1.Lo sgarro a Draghi e il danno al paese
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2- “Le accuse a Ratzinger sono assurde. Sì alla verità, ma la Chiesa non deve essere autolesionista”. Parla Ruini
27.1.2022ilfolgio.it lett. 2’
1-L'elezione al Quirinale del premier non è necessaria né inesorabile. L'importante è che la classe politica sappia costruire un'alternaitva all'altezza dei problemi difficili da affrontare. Altrimenti il dispetto a lui lo pagheranno gli italiani
Se, come si dice, è sventurata quella terra che ha bisogno di eroi, sarebbe una prospettiva terribile se l’Italia dovesse fare affidamento su una sola persona. Vorrebbe dire che comunque non c’è speranza. Pertanto l’elezione al Quirinale di Mario Draghi non può né deve essere considerata una necessità inesorabile. I grandi elettori voteranno il Presidente della Repubblica che ritengono più adatto ed è legittimo che in questa scelta si lascino guidare dalle più disparate considerazioni partitiche o personali. Quindi ci sta che i parlamentari, perché temono un ritorno alle urne o perché si sentono marginalizzati da questo governo, vogliano dare un calcio negli stinchi a Draghi: rivendicare la loro autonomia attraverso un gesto politico che consista, come ha scritto Salvatore Merlo, “nell’osservare il gigante che ruzzola giù per le scale”. Non è questo il problema…Luciano Capone ilfoglio
2- “Le accuse a Ratzinger sono assurde. Sì alla verità, ma la Chiesa non deve essere autolesionista”. Parla Ruini
L'ex presidente della Cei: "Un'inchiesta anche in Italia? Non penso sia irrealizzabile, l'importante è che sia fatta bene"
Il Vaticano intanto difende Benedetto XVI: "Ha testimoniato, con il suo esempio concreto, l'urgenza di quel cambiamento di mentalità così importante per contrastare il fenomeno degli abusi"
Il Vaticano prende ufficialmente posizione sul dossier indipendente commissionato dall’arcidiocesi di Monaco e Frisinga che imputa all’allora arcivescovo Joseph Ratzinger di aver coperto quattro chierici rei di abusi sessuali tra il 1977 e il 1982, nei suoi cinque anni di episcopato bavarese: “Non si può dimenticare che Ratzinger, il quale già da prefetto della congregazione per la Dottrina della fede aveva combattuto il fenomeno nell’ultima fase del pontificato di san Giovanni Paolo II di cui era stato stretto collaboratore, una volta diventato Papa ha promulgato norme durissime contro gli abusatori clericali, vere e proprie leggi speciali per contrastare la pedofilia”, ha scritto in un lungo editoriale apparso ieri mattina su Vatican News Andrea Tornielli. “Inoltre – ha aggiunto – Benedetto XVI ha testimoniato, con il suo esempio concreto, l’urgenza di quel cambiamento di mentalità così importante per contrastare il fenomeno degli abusi: l’ascolto e la vicinanza alle vittime a cui va sempre chiesto perdono”. Posizione prudentissima, come si legge nella chiosa, quando si sottolinea che “le ricostruzioni contenute nel rapporto di Monaco, che – va ricordato – non è un’inchiesta giudiziaria né tantomeno una sentenza definitiva, aiuteranno a combattere la pedofilia nella Chiesa se non verranno ridotte alla ricerca di facili capri espiatori e di giudizi sommari. Solo evitando questi rischi potranno contribuire a una ricerca della giustizia nella verità e a un esame di coscienza collettivo sugli errori del passato”…. MATTEO MATZUZZI 27 GEN 2022


