Il Csm processa Ferri, il motivo? Accompagnò il giudice che voleva scusarsi con Berlusconi
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Non sappiamo se il collegio della sezione disciplinare del Csm sarà un “plotone di esecuzione” né se uno dei giudici poi si pentirà e andrà a spiegare in lacrime all’interessato che la condanna è stata frutto di un complotto politico voluto “dall’alto”.
Tiziana Maiolo 4.9.2022 ilriformista.it lettura3’
Fatto sta che il prossimo 9 settembre non si prospetta una passeggiata per Cosimo Ferri, magistrato e leader della corrente conservatrice delle toghe, ma ormai politico a tutti gli effetti, due volte sottosegretario alla giustizia, oggi candidato con Italia Viva.
Ma si sa che la toga non si abbandona mai. E comunque non se ne dimentica il Csm, quando deve tirare le orecchie a qualche magistrato, pur se non in servizio permanente effettivo. E in questo caso l’incolpazione è pesante, anche se surreale. A Cosimo Ferri viene imputato il ruolo di accompagnatore, che svolse in quei fatidici giorni, a cavallo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, in cui il giudice di cassazione Amedeo Franco, con il capo cosparso di cenere, gli chiese di presentargli Silvio Berlusconi, che lui stesso aveva contribuito a far condannare a quattro anni di carcere per frode fiscale. Una vicenda che, non va mai dimenticato, con quella condanna e poi la decadenza del leader di Forza Italia dal Senato, ebbe notevoli conseguenze politiche e cambiò la storia del Paese.
Non sappiamo se il collegio della sezione disciplinare del Csm sarà un “plotone di esecuzione” né se uno dei giudici poi si pentirà e andrà a spiegare in lacrime all’interessato che la condanna è stata frutto di un complotto politico voluto “dall’alto”. Fatto sta che il prossimo 9 settembre non si prospetta una passeggiata per Cosimo Ferri, magistrato e leader della corrente conservatrice delle toghe, ma ormai politico a tutti gli effetti, due volte sottosegretario alla giustizia, oggi candidato con Italia Viva.
Ma si sa che la toga non si abbandona mai. E comunque non se ne dimentica il Csm, quando deve tirare le orecchie a qualche magistrato, pur se non in servizio permanente effettivo. E in questo caso l’incolpazione è pesante, anche se surreale. A Cosimo Ferri viene imputato il ruolo di accompagnatore, che svolse in quei fatidici giorni, a cavallo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, in cui il giudice di cassazione Amedeo Franco, con il capo cosparso di cenere, gli chiese di presentargli Silvio Berlusconi, che lui stesso aveva contribuito a far condannare a quattro anni di carcere per frode fiscale. Una vicenda che, non va mai dimenticato, con quella condanna e poi la decadenza del leader di Forza Italia dal Senato, ebbe notevoli conseguenze politiche e cambiò la storia del Paese.”. Fatto sta che il prossimo 9 settembre non si prospetta una passeggiata per Cosimo Ferri, magistrato e leader della corrente conservatrice delle toghe, ma ormai politico a tutti gli effetti, due volte sottosegretario alla giustizia, oggi candidato con Italia Viva.
Ma si sa che la toga non si abbandona mai. E comunque non se ne dimentica il Csm, quando deve tirare le orecchie a qualche magistrato, pur se non in servizio permanente effettivo. E in questo caso l’incolpazione è pesante, anche se surreale. A Cosimo Ferri viene imputato il ruolo di accompagnatore, che svolse in quei fatidici giorni, a cavallo tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, in cui il giudice di cassazione Amedeo Franco, con il capo cosparso di cenere, gli chiese di presentargli Silvio Berlusconi, che lui stesso aveva contribuito a far condannare a quattro anni di carcere per frode fiscale. Una vicenda che, non va mai dimenticato, con quella condanna e poi la decadenza del leader di Forza Italia dal Senato, ebbe notevoli conseguenze politiche e cambiò la storia del Paese.


