Cosa si può imparare dal caso coronavirus

«Gli economisti devono essere utili ed umili».Se vogliamo rispettare l'insegnamento di John Maynard

di Marcello Gualtieri.1.3.2020 www.italiaoggi.itlettura1’

«Gli economisti devono essere utili ed umili». Se vogliamo rispettare l'insegnamento di John Maynard Keynes, cerchiamo di trarre qualche indicazione concreta dalla vicenda del coronavirus.

1) La scuola italiana sconta un gap tecnologico notevole. La chiusura delle scuole, disposta dalle elementari all'Università, poteva/doveva essere accompagnata dalla erogazione delle lezioni in via telematica. La tecnologia necessaria è semplice, a buon mercato e praticamente alla portata di tutti, ma ovviamente deve essere implementata. Questa è l'ennesima dimostrazione dello scollamento tra la scuola e la realtà, nonché la concreta dimostrazione di cosa vuole dire essere i terz'ultimi in Europa per competenze tecnologiche.

2) Lo smart working (il lavoro da remoto, cioè dal luogo fisico più comodo per il lavoratore) ha aiutato concretamente le aziende nella improvvisa emergenza sanitaria. Dovrebbe essere una lezione per chi, sindacati e populisti in primis, insegue un modello di lavoro legato ad un luogo fisico, ingabbiato nello schema «fisso - a tempo pieno - con durata indeterminata». Un modello che diverrà sempre più marginale, già oggi le imprese più produttive progettano i nuovi uffici prevedendo spazi fisici per circa 2/3 della forza lavoro. La lezione dovrebbe servire per aprire a forme contrattuali di lavoro super flessibili sotto il profilo spazio-temporale, nell'interesse di imprese e lavoratori, senza che ciò debba essere considerato un odioso precariato.

3) Dopo aver speso 20 miliardi per il 2020 in bonus a pioggia e per stimolare la cultura del non-lavoro, le casse pubbliche sono desolatamente vuote. Non rimangono nemmeno gli spiccioli per le imprese che hanno subito chiusure e cancellazioni e per gratificare, anche economicamente, gli esausti operatori sanitari per lo sforzo eccezionale che stanno facendo da giorni.

4) Fioccano disdette di prenotazioni turistiche, di ordini di prodotti agroalimentari e si diffonde un discredito generalizzato sulle condizioni sanitarie dell'Italia. Occorre istituire al più presto una task force interdisciplinare con le migliori menti del paese che abbia know-how, idee e risorse per agire a difesa della reputazione del Made in Italy.

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