L'irritante lite di governo in forma di cazzeggio
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Dopo un periodo d’emergenza tanto prolungato il risorgere del basso impero litigioso ha qualcosa di frastornante e fa infuriare la gente. Evitare, prego
di Giuliano Ferrara 7.6.2020 ilfoglio.it lettura 6’
Commenti 12
La lite di governo era un modo di funzionare degli esecutivi di coalizione sotto la Repubblica originaria. Non era male, divertiva e incuriosiva. Il bestiario politico nazionale si selezionava per capacità tattiche, bruschezza e soavità alternate nei toni, sgambetti banali e trappoloni infernali, nella lite certi acquisivano spessore, segnalavano le loro ambizioni, mettevano a disposizione del paese governato, e con un certo brio, un campionario di sbalzi di umore, spregiosi insulti: era la “lite delle comari”, era la contesa sulla famosa staffetta alla guida del ministero tra Craxi e De Mita, cose che i più giovani non ricordano nemmeno, erano contrasti tra istituzioni del bilancio pubblico, con il contorno molto poco banalmente ministeriale degli scontri ideologici tra vecchie organizzazioni con una storia illustre e dannata, alla luce del Novecento.
Poi negli anni, piano piano, la lite di governo è diventata un rituale noioso, uno scadente concorso a primeggiare invano tra capi che non contavano, ministri senza peso, e il lessico rissaiolo inevitabilmente si essiccò, divenne implausibile, una faccenda più domestica che castale, i vecchi mandarini si erano fatti nuovissimi mandaranci, ibridi della lotta politica, privi di forza interna, di vocalità veramente aggressiva. Questo fu poi il declino dei partiti, messi sotto dal ceto giudiziario, intimiditi, ridotti a un nonnulla rispetto alle radici. Hanno fatto parziale eccezione alla mediocrità litigiosa alcune delle manipolazioni pop in cui il berlusconismo si faceva beffe del vecchio codice, e – bisogna riconoscerglielo – le fanfaronate iniziali del Truce, quando Salvini dominava come un ossesso con i suoi temi prediletti della chiusura e del primato italiano su una carovana a 5 Stelle tramortita dalla violenza maschia e cafona del ministro dell’Interno (ma tutto finì nella farsa autolesionista dell’estate del Papeete). Per il resto, da tempo, non si vedevano che conflitti minori tra minori d’età politica, di esperienza, di stazza teatrale. Noia, dunque.
Adesso la litigiosità di governo è semplicemente ributtante, e ha un tratto ridicolo. La grande malattia generale ci ha inchiodato, la gente si è giustamente convinta che i dati e le misure erano da Protezione civile, che le opinioni dovevano avere un minimo di verifica sperimentale e teorica nella scienza epidemiologica, che le funzioni della politica assumevano una nuova pregnanza di fatto, perfino il ministro della Sanità diventava uno da stare a sentire, insomma non si doveva scherzare con i procedimenti d’autorità necessari alla salvaguardia comune. E dopo un simile periodo, pieno di contraddizioni e sopravvivenze del fatuo, ma estremamente serio, con rinunce vere e familiari e di cittadinanza alle libertà da sempre godute, dopo un tratto d’emergenza tanto prolungato il risorgere del basso impero litigioso ha qualcosa di frastornante. In Europa si sono decisi a una svolta: convergenza e solidarietà per curare gli squilibri, con una speciale e sonante attenzione alle economie più deboli e uno sforzo notevole per riprogrammare il futuro comune (guardate la Merkel e Macron come si ingegnano su automotive, ambiente, investimenti di trasformazione nei campi della ricerca).
Chi governa in Italia ha il dovere tassativo di un cambio di stile rispetto al passato. Oggi il cazzeggio infrapartitico, correntizio, la lite interministeriale, le querelle tra capidelegazione, gli aggiustamenti di profilo personale, le corse a qualificare i conti, il ritorno di Dibba, e tutto il resto del cucuzzaro delle scemenze, ecco, oggi tutto questo scombussola, irrita, e fa infuriare la gente che si sente presa per il culo. Evitare, prego.
COMMENTI
giuseppek
09 Giugno 2020 - 05:02
Stessa maggioranza stessa coalizione ma NUOVA e DIVERSA guida del Governo. Ecco il primo segnale di autentica DISCONTINUITA che il PD DEVE ai propri elettori e al Paese. Fuori il Conte Arlecchino e dentro nuova serietà e competenza.
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RispondiCacciapuoti
08 Giugno 2020 - 17:59
cribbio: l'eldorado esiste ed è qui
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08 Giugno 2020 - 12:00
Pafrasando: "L'uomo è la misura di tutte le opinioni" Devoto-Oli. Opinione: "Idea, giudizio individuale, punto di vista soggettivo. Per esteso, la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di specifici fatti in assenza di precisi elementi di certezza assoluta per stabilirne la sicura verità." Ergo, la verità, fattuale, culturale, politica, economica, sociale, religiosa e numerica e anche scientifica, non esiste in sé. Fatemi un applauso: ho scoperto l'acqua calda. Oddio, anche la genesi del cazzeggiar. Atteggiamento e pratica che oggi si porta alla grande.
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RispondiCohleandHart
08 Giugno 2020 - 10:18
amen.
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Rispondikriszt49
07 Giugno 2020 - 22:07
Come risposta al barrito dell'Elefantino, vengono in mente le parole incoraggianti del finanziere Guido Brera (Otto e Mezzo) che ci ricorda la forza dirompente del Recovery Fund, il vero whatever it takes politico che si aspettava, ora Next Generation Fund, visione per il futuro delle giovani generazioni. Dopo aver chiuso le ferite provocate dal virus, investendo nella scuola, sanità, ricerca, banda larga, bisogna rendere l’Italia un vero e proprio trofeo, un emblema della nuova globalizzazione green. Abbiamo cielo, mare, cibo, questo è un Paese meraviglioso, conclude il finanziere. Pare che Conte, subito accusato di eccessivi protagonismi, sia pronto ad iniziare i lavori collaborando con tutti. I soldi ci sono e ne arriveranno tanti altri. I politici, tutti, decidano solo come spenderli, per non perderli! E’ chiedere troppo? kriszt49
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RispondiSkybolt
08 Giugno 2020 - 11:17
Secondo il noto e pericoloso sovranista Cottarelli, la dirompenza del RF sarà nel 2020, ossia quando servirebbe. più vicina a quella di un peto nello spazio (un paio di miliardi). Tant'è che già a settembre si parla di un nuovo sforamento da 20 miliardi. E comunque si sta parlando del nulla, in quanto l'accordo non c'è, e non solo per colpa dei frugali, è più di mezza UE a 27 che non vuole sentirne parlare, aldilà delle narrazioni, almeno per come è stato prospettato.
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Rispondikriszt49
08 Giugno 2020 - 18:08
Gentile Skybolt, infatti il finanziere Brera non nasconde che l'emissione di questo fondo, proprio per la sua dirompenza, può disturbare parte di elettorato tedesco, i paesi frugali e proprio perchè forte disturba sempre gli antieuropeisti. kriszt49
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Rispondidongivu
07 Giugno 2020 - 19:58
Stiamo talmente bene che possiamo permetterci il lusso di giocare con la politica, con la violenza da stadio, con le manifestazioni buoniste, antirazziste, antifasciste, non sia mai anticomuniste. E allora non perdo più tempo, anche perché tutto ciò non mi diverte e mi concentro sul "mistero". anche Bose mi sta portando in questa direzione.
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Rispondigiuseppek
07 Giugno 2020 - 18:00
Troviamoci allora quanto prima e tutti insieme allegramente a Villa Doria Panphili per goderci il prevedibile scoppiettante e fantasmagorico spettacolo di Conte sotto la regia del suo addetto stampa. Dopo il lungo lockdown questa gita primaverile ci farà bene. E i problemi degli italiani svaniranno subito dopo, come per per incanto.
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07 Giugno 2020 - 16:18
Pafrasando: "L'uomo è la misura di tutte le opinioni" Devoto-Oli. Opinione: "Idea, giudizio individuale, punto di vista soggettivo. Per esteso, la convinzione che una o più persone si formano nei confronti di specifici fatti in assenza di precisi elementi di certezza assoluta per stabilirne la sicura verità." Ergo, la verità, fattuale, culturale, politica, economica, sociale, religiosa e numerica e anche scientifica, non esiste in sé. Adesso si portano solo le opinionioni interpretate. Fatemi un applauso: ho scoperto l'acqua calda. Oddio, anche la genesi del cazzeggiar.
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Rispondilenry
07 Giugno 2020 - 14:44
Bravo! Ma lei pensa davvero che qualcuno di lor signori capisca il messaggio?


