L’alleanza strategica Pd-grillini semplifica il quadro politico: ora può nascere l’alleanza contro gli stronzi
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L’accordo formale tra Zingaretti e Grillo apre uno spazio enorme al fronte democratico, liberale e antipopulista. Basta occuparlo, a cominciare dal referendum
Christian Rocca, 15.8.2020 linkiesta.it
Grazie Rousseau, grazie Grillo, grazie Di Maio. Zingaretti no, proprio non si può ringraziare, perché è complice della più disonorevole resa del mondo democratico occidentale dai tempi di Monaco 1938, chiamiamola Bibbiano 2020. In ogni caso, l’alleanza strategica Cinquestelle-Pd sancita sul fronte grillino dal voto su Rousseau e su quello Pd da una soffiata a Claudio Tito di Repubblica, a proposito di condivisione anche dei processi politici democratici, è un necessario e atteso spartiacque tra i populisti su una sponda e gli anti populisti dall’altra.
Bibbiano 2020, con il passaggio formale del Pd al fronte populista, è un’occasione formidabile per far partire quella “alleanza contro gli stronzi” di cui parliamo su questo giornale da mesi. I primi segnali si sono visti ieri su Twitter con gli improvvisi scambi di affettuosità tra Renzi e Calenda (speriamo che durino).
Le cose adesso sono più chiare, per quanto terrificanti: da una parte ci sono i sovranisti e i nazionalisti e ora formalmente anche il fronte Cinquestelle-Pd, a formare la stragrande maggioranza delle intenzioni di voto, mentre dall’altra ci sono i liberali, i democratici, i socialisti, i repubblicani, gli europeisti, gli ambientalisti, non solo quelli già coinvolti dai partiti di Renzi, Bonino, Calenda, ma anche i dirigenti e gli elettori del Pd e di Forza Italia che non accettano di essere guidati gli uni dagli illiberali Salvini e Meloni e gli altri dai demagoghi, dai giustizialista e dai teorici del superamento della democrazia rappresentativa.
Saranno pochi, ma c’è il tempo per organizzarsi in vista delle elezioni del 2023, e magari della caduta di Donald Trump. Il referendum del 20 settembre sarà il momento in cui si giocherà la prima partita populisti-antipopulisti: con Meloni e Zingaretti e Salvini e Di Maio uniti nel fronte del sì all’attacco miserabile alla politica e alla casta, con l’ausilio dei “riformisti per il Sì” che sono la versione di sinistra e altrettanto grottesca dei “liberali per Salvini”; dall’altra parte c’è l’Italia che resiste in difesa delle istituzioni democratiche, della politica dei dati di fatto e della decenza del dibattito pubblico. Al referendum il vantaggio dei primi è insormontabile, ma non bisogna scoraggiarsi come non si scoraggiarono quei dodici professori che ottantanove anni fa scelsero con coraggio di non giurare fedeltà al fascismo.



Commenti
"È caduto il muro di Bibbiano". Una sola frase basta al Tempo per denunciare la farsa targata Pd-Movimento 5 Stelle. Il quotidiano diretto da Franco Bechis apre in prima pagina nella giornata di Ferragosto con il "matrimonio combinato". Un po' come quando cadde il muro di Berlino e riunì le fazioni Est-Ovest.
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