Meloni assai ottimista sul voto, malgrado gli instabili Cav. e Salvini
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L’uscita inspiegabile di Berlusconi su Mattarella gela la leader di FdI che ha un piano per contenere gli alleati. Obiettivo 30 per cento
SALVATORE MERLO 13 AGO 2022 ilfoglio.it
Fino a qualche mese fa l’uscita a tratti incomprensibile dal punto di vista logico e strategico di Silvio Berlusconi su Mattarella (“se approvassimo il presidenzialismo dovrebbe dimettersi”) avrebbe assunto per Giorgia Meloni il sapore acido del pericolo, e dell’inaffidabilità. L’avrebbe cioè inquietata facendola sprofondare nell’angoscia della premonizione: non solo il debito pubblico al 150 per cento, l’inflazione all’8 per cento, i 433 decreti attuativi del Pnrr da approvare subito appena arrivati al governo, non solo la crisi energetica e la guerra in Ucraina... ma pure Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, a fianco a lei. Una miscela instabile di composti chimici che sfugge all’alambicco del più cauto dei tecnici di laboratorio: il leghista irrequieto che non si sono ancora vinte le elezioni e già chiede ministeri, e il grande vecchio che si lascia andare in campagna elettorale a inspiegabili dichiarazioni sul presidente della Repubblica. Figuriamoci che farebbero una volta arrivati al governo. Ma da qualche giorno, e non solo perché è in vacanza in Puglia e dunque lontana dagli impegni quotidiani, ecco che ragionamenti più ottimistici anche sugli alleati attraversano le riflessioni della leader di FdI. Ci sono calcoli riservati che danno Meloni al 30 per cento, qualcuno al 32. Con un tracollo di Lega e Forza Italia. I due possono essere neutralizzati.


