“MA NON SCHERZIAMO! TORNIAMO AGLI STATERELLI?” - CACCIARI TORNA A FARE IL FILOSOFO
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E RISPONDE PER LE RIME ALL’INTELLETTUALE POLACCO ANDRZEJ ZYBERTOWICZ, CHE RITIENE CHE L'ILLUMINISMO SIA LA CAUSA DEL FALLIMENTO DELL'OCCIDENTE
Antonio Gnoli per “la Repubblica” 22.6.2020
www.dagospia.com. “LA FORZA DELL’INCANTAMENTO REAZIONARIO È CREDERE CHE SI POTRÀ TORNARE A da UNA NUOVA ETÀ DELL’ORO CHE L’ILLUMINISMO HA PROVATO A CANCELLARE. UNA TESI FRANCAMENTE IRRICEVIBILE…”
……
E allora?
«Bisogna riconsiderare come fece Max Weber il rapporto tra il politico e l’economico e tra eguaglianza e libertà. Quest’ultima coppia forma sul piano mondano una contraddizione insuperabile e l’Illuminismo, per difetto di astrattezza, non si rese conto, che solo attraverso il termine “fratellanza” — una cristiana fratellanza — si poteva trovare conciliazione».
Quanto al politico?
«Non potrà risolversi nell’economico, ma proprio per “salvarsi” sarà costretto ad assumere un timbro religioso».
Che cosa intendi?
«Prima dell’Illuminismo, la religione era considerata fondamentale nella formazione dello Stato. Il secolo dei Lumi rompe con l’immagine del “doppio corpo del Re”, separa la potestas politica dall’auctoritas religiosa. E tuttavia, come dimostrano gli eventi successivi, è impossibile che il politico si costituisca nell’indifferenza religiosa. Era l’auspicio dei Lumi tenere nettamente separate le due realtà. Ma la politica per valere deve oltrepassare l’ambito tecnico, economico e amministrativo. Di nuovo ricomporre la separazione».
A questo proposito, la crisi della democrazia rappresentativa, su cui Weber aveva cominciato a riflettere, mi pare abbia enormemente ridotto la qualità dell’agire politico.
«Più si ridimensiona la potenza effettuale del politico, più necessariamente cresce la componente demagogico-plebiscitaria. Fino ad arrivare all’identificazione tra governo e pubblica opinione. Il riconoscimento della complessità sociale, che sta a fondamento del politeismo democratico, scompare nel mito del Popolo.
E il Popolo esige un Capo che si faccia seguire. Siamo così giunti al punto che sulla scena del politico irrompe una moltitudine incompetente che, dietro vaghe identità politiche, agita passioni nebulose: odi, desideri, frustrazioni, risentimenti. Di questo ci parla con drammatica lucidità Weber».
Lui parla anche del disincanto.
«Che non vuol dire accettazione della “gabbia d’acciaio”. La cui legittimazione è sostenuta anche dai reazionari. Cioè da coloro alla Zybertowicz che dicono: se non puoi uscire dalla “gabbia” allora stacci dentro. Rinchiuditi nel tuo staterello fino alla fine dei tuoi giorni, difendi i tuoi interessi particolari e guarda all’altro, che preme sul confine, come a una minaccia.
Questa è la forza dell’incantamento reazionario: credere che si potrà tornare a una nuova età dell’oro che l’Illuminismo ha provato a cancellare. Una tesi francamente irricevibile».


