Più green pass, meno farabuttismo. E buon anno di libertà

Professionisti della zizzania e complottisti ancora all’opera per smontare il senso del certificato vaccinale. Che tra i suoi tanti meriti ci ha permesso di convivere con il virus senza fermare le nostre vite

CLAUDIO CERASA 03 GEN 2022 ilfoglio.it

Da qualche tempo a questa parte, i professionisti della zizzania, limonando duro con i giocolieri del complottismo, hanno scelto di investire buona parte delle proprie energie per costruire una nuova equazione del farabuttismo. L’equazione è presto spiegata: il fatto che i contagi stiano aumentando in modo vertiginoso anche nei paesi che hanno scelto di scommettere sul green pass dimostra che il green pass altro non è stato che uno strumento utile solo a ingolfare la burocrazia, a controllare le nostre vite e a limitare in modo irresponsabile le nostre libertà. Qualche giullare del complottismo, negli ultimi tempi, è arrivato a sostenere persino che il green pass abbia contribuito a far aumentare i contagi, per aver offerto ai vaccinati false sicurezze e per averli spinti sulla base di queste false sicurezze a considerare finita la pandemia. Ma mentre il popolo dei No green pass usa in modo strumentale l’arrivo di una nuova variante per tentare di dimostrare le proprie teorie scombiccherate, c’è un altro popolo, decisamente maggioritario e però mediaticamente poco rappresentato, se non in modo macchiettistico, che il green pass, oltre che usarlo con disinvoltura, continua a considerarlo per quello che è: un formidabile strumento di libertà.

Solo gli utenti registrati possono commentare gli articoli

Per accedere all'area riservata