Olio, Israele denuncia uno scandalo internazionale
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Denuncia un complotto e non riconosce la rielezione dei vertici dell'organismo oleicolo internazionale. E non riconosce i nuovi vertici del Consiglio oleicolo internazionale e il loro operato.
di Alberto Grimelli e Luigi Chiarello31.7.2019 www.italiaoggi.it
Scoppia lo scandalo al Consiglio oleicolo internazionale (Coi), con Israele che, in una nota ufficiale inviata a tutti i capi delegazione, denuncia un complotto e non riconosce la rielezione dei vertici dell'organismo internazionale.
Elezioni, che hanno confermato il tunisino Abdellatif Ghedira nel ruolo di direttore esecutivo nonché lo spagnolo James Lillo e il turco Mustafa Septeci a direttori aggiunti (si veda, da ultimo, ItaliaOggi del 15/5/2019 e del 26/6/2019).
Nella missiva del 26 luglio, Adi Naadli, capo della delegazione di Israele al Coi dal 2012, punta l'indice direttamente contro Miguel Garcia Navarro, rappresentante dell'Unione europea, e Abdellatif Ghedira, direttore esecutivo, accusati di aver prodotto carte false, di aver mentito al consiglio e di aver escluso arbitrariamente il suo Paese dalla sessione di Marrakesh del 26 giugno scorso.
Una serie di accuse molto pesanti che partono dal mancato riconoscimento dell'accredito a Ignazio Castellucci, italiano docente dell'Università di Teramo, chiamato a rappresentare Israele a Marrakesh.
Sulla base del verbale del comitato accrediti, in possesso di ItaliaOggi, non sarebbe stato riconosciuto il ruolo di Adi Naadli come capo delegazione di Israele. Un ruolo invece riaffermato dal Ministero dell'agricoltura israeliano con mail delle 9.37 del 26 giugno e dall'Ambasciata israeliana a Madrid alle 10.53 dello stesso giorno.
Entrambe le mail riconoscevano anche Ignazio Castellucci come delegato per la sessione. Lettere che, secondo Adi Naadli, sarebbero state occultate. Contestualmente sarebbe stato falsificato l'orario di chiusura dei lavori del comitato accrediti, alle 9.15; lavori che in realtà sarebbero continuati fino alle 10.30, come anche da testimonianze raccolte da ItaliaOggi. Dunque, solo dalle 10.30 (e non prima) sarebbero iniziati i lavori del Coi.
Il comitato accrediti era formato dallo spagnolo Miguel Garcia Navarro, grande amico del direttore aggiunto, il connazionale Jaime Lillo; dal tunisino Kamel Ben Ammar, affiancato, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, da Fourati Mounir, capo delle relazioni esterne del segretariato esecutivo e braccio destro del tunisino Abdellatif Ghedira; e dal turco Mehemet Hacilarli, molto vicino al direttore aggiunto, il connazionale Mustafa Septeci.
Nell'occasione il delegato della Turchia, non riconoscendo la delega di Israele a Castellucci effettuata da Adi Naadli, ha dimenticato che proprio Adi Naadli, con le stesse modalità utilizzate nella circostanza, aveva incaricato il suo Paese, la Turchia, di rappresentare Israele durante due precedenti sessioni del Consiglio.
Accrediti all'epoca regolarmente riconosciuti. Inoltre, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, nel corso dei lavori del comitato accrediti vi sarebbe stato un acceso diverbio tra Miguel Garcia Navarro e un alto funzionario dell'Unione europea, il belga Alexis Loncke, che avrebbe cercato di evitare l'esclusione di Israele.
Una situazione di tensione che avrebbe avuto riverberi successivi a Bruxelles visto che, dopo la sessione del Coi, Miguel Garcia Navarro avrebbe chiesto il trasferimento ad altro incarico, lontano dalla direzione generale agricoltura.
Le stranezze non finiscono qui, visto che Ignazio Castellucci, fin dal suo arrivo nell'hotel dove si sarebbe svolto il consiglio, ha notato l'assenza della bandiera israeliana, ben prima che il comitato accrediti si esprimesse sulla validità della lettera di rappresentanza, quasi che l'assenza di Israele fosse stata programmata.
Inoltre, mentre a tutti gli altri rappresentanti e osservatori, ancor prima che fossero chiusi i lavori del comitato accrediti, era stato concesso l'accesso alla sala del consiglio, l'unico a cui è stato negato, anche fisicamente, è stato proprio il delegato di Israele.
Una serie di fatti e circostanze che costituirebbero una violazione del diritto internazionale, tanto che Israele ha annunciato che invierà la contestazione anche ad altre istituzioni internazionali.
Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dopo una lettera di richiesta di documentazione al segretariato esecutivo del Coi, il Ministero degli esteri israeliano avrebbe intenzione di sollevare la questione all'Onu e all'Unctad, l'ente delle Nazioni Unite che sovraintende agli accordi internazionali, quale è l'International Olive Oil Agreement che regola la vita del Coi.
Nel frattempo Israele non riconosce i nuovi vertici del Consiglio oleicolo internazionale e il loro operato. Tra gli atti più importanti del segretariato esecutivo vi sono i bilanci, preventivi e consultivi, la cui bocciatura avrebbe come conseguenza il blocco dell'attività del Coi.
Una situazione di impasse diplomatica che vede l'Italia coinvolta in prima linea, visto che fu il Ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, a chiedere a Israele di partecipare alla sessione di Marrakesh, votando contro la rielezione dei vertici del Coi, dopo che il Ministro dell'agricoltura, Gian Marco Centinaio, non era riuscito ad ottenere da Bruxelles la posizione di direttore aggiunto per un italiano. Nonostante gli accordi informali presi in passato dall'Italia a Bruxelles, all'indomani della prima elezione di Ghedira a direttore esecutivo Coi e di Lillo a direttore aggiunto, dicessero il contrario (si veda ItaliaOggi del 6/3/2019, del 3/4/2019 e del 24/4/2019).
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