La mossa anti-Giorgetti di Salvini-Meloni-Tajani: insieme per Bernardo e Michetti

Le uscite del ministro dello Sviluppo Economico hanno lasciato il segno: ecco la risposta. Si parlerà delle città al voto, certo. Ma anche e soprattutto delle vicende politiche che stanno scuotendo la Lega.

SIMONE CANETTIERI 28.9. 2021 ilfoglio.it lettura1’

I leader di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia rilanciano l'immagine di un centrodestra unito. Giovedì conferenza stampa con il candidato di Milano, venerdì con quello di Roma

Smentire Giancarlo Giorgetti. Far vedere che a Roma e Milano tutto può succedere. Dimostrare in maniera plastica che il centrodestra è unito e lotta insieme per vincere le comunali. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani saranno insieme per due conferenze stampa al fianco dei candidati.

Giovedì a Milano con Luca Bernardo, venerdì con Enrico Michetti. Non saranno comizi, ma eventi aperti alle domande dei giornalisti

Si parlerà delle città al voto, certo. Ma anche e soprattutto delle vicende politiche che stanno scuotendo la Lega.

L'iniziativa parte dall'asse Meloni-Salvini, entrambi irritati con Giancarlo Giorgetti per il suo endorsement a Carlo Calenda e per la previsione netta sulla sfida per Palazzo Marino.

Anche dalle parti di Forza Italia, che specie nella Capitale fatica non poco a guadagnare consensi, c'è tensione per l'immagine della coalizione offerta finora. Da qui l'idea: facciamoci vedere insieme, tutti e tre, più uniti che mai. Con tanti saluti, dicono da Via Bellerio, alle uscite di Giancarlo Giorgetti.

Commenti   

#1 walter 2021-09-29 09:00
“….Le prossime elezioni del presidente della Repubblica non possono essere trattate come fossero la preparazione di un trasloco. Si sta parlando di “trasferire Draghi”, si ragiona sul “semipresidenzialismo”, si stanno costruendo nuovi poteri straordinari, si propone la carica di presidente maresciallo. A Palazzo Chigi la chiamano la “settimana dell’iperbole”. L’ultima delle idee messe in circolo, e che si può smentire, è che l’intervista-analisi di Giancarlo Giorgetti alla Stampa, la sua intervista da Schopenhauer, il suo “mondo come volontà e rappresentazione”, sia stata un’astuzia concordata con il premier. Il premier l’ha letta come tutti. Si è stupito come tanti.
Pensare che Draghi possa chiedere a un suo ministro, e a quel ministro, di intervenire, o tanto più impedirgli di farlo, “offende sia Draghi sia Giorgetti”. Giorgetti si è mosso in autonomia, si è fatto carico di un rischio. E’ un’intervista a suo modo capolavoro. A distanza di giorni se ne ragiona ancora. La Lega di Salvini è ormai convinta che voglia essere lui il successore di Draghi. Ma Giorgetti è più complicato. E’ stato capace di dire che Draghi deve andare al Quirinale e sostenere che Draghi deve rimanere premier a vita. A chi gli ha rimproverato di aver messo in difficoltà Draghi, Giorgetti ha risposto: “Ho detto che voglio Draghi per sempre”. A chi gli rimprovera di voler Draghi per sempre, ha replicato: “Ho detto che non può restare premier a vita”….ilfoglio.it 29.9.2021”

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