1-Giampiero Massolo: "Le minacce della Zakharova si spiegano facilmente: le sanzioni alla Russia mordono eccome"
- Dettagli
- Categoria: Italia
2-La nuova versione di Conte sulla guerra in Ucraina: "Non è vero che Putin non vuole la pace". Poi la difesa: "Chi mi dà del filoputiniano mi diffama"
6.9.2022 Uffpost.it e ilfoglio.it lettura3’
1-Intervista all'ex capo dei Servizi, oggi presidente ISPI: "I politici tengano i nervi saldi, i danni per Mosca si vedranno nel lungo periodo. La sfida è leggere gli eventi come un film in movimento. Dai governi occidentali serve leadership, la posta in gioco è salvaguardare noi stessi"
L’ennesimo tentativo di ingerenza russa sulla politica italiana. Il senso di impazienza per l’efficacia ancora limitata delle sanzioni a Mosca. La sfida di leggere gli eventi come un film in movimento, anziché fermarsi allo scatto di un’istantaea. Giampiero Massolo, presidente di Atlantia e dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, già segretario generale del Ministero degli Esteri e direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza presso la Presidenza del Consiglio, non si tira indietro quando c’è da riflettere sui tempi intensi che stiamo vivendo…
Molti si aspettavano di vedere un impatto più veloce delle sanzioni sull'economia russa, che tutto sommato - per ora – regge. Secondo lei, come si respinge questo senso di impazienza?
“Io vorrei uscire da un equivoco, perché sento dire 'le sanzioni sono inefficienti', 'le sanzioni si ripercuotono su chi le mette'. Certo, una componente degli apparati sanzionatori è anche questa: è chiaro che qualsiasi restrizione, in qualche modo, danneggia sia il destinatario sia, entro certi limiti, chi la impone. C'è però da considerare che l'efficacia di un sistema sanzionatorio non si misura in settimane e neppure in mesi; va misurata su tempi più lunghi.
È vero che dal punto di vista delle sanzioni energetiche queste misure, in questa fase, hanno portato comunque a dei proventi maggiorati per Mosca. Ma questa è una fase. I prezzi delle materie prime energetiche - che si tratti di greggio o di prodotti petroliferi - erano andati in rialzo anche prima della guerra, che ha solo aggravato ulteriormente un fenomeno già in corso per cause più strutturali.
L'apparato sanzionatorio, invece, - come dimostrano le reazioni russe irate nei confronti del G7 che stabilisce il tetto sul greggio, e irate nei confronti dell'Ue che osa considerare un tetto al prezzo del gas - morde eccome, se lo si guarda su una prospettiva temporale”.huffpost.it
2-La nuova versione di Conte sulla guerra in Ucraina: "Non è vero che Putin non vuole la pace"
REDAZIONE 06 SET 2022 ilfoglio.it
Il capo politico del M5s è intervenuto di nuovo sulla situazione del conflitto, smarcandosi dalla strategia italiana. Poi la difesa: "Chi mi dà del filoputiniano mi diffama"
Nel Pd riparte il tiro al segretario (che intanto soppesa Conte)
"La pace va costruita, nessuno ci dica che Putin non la vuole. La pace va costruita giorno dopo giorno". Con queste poche, inequivocabili, parole Giuseppe Conte è ritornato quest'oggi sulla guerra in Ucraina. E dopo aver offerto per mesi l'immagine di un partito schiacciato su posizioni quanto meno ambigue, visto che i grillini sono sempre stati tra i più strenui oppositori dell'invio di armi a Kyiv. adesso torna a cavalcare un certo terzismo che suona un po' come il "non è tutta colpa di Vladimir Putin".
Una dichiarazione rilasciata negli studi di Telelombardia. E che subito ha fatto riandare la memoria all'indietro, alle relazioni che i governi presieduti da Conte intrattennero con il regime russo. Soprattutto per quel che riguarda la missione umanitaria "Dalla Russia con amore", nelle prime settimane dell'emergenza Covid, di cui s'è scoperto l'intento d'intelligence da parte di Mosca. E che quindi ha generato un bel po' di polemiche per il modo in cui venne gestita. "Di tutte le assurdità della campagna elettorale quella di Conte “Non si dica che Putin non vuole la pace” le supera tutte per malafede", è stato il commento della responsabile esteri del Pd Lia Quartapelle. Mentre il deputato dem e membro del Copasir Enrico Borghi ha fatto notare una strana questione di tempismo. "Nemmeno il tempo di incassare il sostegno del noto progressista Donald Trump, ed ecco che il neo-campione del massimalismo italiano corre in soccorso dell’amico Vladimir. “Nessuno dica che Putin non vuole la pace”. Vada a Irpin, a Bucha, a Borodjanka, avvocato…". Il riferimento è agli elogi che l'ex premier ha ricevuto dall'ex presidente americano. Punto su cui il capo del M5s ha risposto: "Ci dobbiamo mettere d'accordo. O sono filoputiniano o sono filostatunitense".
Conte poi, intervistato dal Corriere, ha anche detto di essere a favore del mantenimento delle sanzioni alla Russia, da questo punto di vista dicendosi contrario a quanto va propagandando Matteo Salvini. "Ero per un inasprimento ma ero anche consapevole che ci avrebbero fatto male. Ancora oggi, che non si stanno rivelando molto efficaci su Putin perché si pensava a mettere in ginocchio l'economia russa e non sta avvenendo, dico che andavano prese e vanno mantenute". Ci ha anche tenuto a specificare che "chi mi definisce filoputiniano mi diffama". Alla luce delle dichiarazioni di oggi forse dovrebbe avercela con se stesso.



Commenti
Nelle ultime 24 ore c'è una nuova convergenza tra la Lega, il colosso russo Gazprom e il ministero degli Esteri russo: la favoletta (falsa) delle sanzioni che non funzionano
Come stiamo raccontando da diversi giorni, nella Lega continua ad avanzare il fronte contro le sanzioni alla Russia. Il capitano, anche in questo, rimane Matteo Salvini. Solo tra ieri e oggi, il Carroccio ha pubblicato 11 post (li trovate nella gallery qui sopra), tutti sulla stessa linea: le sanzioni contro Vladimir Putin farebbero più male a noi che a lui.Il concetto, senza sorpresa, trova d'accordo sia la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sia l’azienda controllata dallo stato russo Gazprom. La portavoce di Lavrov, criticando il piano per l'inverno elaborato oggi dal governo Draghi, ha scritto su Telegram che "Roma è spinta al suicidio economico per la frenesia sanzionatoria euro-atlantica", lanciando l'allarme per le imprese Italiane.
La controllata Gazprom, invece, si è spinta oltre pubblicando un filmato in cui mostra cosa potrebbe accadere all’Europa al freddo, puntando sulla grande paura dell’inverno, tra immagini di un continente desolato, piazze congelate, paesi intirizziti per essersi rifiutati di eliminare le sanzioni.
La favoletta che racconta delle sanzioni che "fanno bene a Mosca e male a noi" (e che mette curiosamente insieme Matteo Salvini, Gazprom e il Cremlino) non trova però corrispondenza nella realtà. Infatti, se non bastassero i dati delle autorità europee, anche gli stessi russi si preoccupano (almeno privatamente) del forte impatto negativo delle sanzioni, ammettendo che ci vorranno 10 anni per recuperare il pil perduto. Da ilfoglio.it
DI STORIA IL PRESIDENTE RUSSO NON SA MOLTO, MA DI ENERGIA CAPISCE DAVVERO. E SA BENISSIMO CHE CHIUDERE I RUBINETTI DEL GAS, COME GAZPROM HA DECISO DI FARE,
6.9.2022 dagospia.com lettura3’
EQUIVALE A USARE LA BOMBA ATOMICA: SI PUÒ FARE UNA VOLTA SOLA – SE L'EUROPA AVRA' LA FORZA DI RESISTERE E CAMBIARE PER SEMPRE FONTI DI APPROVIGIONAMENTO IL CERINO RIMARRA' IN MANO A “MAD VLAD”. MA SE L'AVRÀ VINTA LUI, SAREMO FINITI...
Angelo Allegri per “il Giornale” Quando Vladimir Putin parla di Ucraina, l'ideologia vince sulla razionalità e sulla competenza. Le digressioni storiche dell'articolo che pubblicò l'anno scorso, la premessa dell'attacco di febbraio, furono giudicate, a suo tempo, come l'esercizio di un dilettante un po' approssimativo.
Per il gas è tutto diverso.
RSS feed dei commenti di questo post.