ha visti? Erano solo un sogno che, come tutti gli altri sogni, è morto all'alba.

© Riproduzione riservata

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata