La Germania prende il controllo delle raffinerie russe. E l'Italia con Priolo?

2-Dopo il disastro delle Marche riecco le critiche sterili. Appunti per un ambientalismo vero 3--Bocciata da Draghi sulle alleanze, incalzata dal Cav.: ora Meloni teme il ricatto russo di Salvini 4-La fuga degli investitori esteri e i danni del patriottismo economico

17.9.2022 vari autori, estratti da ilfoglio.it lettura3’

1-Berlino prende in "amministrazione fiduciaria" le raffinerie della russa Rosneft per garantire i lavoratori e azzerare l'import di petrolio russo. In Sicilia c'è una raffineria di proprietà della russa Lukoil, che ha fatto raddoppiare le importazioni italiane di greggio russo, ma il governo non ha ancora deciso cosa fare. E a dicembre scatta l'embargo

LUCIANO CAPONE 17 SET 2022

La Germania prenderà il controllo delle attività tedesche di Rosneft, il colosso petrolifero russo che con i suoi impianti rappresenta circa il 12% della capacità di raffinazione del paese. Circa metà di questa capacità è soddisfatta dalla raffineria di Schwedt, vicino a Berlino, che lavora il greggio russo in arrivo dall’oleodotto Druzhba. La raffineria verrà affidata in amministrazione fiduciaria all’agenzia federale che gestisce le reti energetiche. La decisione è stata presa per garantire l’approvvigionamento energetico e i 1.200 lavoratori dello stabilimento: “Con questa decisione il sito di Schwedt sarà messo in sicurezza”, ha detto il cancelliere Olaf Scholz. Il piano del governo tedesco prevede anche un “pacchetto per il futuro” di circa un miliardo di euro di investimenti nella Germania orientale, di cui oltre 800 milioni stanziati solo per Schwedt. “La Russia, lo sappiamo da tempo, non è più un fornitore di energia affidabile”, ha dichiarato Scholz. “Non abbiamo preso questa decisione alla leggera, ma era inevitabile”.

2-Dopo il disastro delle Marche riecco le critiche sterili. Appunti per un ambientalismo vero

GIULIO BOCCALETTI 17 SET 2022

    

Quando si hanno risorse, istituzioni e competenze per gestire i rischi, la colpa degli eventi meteorologici sarà anche del clima ma quella dei disastri è nostra. Sostituire al vuoto ecologismo degli indignati una vera gestione dei rischi ambientali e dei territori

Aleggere i giornali, il rapporto che l’Italia ha con il proprio clima sembra essere basato su una sequenza infinita di eventi stupefacenti. La cronaca meteorologica è una versione nostrana di “Ricomincio da capo”, il celebre film degli anni Novanta in cui il protagonista, interpretato da Bill Murray, riviveva continuamente lo stesso giorno.

3--Bocciata da Draghi sulle alleanze, incalzata dal Cav.: ora Meloni teme il ricatto russo di Salvini

VALERIO VALENTINI 16 SET 2022

    

Il voto a difesa di Orbán mette la leader di FdI nell'angolo. "Non potevamo cedere sul punto di principio", dice lei: "Oggi l'Ungheria di Viktor, domani noi in Italia?". Ma il premier la critica con durezza. E in vista del 25 settembre, e del governo che ne seguirà, il capo della Lega è una scheggia impazzita

Le polemiche, quelle le aveva messe in conto. Quando Raffaele Fitto, sovrintendente agli affari europei, l’aveva avvertita del voto sull’Ungheria in arrivo a Bruxelles, spiegandole che la risoluzione era un condensato di furore ideologico ispirato dai socialisti, Giorgia Meloni aveva escluso qualsiasi cedimento. Ché “non si può legittimare il principio per cui ai governi democraticamente eletti si danno patenti di presentabilità”, sennò “oggi tocca all’Ungheria di Viktor, domani alla Polonia degli amici del PiS, e poi all’Italia”. L’Italia di Giorgia, appunto. Solo che neppure lei si aspettava un attacco così subdolo del Cav., e una critica così aspra da parte di Mario Draghi. Come se non bastasse, poi, ci si mette pure Matteo Salvini. Che, dicono i pretoriani di Donna Giorgia, “o ci è o ci fa”, ma in ogni caso, col suo perdurante ammiccare alla Russia, fa danni.

4-La fuga degli investitori esteri e i danni del patriottismo economico

GIUSEPPE DE FILIPPI 17 SET 2022

    

Gli investimenti stranieri nelle società quotate alla Borsa italiana sono calati. La ritirata spalmata su quasi tre anni indica che la visione delle possibilità di sviluppo del settore produttivo, dei servizi e della finanza del nostro paese, non è positiva. Il presidente di Unimpresa: "Spia che dovrebbe far scattare l’allarme rosso nel mondo economico"

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Isovranisti, o patrioti secondo la nuova accezione, ci resteranno quasi male, perché gli investimenti esteri nelle società quotate alla Borsa italiana sono calati e per loro viene a mancare un feticcio polemico

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