Auguri. Franceschini vuole fare il partito del Pil, pro Tav e pro grandi opere, con i grillini

Dopo avere lanciato l’«alleanza permanente» tra Pd e Movimento 5 stelle, il ministro della Cultura propone di usare i fondi europei per portare l’Alta velocità fino in Sicilia, con tanto di Ponte sullo Stretto

Francesco Cundari 1.6.2020 linkiesta.it lettura 2’

Dopo avere lanciato l’«alleanza permanente» tra Pd e Movimento 5 stelle, il ministro della Cultura propone di usare i fondi europei per portare l’Alta velocità fino in Sicilia, con tanto di Ponte sullo Stretto

All’incirca 48 ore dopo avere proclamato l’esigenza di una «alleanza permanente» tra Partito democratico e Movimento 5 stelle, Dario Franceschini ha avanzato la proposta, in un’audace intervista al Corriere della sera, di usare i fondi europei per portare l’Alta velocità fino in Sicilia (domanda: «Il suo progetto prevede il Ponte?». Risposta: «Beh, i treni ad alta velocità dovranno pur attraversare lo Stretto»).

Di più, il ministro della Cultura si è spinto fino a immaginare un’Italia con «un’alta velocità spostata all’interno, a fianco dell’autostrada, che attraversi tutti gli aeroporti da Bari a Bologna» e con «la vecchia linea che diventa la più lunga e incredibile ciclabile d’Europa sul mare».

Sarebbe facile concordare sull’aggettivo, «incredibile», e avanzare qualche perplessità sul resto. Ma i lettori sanno già come la pensiamo da queste parti sull’alleanza tra Pd e cinquestelle, e non vorrei apparire accecato dai pregiudizi.

Il fatto è che per quanto mi sforzi di aguzzare la vista, proprio non riesco a individuare il nesso tra questo grandioso progetto infrastrutturale, a mio parere totalmente condivisibile, e le posizioni di quelli con cui Franceschini vorrebbe allearsi permanentemente (fosse un’alleanza occasionale, potrei coltivare la speranza che il piano venga realizzato con altri alleati, altri ministri e altri presidenti del Consiglio, quando il Pd avrà finalmente messo la testa a posto).

Può darsi naturalmente che Franceschini abbia ragione, e io torto a diffidare, e nel giro di pochi mesi lo sconfinato, disinteressato e non corrisposto amore dei democratici per i grillini trasformerà il Movimento 5 Stelle in una via di mezzo tra la Dc di Amintore Fanfani e il Partito Repubblicano di Ugo La Malfa. Insomma in una sorta di Partito del Pil, pro Tav e pro grandi opere, con cui realizzare l’Alta velocità dalle Alpi alla Sicilia, e pure il Ponte sullo Stretto.

È però lecito il sospetto che tanto la Tav quanto il Ponte finiranno nello stesso cassetto in cui è finito, da settembre scorso, lo ius culturae, per non parlare delle modifiche ai decreti sicurezza, a quota cento, al taglio dei parlamentari e a tutte le altre scelte del governo gialloverde che il governo attuale ha puntualmente confermato.

Va da sé che se invece Franceschini riuscisse a smentirmi, realizzando il suo progetto, sarei il primo a gioirne. Ma non sarei del tutto sincero se negassi che il treno dei desideri nei miei pensieri all’incontrario va.

Commenti   

#1 riki 2020-06-01 12:25
Franceschini troppo esperto per non pensare che dietro ci siano altri piani. Tace sulla Giustizia che ha fatto fuori Berlusconi con l'assenso della sinistra. rispolvera il ponte sulla Stretto lanciato da Berlusconi e sommerso da critiche sempre dalla sinistra. Oggi vogliono far fuori Salvini. Non dice dell'apertura dei Cantieri per dare lavoro e occupazione. Chiede cose da fare al M5s di cui è empre stato contrario.
La confusione è anche fra gli ex DC
Corvo

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