Veneto, la Kolyma della Lega. Dove Salvini torna alle “purghe”

 Dopo il flop Quirinale il vicesegretario Fontana ha fatto partire le epurazioni tra i leghisti veneti. "Non mi hanno neppure avvisato. Sono pronto a combattere", ci dice uno di loro

LUCA ROBERTO 03 FEB 2022 ilfoglio.it

Ubbidienza

“La Lega? Un partito draghiano. Salvini faccia mea culpa", dice Vincenzo Sofo

Essendo l’ultimo vero partito leninista d’Italia, di sicuro si saranno detti: perché non onorarne la tradizione? Così nella Lega alle prese con il confusionario post elezione del presidente della Repubblica, si è ritornati a parlare di epurazioni. C’è stato un tempo in cui a essere messi alla porta erano i vari Gianfranco Miglio, Giancarlo Pagliarini, il sindaco sceriffo Giancarlo Gentilini. In epoca più recente è toccato in sorte a Gianni Fava, Flavio Tosi. Sapete dove si sono rivolte adesso le attenzioni di Salvini e compagni? Al grande Veneto, la Kolyma della Lega, l’arcipelago di un dissenso che appare sempre più materiale e per questo da reprimere con metodi novecenteschi.

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