Ok Csm alla procura europea. Mattarella a Cartabia: "Riforme necessarie"

Il plenum dà il via libera alla proposta della ministra. 20 pm italiani nell'organismo che perseguirà i reati che danneggiano l'Ue

(Il Ministro) Giustizia Marta Cartabia -Ansa

By Federica Olivo, 23.3.2021 huffpost.it lettura3’

La ministra della Giustizia Marta Cartabia (all'epoca dello scatto presidente della Corte costituzionale) e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto d'archivio, dicembre 2019)

L’Italia, con un ritardo importante, fa un passo verso la procura europea. Il plenum del Csm - presieduto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - ha votato sì (pur segnalando qualche criticità operative e con tre astensioni) alla richiesta di parere del ministro della Giustizia, presente alla riunione, sulla proposta di accordo con il Procuratore Capo Europeo, la toga rumena Laura Codruţa Kövesi.

Ma cos’è la procura europea?Un organismo indipendente - ideato nel 2017 ma non ancora operativo - nato per perseguire, davanti ai tribunali degli stati membri, i reati che vanno a danneggiare gli interessi finanziari dell’Unione. In particolare l’obiettivo della procura europea saranno il riciclaggio, la frode, la corruzione e frodi Iva transfrontaliere che superano i 10 milioni di euro. Ad oggi hanno aderito 22 stati. La struttura centrale esiste, mancano alcuni tentacoli. Ed ecco che l’Italia dovrà accelerare per colmare il vuoto che finora ha lasciato e designare i magistrati italiani che dovranno assolvere questa funzione.

Saranno 20 i pm del nostro Paese che si occuperanno di perseguire questo tipo di reati, divisi in 9 sedi. “La vera sfida della procura europea quale istituzione a tutela dello Stato di diritto si giocherà proprio sulla capacità di sviluppare una virtuosa sinergia, una capacità di leale cooperazione e di reciprocità tra tutte le autorità coinvolte: il rispetto di tali principi, che costituiscono presupposti ineludibili dell’intero sistema istituzionale europeo, sarà condizione indispensabile per sciogliere tutti i nodi e tutti i possibili intrecci e le sovrapposizioni di competenze che inevitabilmente l’immissione della nuova struttura potrà determinare”. Sottolinea le luci Cartabia, ma non nasconde le ombre. Che, del resto, anche alcuni componenti del Csm non hanno mancato di far notare: “Su un altro piano, non si possono sottacere alcune, oggettive, difficoltà organizzative, relative all’esigenza di maggiori risorse umane e materiali. Il ministero non mancherà, naturalmente, di offrire a tal fine il suo contributo, con mirati reclutamenti di personale e con il sostegno prioritario alle sedi distrettuali in cui si incardineranno i procuratori europei delegati.

Incassato il via libera, ora bisogna accelerare per non aggiungere altro tempo al già vistoso ritardo: “Siamo ai passaggi finali per la piena partecipazione del nostro Paese all’avvio e al funzionamento della Procura europea. Il Consiglio superiore sarà ora più che mai tempestivo nel concludere la procedura di designazione dei procuratori europei delegati. Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo rallentare un processo che costituisce a livello europeo un momento fondamentale nella cooperazione giudiziaria”, ha affermato il vicepresidente del Csm, David Ermini.

Il presidente della Repubblica ha sottolineato l’importanza dell’organismo che dovrà essere operativo in futuro: “Sono stati già fatti molti sforzi ed è indispensabile individuare soluzioni comuni a fronte di quadri normativi molti differenti tra di loro. I risultati ottenuti si sono resi possibili dalla disponibilità al confronto dei vari stati, la creazione di uno spazio comune per la garanzia dei diritti di tutti è necessaria”. Fatto un passo verso l’Unione europea, resta da riformare la giustizia italiana. Sul punto Sergio Mattarella ha ricordato l’importanza degli interventi attesi. Con queste parole si è rivolto alla ministra Marta Cartabia: “La guida del ministero della Giustizia è sempre di importanza primaria nella vita delle istituzioni del nostro Paese e lo è particolarmente in questo periodo, sia per gli adempimenti nell’ambito del Recovery plan sul settore della giustizia, sia per quanto riguarda le attese di necessari e importanti interventi riformatori oggetto di confronto in Parlamento”. Sulla procura europea Mattarella ha detto: “Voglio sottolineare l’importanza dell’adempimento di oggi, sono stati già fatti molti sforzi ed è indispensabile individuare soluzioni comuni a fronte di quadri normativi molti differenti tra di loro. I risultati ottenuti si sono resi possibili dalla disponibilità al confronto dei vari Stati. La creazione di uno spazio comune per la garanzia dei diritti di tutti è necessaria”.

La Guardasigilli, dal canto suo, ha salutato il Csm con la promessa di ritornare, per discutere delle riforme. Tanto attese, ma che potrebbero non avere una strada tanto facile in Parlamento.

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