ISOSALVINI Salvini, il "pataccaro" Rai. Parla di abolire il canone, ha contribuito ad affossare l'azienda
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1-Prima dice che vuole abolire il canone, poi precisa di toglierlo dalla bolletta. 2 “Ma perché, pur potendo, la Lega non ha mai fatto nulla almeno per ridurre la tassa Rai?",
CARMELO CARUSO, Rizzini 21.9. 2022 ilfoglio.it lett.4’
Prima dice che vuole abolire il canone, poi precisa di toglierlo dalla bolletta (cosa che deve essere fatta per sentenza europea). I feudi leghisti in Rai, vecchi e nuovi
L’ha occupata come tutti, l’ha spolpata come tanti e ora se ne serve come dispositivo finale: “Faremo una battaglia sulla Rai”. Fissate il verbo che Matteo Salvini ha utilizzato a Pontida prima e quello che ha utilizzato dopo e comprenderete di che materia sono fatti i suoi sogni (elettorali). “Aboliremo il canone Rai” è il primo. “Toglieremo il canone Rai dalla bolletta” è il secondo. L’ha cambiato per astuzia. Nel primo caso “abolire” equivale a chiudere la Rai, liquidarla, venderla come l’Alitalia. Nel secondo caso vi sta invece prendendo in giro e trattando da imbecilli. E’ un barbatrucco.
Togliere il canone dalla bolletta è diverso dal cancellarlo per sempre. Si tratta di una frase “crosta”, come i finti Van Gogh che vendono i pittori della domenica. Il canone non è Salvini che lo “toglierà” qualora dovesse andare al governo ma deve essere tolto dalla bolletta a prescindere da chi sarà al governo. Lo ha stabilito una sentenza europea ed è la vera ragione per cui la Rai rischia di spegnersi. Salvini ha tirato fuori la Rai dal suo sacco da ciurmatore perché sa che la Rai è condannata a cercare altrove le sue risorse e perché il cinema e la televisione gli hanno dato ultimamente alla testa. Si crede ormai un incrocio tra Ettore Bernabei e Francis Ford Coppola.
Grazie alla sua factory di sceneggiatori, aiuto registi, la “Salvini-Goldwyn-Mayer”, ha girato nientemeno che un cortometraggio ispirato alla vicenda di Albino Ruberti, il capo di gabinetto di Roberto Gualtieri, quelli del “o ti inginocchi o ti sparo”. Da ieri lo diffonde sui suoi canali social che sono ridotti, d’essai, rispetto a quelli multisala di Giorgia Meloni. Per illustrare il suo grande piano “dis-industriale” Rai, Salvini, sta mandando avanti uno dei suoi eminenti pensatori. Si chiama Alessandro Morelli, l’uomo che nella Lega si occupa di comunicazione (era il direttore di Radio Padania, quello che boicottava il discorso di fine anno di Napolitano).
Tra le proposte del ticket Morelli-Salvini c’è la dismissione delle sedi di Milano e Venezia. In laguna, la Rai possiede infatti Palazzo Labia a Cannaregio. E’ un palazzo con affreschi del Tiepolo. Sarebbe interessante sapere se questo duo, Salvini-Morelli, abbia chiesto il parere dell’ammiraglio Luca Zaia, uno che per colpa di Salvini, delle sue scelte, dopo anni di buongoverno deve sentirsi insediato da parvenu d’Italia, la goletta dei meloniani veneti.
Un’altra proposta, sempre del trust leghista, è chiudere reti e permettere alla Rai di raccogliere più pubblicità. Si vuole dunque mettere in discussione il tetto quello per cui si sono battuti Mediaset e il Gruppo Cairo. E’ come ridisegnare le cartine geografiche, il sistema radiotelevisivo, con la matita dopo aver contribuito a scarabocchiarlo e sfasciarlo. La Rai che oggi Salvini vuole liberare per liberarci è la stessa Rai che lui ha lottizzato come e peggio del Pd. Per gli smemorati: ha piazzato come presidente della Rai, Marcello Foa, uno che si stava facendo turlupinare da una finta mail spedita da un finto Giovanni Tria (all’epoca ministro dell’Economia).
C’è stata un’indagine della procura di Roma e un’altra interna che deve ancora fare luce. Ma c’è tanto altro “verde Salvini” in Rai. Avendo i leghisti una chiara passione per la radio, in Rai, hanno costruito una specie di Radiofreccia del Capitano ormai mozzo. Si tratta di Isoradio, una propaggine che potrebbe benissimo essere guidata da un caporedattore anziché da un direttore con vicedirettori al seguito. La direttrice è oggi Angela Mariella, che Salvini vuole già mettere al posto di Gennaro Sangiuliano, al Tg2. Isoradio è stata negli anni trasformata da radio di informazione e mobilità, in IsoSalvini. A Simona Arrigoni, testimone di nozze del deputato leghista Marzio Liuni, è stata affidata una trasmissione, “Colazione da Simona”, così come ne era stata affidata una a Roberto Poletti, biografo ufficiale di Salvini, prima di finire a Unomattina. Durante la direzione leghista, Isoradio è riuscita afarsi superare da Rtl nel rapporto con Autostrade. La sua debolezza ha perfino spinto l’Aci a farsi una radio tutta sua. La Lega che fa l’anti Rai si è accaparrata la direzione di Rai 1 (Teresa De Santis, oggi a Raicom) quella del Tgr (direttore e condirettore, un inedito per il tempo). La Lega vanta al momento un vicedirettore come Milo Infante ma anche un corrispondente di area, a New York.
E’ Claudio Pagliara che non vuole dividere lo studio con Lucia Goracci, altra corrispondente che in questo momento è in ferie “diplomatiche”. La Rai per seguire il viaggio di Mario Draghi ha dovuto “rafforzare”, si dice in questi casi, la squadra, e spedire giornalisti da Roma: viaggio, note spese … Non si potrebbe partire da questo? Salvini neppure sa che la Rai ha appena lanciato una campagna (un giorno) per contrastare gli sprechi energetici in azienda. Basta passare lungo Viale Mazzini, a via Teulada o Saxa Rubra, per accorgersi quanta energia spreca la Rai. Si dice che si stia disperatamente cercando un ruolo per Salvini. Ebbene, questa sua ultima passione per la Rai è la grande occasione per Giorgia Meloni: nomini Salvini in Rai come addetto spegni luci.
2-Salvini, il canone, l'Italexit della tv. Parla Michele Anzaldi
MARIANNA RIZZINI 21 SET 2022
“Ma perché, pur potendo, la Lega non ha mai fatto nulla almeno per ridurre la tassa Rai?", si chiede il deputato di Italia viva e segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza. Azzerare il canone? "Significherebbe far diventare l’Italia primo paese europeo senza servizio pubblico radiotelevisivo"
“Il canone Rai è la tassa più odiata dagli italiani. Questo è un dato di fatto. Ma bisognerebbe riflettere seriamente sul perché, considerato oltretutto che gli italiani spendono volentieri per Netflix, Disney+ e altro”. Il deputato di Italia Viva e segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Michele Anzaldi, nel giro di due giorni, ha sentito prima Matteo Salvini annunciare l’eventuale azzeramento del canone, in caso di vittoria del centrodestra (“dall’anno prossimo”, ha detto il leader della Lega, “mi impegno perché la tv pubblica campi di pubblicità e ascolti…I radical chic potranno dire cosa sono 90 euro... io penso che si possa azzerare il canone Rai per aiutare qualche italiano a mangiare due volte in più”), e poi ha sentito la Lega dire di volerlo solo togliere dalle bollette della luce, il canone.



Commenti
L'esercizio provvisorio è una prospettiva possibile e questo comincia ad agitare la Commissione Ue. I timori, riporta La Repubblica, sono cominciati quando il ministero dell'Economia ha chiamato il governo europeo per aggiornarlo sulle prossime scadenze alla luce delle elezioni politiche che saranno inevitabilmente condizionate dalle elezioni di domenica 25 settembre. In sostanza il gabinetto di Draghi non presenterà la legge di Stabilità. Ossia la manovra economica che deve essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre. Pena, appunto, l'esercizio provvisorio.
Una sorta di "incidente" che in Italia non si presentava dal 1988. Del resto, Draghi non ritiene che ci siano le condizioni né il tempo per preparare una legge così importante nell'indirizzo politico. Quindi i passaggi saranno questi: la prossima settimana - dopo aver acquisito gli ultimi dati macroeconomici - il governo scriverà e presenterà la Nadef (nota di Aggiornamento al Def). entro il termine ordinatorio del 27 settembre per questa variazione. Al suo interno saranno inseriti i saldi tendenziali.
"Nelle interlocuzioni ufficiose con Bruxelles, poi Roma avrebbe sondato la possibilità di non depositare nemmeno il Documento Programmatico di Bilancio. Si tratta di una sorta di sintesi della manovra economica che va spedita alla Commissione Ue entro il 15 ottobre e che la Commissione deve valutare e approvare. La risposta, però, è stata negativa. Gli uffici di Palazzo Berlaymont hanno citato il caso analogo più recente: il governo tedesco uscente di Angela Merkel inviò il Dpb a Bruxelles proprio il 15 ottobre dell'anno scorso", si legge su La Repubblica. "Dopo di che a Palazzo Chigi le macchine resteranno ferme. E sarà il nuovo esecutivo a dover scrivere e a far approvare da Camera e Senato la legge di Stabilità". Auguri.21.9.2022 Libero
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