La conferenza del premier. Draghi si toglie sassolini dalle scarpe: “In Italia ci sono pupazzi prezzolati al servizio di Putin”
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Ma qui un giorno e l’altro pure Lega e Fratelli d’Italia, le forze di centrodestra candidate a guidare il prossimo governo, dicono di voler cambiare il Pnrr, mandano avvenimenti all’Europa al grido “tuteleremo gli interessi nazionali”,
Claudia Fusani — 17.9 2022 ilriformista lett2’
Draghi si toglie sassolini dalle scarpe: “In Italia ci sono pupazzi prezzolati al servizio di Putin”
L’ottimismo della volontà di Mario Draghi: “Quando a New York incontrerò i capi di stato e di governo degli altri paesi racconterò esattamente il paese che lascio oggi: un paese forte, che cresce, rispetta i conti, coerente, che non ha ceduto a capovolgimenti in politica estera, atlantista, europeista”. Ma qui un giorno e l’altro pure Lega e Fratelli d’Italia, le forze di centrodestra candidate a guidare il prossimo governo, dicono di voler cambiare il Pnrr, mandano avvenimenti all’Europa al grido “tuteleremo gli interessi nazionali”, condividono il “regime ibrido di autocrazia elettorale” di Orban andando contro il Parlamento europeo.
“Io – continua Draghi – posso dire cosa ha fatto fin qui questo governo, un governo del fare e non dello stare, che ha rispettato le promesse date. Poi se c’è uno (Salvini, ndr) che vuol togliere le sanzioni alla Russia e vuol parlare di nascosto con i russi o l’altro (Conte, ndr) che è orgoglioso dei successi in Ucraina e però non voleva mandare le armi, io che ci posso fare? Non condivido però visioni negative e drammatiche. Soprattutto credo nella maggioranza degli italiani che invito tutti ad andare a votare”.
Chissà se quella di ieri è stata l’ultima conferenza stampa del governo Draghi. Sicuramente ci saranno incontri con la stampa nei vertici internazionali a New York in occasione dell’Assemblea delle Nazioni Unite (19-22 settembre) quando appunto Draghi, a tre giorni dal voto, incontrerà i leader mondiali e anche gli investitori e dovrà rassicurare sul passaggio di consegne a palazzo Chigi. Il premier, accompagnato dai ministri tecnici Franco e Cingolani e dal sottosegretario Garofoli si è sottoposto a ben 15 domande accettandone anche tre fuoriprogramma. Ha ripetuto per tre volte e a tre domande diverse, con tre sorridenti “No” la sua non disponibilità ad un nuovo incarico. E’ stato assai più generoso con i ministri Franco e Cingolani, “sono bravissimi e consiglio a chiunque verrà di tenerli in squadra”. Gli interessati sono quasi arrossiti. Negando. Ha fatto buon viso a chi gli ha chiesto un giudizio su questa campagna elettorale “così becera e dai toni non commentabili”. “Ma io non posso giudicare visto che, come dice lei, sono stato calato dall’alto” ha replicato. Aplomb e sorrisi. Nessuna intenzione di mollare l’agenda del suo governo. E snocciola, supportato poi dal ministro Franco, i provvedimenti del decreto Aiuti ter approvato in mattinata. Sono altri 14 miliardi che vanno a famiglie ed imprese contro il carovita. “Se fate i conti – sorride il premier – sommando i 17 del 4 agosto e i 14 di oggi sono un miliardo in più di quei trenta che qualche forza politica chiede aumentando però il debito. Noi li stiamo dando senza toccare i conti dello Stato ed evitando così tensioni sui mercati”. L’augurio, quasi una raccomandazione, è che anche il prossimo governo “segua gli stessi criteri”.



Commenti
Il premier contro il leader della Lega: "C'è chi parla di nascosto con Mosca e chiede di togliere le sanzioni". Poi punge la capa di FdI su Orbán: "L'Italia sta con Francia e Germania"
Mario Draghi dice che andrà a votare, “ed è importante che tutti gli italiani ci vadano”, ma non rivela per chi (“è segreto”, risponde con una risata alla domanda del Foglio). In compenso, in una conferenza stampa dagli inediti toni iper politici, sembra indicare di sicuro i partiti su cui non scommetterà. Più di tutti ce l’ha con la Lega di Matteo Salvini, che qualche ora prima in Cdm ha votato contro il provvedimento sulle concessioni balneari. Primo affondo: “Con il dl Aiuti ter abbiamo stanziato 14 miliardi di aiuti che sommati ai 17 del decreto precedente fanno 31: come uno scostamento di bilancio, no?”. Caramelle in confronto alla stoccata sulle ombre russe in Italia: “La nostra democrazia è forte, anche se c’è stata un’opera sistematica di corruzione in questi anni. Siamo più forti dei pupazzi prezzolati e anche di chi parla di nascosto con Mosca e poi chiede di togliere le sanzioni a Putin”. SIMONE CANETTIERI 17 SET 2022 foglio
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