1-"Sul Pnrr troppe cabine di regia. L'Europa non ci aspetta". Parla Nelli Feroci, diplomatico UE

2-Sulla frontiera tra Ue e Bielorussia non è in corso una crisi migratoria, ma politica

11.11.2021 diversi da ilfoglio.it lettura2’

1-"Draghi è la nostra garanzia in sede europea. La domanda è però un'altra: i partiti cosa intendono fare?"

"I sindaci hanno ragione. Manca l'attrezzatura umana per attuare il piano nazionale di ripresa e resilienza. Il meccanismo europeo è pesante e intrusivo. Il rating dell'Italia è basso. Il ddl Concorrenza è stata una spia per Draghi". Intervista all'ex commissario europeo

Perché sul Pnrr siamo preoccupati? “Perché l’Europa non ci aspetterà”; “perché il meccanismo per ottenere l’erogazione dei fondi è un meccanismo pesante, a tratti intrusivo. ma senza alternative”; “perché le cabine di regia stanno diventando troppe, una pletora e non sempre aiutano”. Siamo preoccupati perché tutti questi “perché” sono di Ferdinando Nelli Feroci, un diplomatico che ha girato il mondo (New York, Algeri, Pechino, Bruxelles) ex commissario Ue per l’industria e l’imprenditoria durante il mandato di José Barroso. CARMELO CARUSO 11 NOV 2021

2-- Sulla frontiera tra Ue e Bielorussia non è in corso una crisi migratoria, ma politica

Von der Leyen e Michel litigano sui muri. Ma l’ambiguità di Bruxelles sul confine con la Bielorussia potrebbe essere risolta in quattro passi: condannare Varsavia, approvare il Patto su migrazione e asilo, lanciare una rappresaglia contro Lukashenka e sanzionare Putin

Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, ieri ha accusato Aljaksandr Lukashenka di “terrorismo di stato” nel momento in cui la Bielorussia continua a inviare migliaia di migranti alla frontiera con la Polonia per rispondere alle sanzioni dell’Unione europea. “Questa non è una crisi dei migranti. È una crisi politica con un unico obiettivo: destabilizzare la situazione nell’Ue”, ha detto Morawiecki. Circa duemila migranti rimangono bloccati nella “no man’s land” che è diventata la zona di confine tra i due paesi. Per la maggior parte di loro è impossibile oltrepassare il filo spinato sorvegliato da 12 mila soldati polacchi o tornare indietro in Bielorussia dove le forze di sicurezza di Lukashenka non lasciano passare. Con donne e bambini in un bosco al freddo, e almeno una decina di morti nelle scorse settimane, si annuncia una crisi umanitaria di grandi proporzioni ai confini dell’Ue. DAVID CARRETTA 11.11. 2021 ilfoglio.it

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