1-Cdm: il nuovo decreto Aiuti parte da 6,2 miliardi di maggiori entrate. Martedi 13 al Senato e il 15 alla Camera. M5s ostacola azione a governo in Senato

2- Europa Amsterdam 3- Bersani ancora in cerca dei voti Grillini 4-Eni, il colpo grosso in Algeria: gas, scacco matto a Putin?Il Presidente Claudio Descalzi ha annunciato la nuova tappa in questo processo di rafforzamento internazionale:

8.9.2022 Redazione, Carretta, Rizzini ilfoglio.it lett4

1-Il governo ha approvato la relazione al Parlamento per chiedere l'autorizzazione ad usare l'extragettito come base per il nuovo provvedimento di sostegno alle famiglie. Il testo in Aula settimana prossima

Il Consiglio dei ministri riunito oggi ha approvato la relazione al Parlamento che aggiorna gli obiettivi programmatici di finanza pubblica sulla base di maggiori entrate pari a 6,2 miliardi di euro. Un tesoretto che nelle intenzioni del governo dovrà essere usato come base per tracciare il nuovo decreto Aiuti, il terzo in quattro mesi, l'ultimo licenziato a luglio, con l'obiettivo di sostenere famiglie e imprese nell'affrontare l'aumento dei prezzi energetici. Il governo presenterà dunque alle Camere la relazione per la relativa autorizzazione. Si tratta di maggiori entrate su cui il ministero dell'Economia e delle Finanze fa ricognizione da giorni, una somma inferiore alle attese ma ancora una volta ritagliato tra le pieghe di bilancio senza ricorrere a ulteriori scostamenti.

Il voto per l'autorizzazione a procedere, a quanto si apprende, è stato fissato martedì 13 al Senato e giovedì 15 alla Camera. "Si tratta di un ritardo inaccettabile, del quale riteniamo debbano assumersi piena responsabilità le forze politiche che continuano a ostacolare in Parlamento l’azione del governo a favore dei cittadini in questo momento di estrema urgenza economica, dopo aver già bloccato la conversione del Decreto Aiuti di luglio", scrivono in una nota congiunta i ministri di Italia Viva e Azione, Elena Bonetti, Mara Carfagna e Mariastella Gelmini. Il riferimento è al Movimento 5 stelle, che in Senato ostacola l'accordo per licenziare il provvedimento approvato a luglio da 17 miliardi, appeso a una serie di emendamenti sul Superbonus. "Questo atteggiamento irresponsabile tiene in ostaggio le imprese esponendole al rischio di chiusura e danneggia pesantemente la vita delle famiglie e dell’intero paese. Noi continuiamo a lavorare per sbloccare queste risorse il prima possibile e dare le risposte che la politica deve urgentemente ai cittadini", conclude la nota.

2- Le proposte radicali di von der Leyen per sfidare Putin sul gas

DAVID CARRETTA 07 SET 2022

L'efficienza energetica passa anche dai nostri tabù

L’Unione europea è pronta a sfidare Vladimir Putin sul gas e a correre il rischio di un taglio totale delle forniture, dopo che il presidente russo ha minacciato di chiudere i rubinetti in caso di imposizione di un tetto ai prezzi. “Questi sono tempi difficili e non finiranno presto, ma sono convinta che, se dimostreremo solidarietà, unità e determinazione, abbiamo la forza economica e la volontà politica per superarli”, ha detto ieri Ursula von der Leyen, presentando il pacchetto che sarà discusso domani dai ministri dell’Energia. “Price cap” sul gas russo, riduzione della domanda di elettricità, limite ai ricavi dalle energie a basso costo, prelievo di solidarietà sulle società petrolifere, liquidità per le imprese energetiche, ridimensionamento del ruolo del Ttf di Amsterdam (leggi Olanda): il funzionamento del mercato europeo dell’energia potrebbe essere stravolto con misure radicali, anche se temporanee, per gestire l’emergenza e sconfiggere Putin nella guerra del gas.

3-Il Pd guarda sgomento il Bersani loquace sulla destra ma silente su Conte

MARIANNA RIZZINI 08 SET 2022

    

Al Nazareno speravano nell'ex segretario per coprire l'elettorato a sinistra dei dem, quello che guarda oggi al M5s. E invece dal fondatore di Articolo 1, che in tv rincorre ancora l'idea di un campo larghissimo, nessuna parole sulle ambiguità del leader grillino

Ci speravano, dentro e fuori le stanze preoccupate del Nazareno. Ci speravano, nel Pier Luigi Bersani ex segretario del Pd, fondatore di Articolo 1 e ora non-candidato nobile che dà una mano come anima sostanziale e mediatica della sinistra-a-sinistra del Pd, primo uomo che in tempi ormai lontani fu costretto alla pantomima dello streaming grillino: colui che oggi, come per mossa di una Nemesi benigna, pareva tornare non a casa ma davanti a casa per svolgere il ruolo scomodo di colui che toglie la terra sotto ai piedi e quindi gli elettori più di sinistra agli ex alleati scomodi, i Cinque Stelle. E invece no. Perché Bersani parla, e va in tv a difendere la ditta nel complesso, cioè il campo progressista che voleva e vorrebbe.

4- Eni, il colpo grosso in Algeria: gas, scacco matto a Putin?

Il Presidente Claudio Descalzi ha annunciato la nuova tappa in questo processo di rafforzamento internazionale: l'acquisizione delle attività di BP in Algeria, tra cui In Amenas e In Salah, due concessioni per la produzione di gas (con un working interest rispettivamente del 45,89 per cento e del 33,15 per cento).

Le concessioni di In Amenas e In Salah, operati congiuntamente con Sonatrach e Equinor, si trovano nel Sahara meridionale e la loro produzione di gas e liquidi associati, avviata rispettivamente nel 2006 e nel 2004, nel 2021 è stata di circa 11 miliardi metri cubi di gas e 12 milioni di barili di condensati e Gpl. Come sottolinea Eni, tale acquisizione ha un forte valore strategico e contribuisce ulteriormente a soddisfare il fabbisogno europeo di gas,

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