Autostrade, chi ha vinto e chi ha perso. La versione di Polillo

Alla fine hanno vinto, almeno a giudicare dai commenti della stampa, Roberto Gualtieri e Paola De Micheli che si sono fatti interpreti di una soluzione di buon senso. Mentre il M5S assiste all’ultimo “tradimento” di Giuseppe Conte

Gianfranco Polillo, 16.7.2020 formiche.net lettura 4’

Lo schema è stato sempre più quello del lupus e dell’Agnus della favola di Fedro. Ricordate? I due animali che vanno a dissetarsi nello stesso ruscello. Il lupo staziona più in alto e l’agnello più verso la foce, ma l’accusa del lupo è perentoria: stai intorbidendo la mia acqua. A nulla valsero le giustificazioni, basate su ragioni oggettive. Non ci fu nulla da fare per fermare l’istinto famelico del lupo. Che alla fine, scusa dopo scusa, divorò il povero agnellino. Questa volta, tuttavia, il finale è stato meno tragico e Giuseppe Conte, alla fine, è stato costretto a rinunciare all’”arma fine di mondo”. Vale a dire la revoca della concessione.

 

Alla fine hanno vinto, almeno a giudicare dai commenti della stampa, Roberto Gualtieri e Paola De Micheli che si sono fatti interpreti di una soluzione di buon senso. In un gioco a somma positiva, visto la reazione della borsa che, alla fine, premia gli azionisti di Atlantia, con un balzo del 25%. Che porta il titolo oltre i 14 euro per azione. Valore, tuttavia, ancora lontano dalle quotazioni dello scorso marzo, quando veniva trattato oltre i 22 euro. Con una differenza di oltre il 35%, che misura, in prospettiva, quanto sia costato quel continuo tira e molla tra il governo ed il cda della società.

L’accordo mette definitivamente in naftalina l’ipotesi di una revoca della concessione. Il tormentone che da oltre due anni aveva alimentato le speranze dei 5 Stelle. Che oggi assistono, furiosi ed impotenti, all’ultimo “tradimento” di Giuseppe Conte. Qualcosa che rimanda ad episodi passati. Come la decisione della Tap in Puglia, oppure la vicenda della Tav. Ma allora, almeno, c’era la scusa della presenza della Lega nel governo. Si poteva attribuire a Matteo Salvini, o chi per lui, la responsabilità di una marcia indietro rispetto ai fumosi mal di pancia del Movimento.

Ma con il Pd è un’altra cosa. Cambia l’ordine dei fattori, vale a dire le alleanze, ma il prodotto rimane sempre lo stesso. Lo scorno di militanti ed attivisti costretti a chinare il capo di fronte alle evidenze della real politique. Fossero solo leggermente più seri, dovrebbero riconoscere quanto fantasiose erano state le loro analisi. E quanto ingiustificate le critiche corrosive nei confronti di coloro che li avevano preceduti. Le élite precedenti – ma il Pd che cos’è? – avranno pure le loro responsabilità, ma il governo è l’arte più difficile che possa esistere. È soprattutto un mestiere che non si improvvisa. Come i 5 Stelle stanno imparando a loro spese, senza avere il coraggio di ammetterlo pubblicamente.

Comunque sia, è bene tirare un sospiro di sollievo. Poteva andare molto peggio. Non tanto per i Benetton, che alla fine escono di scena, seppure nell’intervallo di tempo concordato. La finanza, di cui essi fanno parte, non si innamora della “produzione di merce”. I singoli settori produttivi sono tra loro intercambiabili. Si può uscire dal settore autostrade, in Italia, ma non all’estero e acquisire, ad esempio, i palazzi di Piazza Augusto imperatore, poi ceduti in affitto a Bulgari, per realizzare un albergo da sogno. Seguendo una vocazione immobiliare presente, da sempre, all’interno del gruppo. Per la finanza contano gli utili e non la qualità del singolo veicolo che è in grado di determinarli. E la risposta della borsa dimostra che l’accordo trovato non contraddice più di tanto a questa regola.

Il pericolo era la revoca della concessione, che avrebbe messo in ginocchio Autostrade, per poi riflettersi su Atlantia. Non si dimentichi che in Italia, è prodotto il 47 per cento dei ricavi di quest’ultima. E che la sua esposizione finanziaria supera di gran lunga la dimensione del suo patrimonio netto. Cadendo la prima vi sarebbe stato un effetto di trascinamento, che avrebbe contagiato sia gli investitori esteri di Autostrade: Silk Road (5 per cento),che ha anche un rappresentante in consiglio di amministrazione, ed Appia Investment (7 per cento), sottoscritto dal gruppo assicurativo Allianz ed Edf Invest e Dif, con due suoi fondi infrastrutturali. Sia quelli di Atlantia. Nell’ordine: il fondo sovrano di Singapore Gic, la banca Hsbc, il fondo Usa BlackRock e la fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

E non finiva qui. Dato l’elevato livello di indebitamento, le grandi banche non sarebbero sfuggite dal dover annotare sui propri registri perdite rilevanti, in un’escalation senza fine che, fatte le debite proporzioni, avrebbe potuto innescare una spirale simile a quella della Lehman Brothers, nel 2008. In un momento in cui le condizioni internazionali, stante la crisi legata a Covid–19, sono quelle che sono. Per fortuna, tutto questo è stato evitato. I 5 stelle escono nuovamente sconfitti da una vicenda che continuamente si rinnova. Manca ancora all’appello Ilva ed Alitalia. Ma c’è tempo per imparare. Almeno così si spera.

Commenti   

#3 riki 2020-07-16 12:57
“HANNO VINTO I BENETTON, ITALIANI CORNUTI E MAZZIATI” – BELPIETRO de “la Verità”: “DIETRO AL TRIONFALISMO DI PALAZZO CHIGI SI NASCONDE UNA DISFATTA DEL GOVERNO. QUANTO COSTERÀ ALLO STATO ENTRARE IN SOCIETÀ CON I BENETTON? A FAR PAURA SARÀ IL DEBITO CHE ATLANTIA TRASFERIRÀ AL NUOVO RAMO D'AZIENDA E GLI IMPEGNI FINANZIARI PER OLTRE 14 MILIARDI. I MAGLIAI NON AVRANNO PIÙ NÉ DEBITO NÉ OBBLIGHI. ALLA FINE I BENETTON, CHE PER ANNI HANNO INCASSATO LAUTI DIVIDENDI, ESCONO SENZA PAGARE IL CONTO. CHIARO DUNQUE PERCHÉ LA BORSA FESTEGGI?” da dagospia.com
#2 riki 2020-07-16 11:28
"Oliviero Toscani è il fotografo legato ai Benetton da una lunghissima collaborazione professionale. All’indomani dell’accordo con il governo su Autostrade per l’Italia, Toscani ha parlato con l’Adnkronos e si è schierato ovviamente dalla parte della famiglia: “Nessuno si ricorda, ma nel 1999 le autostrade erano un disastro, nessuno le voleva. L’azienda andava bene, eppure lui e i suoi fratelli si addossarono Autostrade. Purtroppo, sfortunatamente succede , hanno assunto dei manager che hanno la stessa qualità dei nostri politici, sono poco seri. . Questo è un paese pieno di cattiveria, frustrazione e invidia. Tutto ciò che va bene viene distrutto. Tenetevi i vari Di Battista e Di Maio e andremo lontano”.
#1 riki 2020-07-16 11:27
Poveri grillini, "giudici del popolo vendicativo" debbono insistere per non perdere voti ma hanno invece dovuto fare i conti con il Governo e risolvere problemi più grandi di loro. Ecco allora. "È Franceschini a convincerlo (Di Maio ndrn) che l'intesa funziona anche per lui: «Luigi, il vostro obiettivo era l'uscita totale dei Benetton. Anche senza revoca usciranno e quindi potrete dire che avete vinto». Cornetti e caffé per tutti. Intanto la Borsa ha fatto capire chi ha vinto in pratica Atlantia ieri ha chiuso in Borsa con un rialzo del 26,6%. Il mercato ha capito che l'accordo non è una vittoria del Governo come dice Conte
Per accontentare l'odio grillino hanno speso soldi dei contribuenti !
Filippo

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