1-"Uno dei borghi più belli d'Italia". Ma come fanno a esserlo tutti?
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2--SCRITTORI IN VACANZA 3. -Quando non bevo sono astemio. Castità, sesso e altre banalità
MICHELE MASNERI Marco Marchetti 12 AGO 2022 libero Antonio Currado ilfoglio.it
1-Erano 50, ora sono più di 300. Difficile sfuggirgli: tra guide, associazioni, app, cresce la ricerca dei paesini incontaminati. Poi ti ritrovi senza internet, costretto a guardare la tv generalista: la stessa che ha creato il mito del neoborghismo. Contro la vacanza a chilometro zero, torna la voglia di città
Prima è una sorpresa, poi un sospetto, infine una certezza. Girando l’Italia d’estate tra le folle che fotografano e i piccini che fanno TikTok sotto la polverosa pieve, ai piedi dell’antico castello, sotto la vetusta cascina, ecco un grazioso cartello, sempre quello: “Uno dei borghi più belli d’Italia”. Fa piacere, ti rassicura, abbiam fatto bene a non andare all’estero, del resto bello come il nostro di paese non ce n’è nessuno. Poi si gira, da Capalbio (“uno dei borghi più belli d’Italia”) si passa a Castiglione del Lago (“uno dei borghi più belli d’Italia”), e pure a Piombino, eccolo, “uno dei borghi più belli d’Italia”. Piombino un borgo? Guardando meglio il cartello, indica Populonia, ma insomma è lo stesso.
2--SCRITTORI IN VACANZA
Wunderbar Garda. Il turismo tedesco sul lago negli anni della Belle Époque
MARCO ARCHETTI 13 AGO 2022 Goethe fece entrare nella cultura tedesca la passione per la costa che gli sfilò davanti agli occhi durante una traversata da Torbole a Malcesine. Forte del binomio sole & salute, fiorisce Gardone Riviera, che ospiterà poi anche Nabokov e Lawrence. Cartoline dai Mann e da Rilke
Il 15 marzo del 1900 il servizio telegrafico di Gardone Riviera chiuse per ventiquattro ore a tutti gli utenti. Il responsabile della sospensione fu il poeta e scrittore tedesco Paul Heyse. In quei giorni, mentre lavorava alla raccolta “Novelle dal lago di Garda” e ad alcune poesie – “come il lago posa ridente / leggero respira il tuo cuore…” –, paralizzò le comunicazioni a causa dei duecento telegrammi di auguri che ricevette da Monaco per i suoi settant’anni.
3. -Quando non bevo sono astemio. Castità, sesso e altre banalità
ANTONIO GURRADO 12 AGO 2022 ilfoglio.it Le nuove categorie sull'orientamento sessuale, dall'asessualità alla demisessualità, fanno emergere per contrasto altri comportamenti che oggi sembrano speciali, ma che fino a qualche anno fa erano assolutamente normali
Il Corrierone dedica due belle paginone alla castità praticata da una ciurma di personaggioni – tutti a me ignoti, fatta salva la stupenda Simona Tagli che, dopo avere vissuto intensissime e roboanti avventure romantiche, rivela di non fare più sesso da sedici anni (probabilmente ne ha già fatto abbastanza). Fra loro, una tale racconta che ha capito di essere demisessuale quando ha scoperto di provare attrazione fisica solo in caso di forte coinvolgimento, e che adesso si definisce asessuale poiché ha una relazione stabile durante la quale fa regolarmente sesso solo per amore, senza trovarlo particolarmente sgradevole.
Giova ricordare che fino a qualche tempo fa questa era la situazione più comune, definita “normale” secondo categorie erronee, e che andava scardinata a colpi di trasgressione e riscoperta del sé poliedrico. Oggi rientra invece dalla finestra, dignificata dalla caratterizzazione come “speciale”, al punto da meritare un’intervista sul quotidiano. Ma se trent’anni fa qualcuno si fosse vantato di far sesso solo per amore col partner, anche quando non ne aveva gran voglia, i lettori avrebbero risposto: “Embe’?”. Ve lo dico io, che non sarò asessuale però sono astemio quando non bevo, pratico il digiuno intermittente fra un pasto e l’altro e non spendo mai un soldo, tranne quando compro qualcosa.


