Partita con Panetta, arrivata a Leo. Ecco perché Meloni è costretta a riaprire il casting per il Mef
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- Il metodo terroristico di Putin è evidente ma lui ci beffa (ancora) con la sua lotta ai “terroristi”. - La guerra della Russia serve alla Cina per rompere con l'occidente. - Un nuovo scandalo di rapporti russo-tedeschi colpisce il capo della sicurezza informatica di Berlino
Vallentini, Peduzzi, Pompili Mosseri11.10.2022 ilfoglio.it lettura3’
Speravano nell'ex dirigente di Banca d'Italia, uomo di Draghi alla Bce. Ora in FdI dicono: "Ma anche Maurizio, ex assessore di Alemanno, non sarebbe male". La leader della destra chiede consigli a Palazzo Chigi, sonda Giorgetti e medita lo sgarbo a Salvini. L'ipotesi di Signorini
A qualcuno pare quasi una prudenza preventiva, uno zelo non richiesto che sa un po’ di imbarazzo. “Ma guardate che uno come Maurizio Leo avrebbe tutti i titoli per fare il ministro dell’Economia”. Giovanbattista Fazzolari lo va ripetendo da giorni, ormai. Lo dice ai giornalisti curiosi, lo spiega a manager ansiosi di sapere. E non che si abbia qualcosa contro il buon Leo, giurista stimato, uomo di una certa esperienza istituzionale e accademica. Il punto è che nel rattrappirsi delle aspettative, in quel negare risolutamente grandi speranze, grandi velleità, a lungo coltivate, c’è un po’ il senso di un mezzo fallimento. E non sorprende che ci sia chi, nella Lega, non perda l’occasione di infierire. “Perché se partiamo con Fabio Panetta, e arriviamo a Leo, insomma, non è un gran partire”. E forse lo sa anche Giorgia Meloni. La quale infatti va cercando alternative, un po’ col fiato corto. VALERIO VALENTINI 11 OTT 2022 ilfoglio
- Il metodo terroristico di Putin è evidente ma lui ci beffa (ancora) con la sua lotta ai “terroristi”
Perché è così complicato inserire la Russia nella lista degli stati sponsor del terrore. Le stragi e gli obiettivi strategici
Milano. Il premier olandese, Mark Rutte, ha detto commentando gli attacchi multipli, coordinati, indiscriminati e mortali della Russia contro dodici città ucraine: “Questa non è una rappresaglia, questo è terrorismo”. Fin dall’inizio della invasione di Vladimir Putin in Ucraina i termini utilizzati, anche quelli più duri sui crimini, per definire la strategia adottata dall’esercito russo contro i civili sono parsi riduttivi: la definizione di “atti di terrorismo” varia nei differenti paesi, ma comprende sempre l’idea di un’intimidazione violenta della popolazione civile di un paese. Che è quello che Putin fa con determinazione da febbraio, su tutto il territorio ucraino, anche dopo i cosiddetti “ritiri”, anche nelle zone occupate, come scopriamo ogni volta che l’esercito ucraino arriva a liberarle. Di recente c’è stata un’enfasi sulla parola “parziale”: la mobilitazione parziale, l’annessione parziale. L’unica cosa che non è mai stata parziale è la violenza putiniana sul popolo ucraino, che si è espressa nei modi che avevamo conosciuto in Cecenia e in Siria. PAOLA PEDUZZI 10 OTT 2022 ilfoglio
- La guerra della Russia serve alla Cina per rompere con l'occidente
L’ombra della guerra di Putin è già calata sul 20° Congresso del Partito comunista cinese, che inizia domenica, e non è tra le cose più negative che i quadri del Partito dovranno affrontare
L’ombra della guerra di Putin è già calata sul 20° Congresso del Partito comunista cinese, che inizia domenica, e non è tra le cose più negative che i quadri del Partito dovranno affrontare. La crisi economica, la politica Zero Covid, le lotte di potere tra fazioni con la leadership di Xi Jinping al centro sono molto più importanti per la sopravvivenza stessa del Partito.
La guerra della Russia contro l’Ucraina è invece funzionale. Lo dimostrano le domande che le autorità cinesi hanno lasciato porre all’agenzia Reuters, ieri, durante la conferenza stampa del portavoce del ministero degli Esteri cinese: qual è il commento della Cina sull’attacco contro la capitale e altre città dell’Ucraina, dopo l’esplosione del ponte che collega la Crimea alla Russia? Ci auguriamo che la situazione porti a una de-escalation il più velocemente possibile, ha detto la portavoce Mao Ning, e la Cina è pronta ad assumere un ruolo costruttivo. Nessuna menzione sui veri motivi della guerra, ma l’ennesima dichiarazione acrobatica di Pechino per una non meglio precisata “soluzione diplomatica”. GIULIA POMPILI 11 OTT 2022 ilfoglio
- Un nuovo scandalo di rapporti russo-tedeschi colpisce il capo della sicurezza informatica di Berlino
DANIEL MOSSERI 11 OTT 2022
Arne Schönbohm è accusato di essere pericolosamente vicino a una controversa associazione alle dipendenze di Mosca. Così ora il ministro dell'Interno lo vuole rimuovere
Berlino. “Si prevede un cambiamento tempestivo nella carica di presidente del Bsi”. Con questa citazione, Zdf, il secondo canale pubblico della televisione tedesca, fa il punto sul caso di Arne Schönbohm, l’uomo al centro di un nuovo scandalo che ha colpito una delle agenzie governative della Germania. Il Bsi è l’Ufficio federale per la sicurezza informatica (Bsi), un’agenzia fondata nel 1991, all’indomani cioè della riunificazione tedesca, e incaricata di promuovere l’uso di tecnologie informatiche e di comunicazione sicure nel governo, nelle aziende e nella società.


