1-Il prezzo del gas sta crollando. L'Europa spaventa Gazprom (e viceversa) 2-- I limiti del price cap sul petrolio russo

3- Perché le soluzioni europee della Meloni sulla crisi energetica sono tutte sbagliate 4- IL RACCONTO Reportage da Shwe Kokko, la città della truffa 5- Il 26 potrebbe essere un giorno molto complicato per il Pd di Letta

3.9.2022 vari da ilfoglio.it lettura 4’  

1-La combinazione tra gli annunci sul price cap e gli stoccaggi di gas ha fermato gli speculatori. Risultato: meno 30 per cento (la multinazionale russa reagisce). Due buone notizie indicano la strada per uscire dalla pandemia energetica

L'Ue è pronta a "un intervento di emergenza" sul mercato dell'energia

Prezzi, bollette, tetti, speculazione, gasdotti, sanzioni, panico: ma qual è il punto? Ci sono due grandi emergenze, oggi, che riguardano il futuro energetico dell’Italia. La prima emergenza ha a che fare con i volumi, con la capacità cioè che il nostro paese sappia far fronte a una possibile chiusura dei rubinetti della Russia (a inizio anno, su 75 miliardi di metri cubi di gas consumati annualmente dall’Italia, 29 arrivavano dalla Russia)…. CLAUDIO CERASA 03 SET 2022

2-- I limiti del price cap sul petrolio russo

    

La proposta del G7 può funzionare, ma ha bisogno anche di India e Cina

Il price cap non fa più paura all'Ue. I tempi dettati da Berlino

Iministri delle Finanze del G7 hanno annunciato l’accordo per l’introduzione di un price cap sul petrolio russo, nel tentativo di limitare – ma senza eliminare – le esportazioni di greggio, riducendo le risorse economiche con cui la Russia finanzia la sua guerra senza causare un aumento dei prezzi globali a causa di una carenza di offerta. La decisione deve essere attuata entro dicembre per mettersi in linea con l’embargo dell’Unione europea sul petrolio russo. Il livello del tetto non è stato ancora fissato. I membri del G7 affermano che per essere più efficace è necessario che il price cap venga supportato dai paesi che acquistano grandi quantità di greggio Ural, ma secondo alcuni analisti senza l’adesione di Cina, India e Turchia non avrà alcun impatto… REDAZIONE 03 SET 2022

3- Perché le soluzioni europee della Meloni sulla crisi energetica sono tutte sbagliate

    

Modificare il Pnrr è impossibile, al momento. Intervenire sui fondi complementari è proibitivo. La via più agevola è quella del RePowerEu, che solo apparentemente è più lunga di quelle evocate dalla leader di FdI. Che rischia di indebolire la trattativa del governo Draghi sul price cap

Tutto sta a conoscere le mappe, o quantomeno a scegliersi un buon capocordata. C’è questo famoso sketch in cui Aldo va nel panico nel tentativo di seguire le istruzioni di Giovanni, che lo esorta a scalare lo sperone di roccia sfruttando “la sporgenza a forma di zoccolo di gnu” e “la rientranza a forma di vertebra di moffetta”, salvo vedere arrivare Giacomo, che senza alcuna fatica raggiunge la vetta: “Come ho fatto? C’era il sentiero”. Ecco, le strade ipotizzate da Giorgia Meloni per trovare in Europa la soluzioni alla crisi energetica sono una trasposizione della gag… VALERIO VALENTINI 03 SET 2022.

4- IL RACCONTO Reportage da Shwe Kokko, la città della truffa

    

Un uomo d’affari cinese (ora arrestato) ha costruito un impero con i casinò online e il traffico di esseri umani in Birmania, al confine con la Thailandia. Viaggio nella zona grigia dove spadroneggia Pechino

Il calvario di Aung San Suu Kyi

Lavrov vola in Birmania, il partner della Russia più accondiscendente d'Asia

Mae Sot. She Zhijiang è un losco uomo d’affari cinese nato nella provincia dello Hunan, ha quarant’anni, un passaporto cambogiano e molti pseudonimi. Secondo il giornale Caixin avrebbe guadagnato centinaia di milioni di dollari attraverso operazioni illegali legate a diversi casinò online nel sud-est asiatico, e per questo motivo dal 2012 fino a pochi giorni fa era ricercato dalla Repubblica popolare cinese. Il 13 agosto scorso è stato infatti annunciato l’arresto di She in Thailandia su mandato internazionale – con un avviso rosso dell’Interpol – e la polizia thailandese ha dichiarato che è in corso un processo di estradizione in Cina. La società incriminata, di cui She Zhijiang è presidente, è una società registrata a Hong Kong con sede a Bangkok con il nome di Yatai International Holdings Group (Ihg), che negli ultimi anni ha investito in una serie di progetti legati al gioco d’azzardo nelle Filippine, Cambogia e Myanmar…. PRISCILLA RUGGIERO 03 SET 2022

5-- Il 26 potrebbe essere un giorno molto complicato per il Pd di Letta

03 SET 2022

    

Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa

Al direttore - Il Pd nel suo complesso (cioè Enrico Letta e le sue correnti di sinistra) sta seguendo comportamenti assai contraddittori e quindi controproducenti, già in parte registrati da Valerio Valentini sul Foglio di ieri. Semplifichiamo. Se il Pd riteneva che il centrodestra a guida Meloni sta portando il paese verso il fascismo, non avrebbe dovuto avere esitazioni e proporre la versione moderna della svolta di Salerno del 1944 attraverso uno schieramento unitario che avrebbe dovuto riguardare tutti, da Conte a Calenda, a Renzi, alla Bonino fino a Fratoianni-Bonelli. Se invece il Pd pensa che il problema è quello di confrontarsi con il centrodestra su una serie di nodi decisivi allora, in coerenza con le scelte fatte sull’Ucraina e sulla esclusione del M5s, avrebbe dovuto lavorare per costruire un polo riformista con Calenda, Renzi e +Europa. Invece, il Pd ha fatto tutto e il contrario di tutto. Prima ha escluso Conte e anche Renzi e ha incluso Calenda e la Bonino. Poi ha provocato la rottura di Calenda includendo Fratoianni e Bonelli, due massimalisti da sempre contrari a Draghi. Il risultato è disastroso. L’unica conseguenza che si può trarre da tutto ciò è che ha ragione Paolo Mieli quando ha sostenuto che il riformista Enrico Letta è un segretario a sovranità limitata, condizionato da correnti di sinistra che sognano il ritorno a uno schieramento e a politiche simili a quelli praticati con il governo Conte 2. Dopo il 26 settembre, è possibile che in via del Nazareno finisca ai materassi.

Fabrizio Cicchitto

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