Rousseau demolisce (ancora) la propaganda di Rousseau
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Casaleggio parlava di una piattaforma da "oltre un milione iscritti" e invece votano in meno di 50mila. Dall'elezione di Di Maio al patto col Pd, cronistoria di un fallimento
15.8.2020 Redazione ede ilfoglio.it lettura 2’
Il deputato Trizzino, liquidando i mandati: “Mi sembra che questa regola sia stata infarcita di demagogia”. Enormità che scivolano come l’acqua. Bene. Di fronte a questa sancita evoluzione una parte, maggioritaria, dei nemici dei Cinque stelle, di chi si batte da anni e con mille ragioni contro l’ideologia di Grillo e Casaleggio, non è riuscita ieri ad andare oltre lo scherno, il dito puntato all’incoerenza, la vergogna rinfacciata. Tutto legittimo. Anche ovvio. Sennonché l’evoluzione è una gran cosa, e dovrebbe riguardare anche i sinceri democratici e liberali nemici dei grillini. Non si dovrebbe restare inchiodati al pigro “e allora fino a oggi che avete detto?”. Se un movimento populista guidato da una piattaforma privata, che si è dato regole contrarie alla democrazia rappresentativa, che è stato una minaccia alle istituzioni, al Parlamento e all’intero paese si evolve in una entità diversa, in alcuni aspetti persino più normale, contraddicendo buona parte delle sue promesse, per quanto Rousseau possa essere una pagliacciata è molto meglio per tutti


