1-QUANDO CI SI ODIAVA MEGLIO Altro che Dibba o Calenda. I vecchi leader non si sopportavano ma si pugnalavano con stile
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2- Estremista e sovranista: vista da lontano, la destra italiana è sempre quella. Il difetto di essere atlantisti senza essere europeisti
Cundari e Cerasa per il foglio.it lett2’
Nella sequela di ripicche di questa campagna elettorale si è persa la capacità rispetto al passato di concedersi davanti ai cronisti, al massimo, il lusso di una battuta sottile, di un’allusione maligna
Adesso tutti se la prendono con Twitter, fanno facili ironie sugli effetti nefasti della personalizzazione della politica e della rivoluzione tecnologica, e soprattutto sul prodotto della loro perversa interazione: un reality show in cui chi si candida a guidare il paese passa il tempo a lamentarsi dei torti subiti dal compagno di partito che gli ha soffiato il posto, dal segretario di un tempo che non lo volle candidare o dal trombato di allora che non l’ha voluto perdonare, trasformando talk-show e telegiornali in una sorta di Grande Fratello, un eterno confessionale a reti unificate, in un alternarsi di insulti, insinuazioni e rappacificazioni senza soluzione di continuità, in un interminabile flusso di incoscienza. Ma non è colpa di Twitter….. FRANCESCO CUNDARI 16,8, 2022 ilfoglio.it
2- Estremista e sovranista: vista da lontano, la destra italiana è sempre quella
Il tentativo di mostrare in Italia un volto più moderato si infrange sulle alleanze europee di Meloni e Salvini con partiti a forte vocazione populista, nazionalista e anti Ue. Il difetto di essere atlantisti senza essere europeisti
Se la si guarda osservando il nostro ombelico, osservando l’Italia, la politica estera, per il centrodestra, coincide contemporaneamente con un punto di forza e con un punto di debolezza della coalizione BeSaMe mucho (Berlusconi-Salvini-Meloni). Un punto di forza perché è sulla politica estera che Giorgia Meloni ha trovato una sua nuova verginità politica, sposando senza ambiguità la linea atlantista della difesa dell’Ucraina, mettendo da parte negli ultimi mesi i rapporti con Marine Le Pen (non sostenuta alle presidenziali francesi), rifiutandosi di farsi vedere in giro con Viktor Orbán (con cui Meloni sostiene di aver interrotto i rapporti dal giorno successivo all’invasione dell’Ucraina) e condannando i crimini di Vladimir Putin con una forza tale da aver fatto improvvisamente dimenticare tutte le sconsiderate uscite complottiste squadernate durante la campagna vaccinale. Un punto di debolezza perché è sulla politica estera che Matteo Salvini ha trovato uno specchio spietato, capace di riflettere in ogni istante le sue ambiguità, il suo populismo, il suo nazionalismo, il suo anti europeismo i suoi numerosi scheletri nell’armadio…. CLAUDIO CERASA 15 AGO 2022


