Tutti i bonus del governo Conte
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Sono 45 i crediti, i contributi a fondo perduto, le esenzioni, i benefit varati per contrastare gli effetti del Covid-19. I decreti emanati dal governo contengono misure per il sostegno di imprese, lavoratori e famiglie, ma sono oltre 200 i decreti attuativi previsti e a oggi ne risultano emanati neppure un terzo
Pagine a cura di Stefano Verna 24.8.2020 www.italiaoggi.it
«Sostegno»: questo è il termine che ricorre con più frequenza all'interno dei quattro decreti emanati dal governo nel periodo dell'emergenza epidemiologica Covid-19, prorogata, sempre per decreto, fino al 15 ottobre. Termine appropriato, in quanto i decreti contengono misure dirette a fronteggiare l'emergenza, con disposizioni per il sostegno di imprese, lavoratori e famiglie, ma, in generale, non sempre sufficienti a contrastare gli effetti economici, non solo immediati, dell'epidemia; l'appunto viene rivolto soprattutto, in una visione strutturale e strategica, ai decreti Rilancio e Agosto. I decreti sono inoltre accomunati:
- dall'incertezza che ha caratterizzato il periodo intercorrente tra entrata in vigore e conversione in legge, nel corso del quale i flussi di emendamenti presentati hanno arrecato un senso di provvisorietà, e quindi minor efficacia, alle disposizioni emanate;
- dalla sterilità di molte misure in assenza dei relativi provvedimenti applicativi (decreti ministeriali, provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate e risoluzioni dell'Agenzia). Sono oltre 200 i decreti attuativi previsti e a oggi ne risultano emanati neppure un terzo;
- dalla tecnica redazionale che rende la lettura un percorso a ostacoli tra incroci, rimandi, eccezioni, esclusioni, richiami a catena a normative nazionali ed europee, con termini non sempre coerenti e provvedimenti che si sovrappongono;
- dall'eccessiva frammentazione di alcune disposizioni; basti pensare al confuso moltiplicarsi di categorie di contribuenti beneficiari delle sospensioni nei pagamenti, all'inutile duplicazione del credito d'imposta sulle spese per sanificazioni, ai differenti limiti di fatturato;
- dalle complicazioni procedurali di alcuni bonus (es., lo sbandierato bonus viaggio, mal digerito da operatori e utenti);
- dal moltiplicarsi di circolari, comunicati, faq e messaggi dell'Agenzia entrate e dell'Inps/Inail, spesso necessarie (ad esempio, sulla definizione di fatturato), talvolta sorprendenti (ad es., le esclusioni dal contributo a fondo perduto) e confliggenti rispetto a passate interpretazioni (ad es., sulla restrizione della definizione di «parte comune» all'ambito condominiale).
Dei su citati mali risentono anche i diversi «bonus» che, sotto forma di crediti o esenzioni d'imposta, indennità o contributi a fondo perduto, sono stati inseriti e via via modificati nei diversi decreti.
La maggior parte è diretta al ristoro dei danni economici subiti dai contribuenti (lavoratori, famiglie e imprese) in generale e da alcuni settori in particolare (turismo, ristorazione, spettacolo, sport ecc.), con alcune ingiustificate penalizzazioni (i professionisti ordinistici, generalmente esclusi da qualsiasi contributo) e altri irragionevoli benefici (il contributo alle colf, anche senza aver subito riduzioni di orario lavorativo).
Solo alcuni sono dotati di una forza propulsiva di rilancio economico; ci si riferisce in particolare al bonus del 110% (da cui sono però escluse le imprese) e ai timidi crediti d'imposta per investimenti pubblicitari (con limiti di spese palesemente insufficienti) e contributo ecobonus auto.
Tracciare un quadro d'insieme di queste disposizioni è l'obiettivo del quadro sinottico pubblicato in questo speciale che si propone di semplificare la comprensione delle diverse misure e aiutare a individuare, da parte dei vari operatori (professionisti, imprese, famiglie), i provvedimenti di specifico interesse, pur essendo il percorso legislativo, attuativo e interpretativo, ancora tutt'altro che concluso.
Non è nemmeno escluso che il panorama dei bonus possa essere presto integrato da nuovi e più incisivi incentivi. Anche perché gli italiani sono attanagliati da un'incertezza che li spinge ad accumulare risparmi e impedisce una vera ripresa degli investimenti e dei consumi; ma per superarla sarebbero necessari provvedimenti meno legati all'emergenza, più coraggiosi e dotati di una visione etica ed economica di lungo periodo.
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