La trattativa stato-Ronzulli manda in tilt FI. "Tajani? L'hanno mandato in Siberia" L'assistente di Berlusconi

tratta per sé a nome del Cav per un ministero, nonostante il no di Meloni. Alleati spiazzati. Ecco come proteggere i cieli d'Ucraina. rendere l'Ucraina un paese invivibile. La riunione del G7

12.10.2022 ilfoglio.it lettura2’

L'assistente di Berlusconi si presenta ai tavoli del centrodestra al posto del numero 2 azzurro: tratta per sé a nome del Cav per un ministero, nonostante il no di Meloni. Alleati spiazzati

Prima mattina, Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia, chiama i colonnelli meloniani per sapere se ci sono novità. E’ la prassi. E loro, abbastanza imbarazzati, gli rispondono: “A dire il vero abbiamo un vertice con voi tra poco: stiamo aspettando Licia”. E infatti in Via della Scrofa si materializza l’inedita coppia Ronzulli-Alberto Barachini, una novità ai tavoli degli sherpa del centrodestra. Tutta la filiera che fa capo ad Antonio Tajani è stata fatta fuori. Zac. Silvio Berlusconi intanto è atterrato nella Capitale e ha preso possesso delle sue stanze a Villa Grande. Ronzulli raggiunge il centro: parla a nome del partito e vuole andare a trattare di persona anche la sua posizione, nonostante i dubbi di Giorgia Meloni. Le due non si stanno simpaticissime. Intanto, però, sta succedendo qualcosa dentro Forza Italia. Di forte. Anzi, di violento.

SIMONE CANETTIERI 11 OTT 2022

-Ecco come proteggere i cieli d'Ucraina. Dal Nasams americano agli Iris-t tedeschi

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Gli attacchi russi hanno aumentato l’urgenza di sistemi di difesa missilistica più avanzati da parte degli alleati. Le promesse di Biden e le critiche a Macron

La serie di attacchi di lunedì contro le città e le infrastrutture strategiche dell’Ucraina ha rinvigorito gli appelli lanciati da tempo dal governo ucraino ai suoi alleati per ottenere sistemi di difesa aerea più sofisticati e armi a lungo raggio. Gli attacchi russi sono apparsi come l’avvisaglia di una significativa escalation, e hanno alzato la pressione sugli Stati Uniti e sugli altri paesi europei che impiegano troppo tempo a fornire alle Forze armate ucraine sistemi di difesa più avanzati. Mentre i leader europei e statunitensi hanno condannato gli attacchi e dichiarato di continuare a sostenere l’Ucraina, non è ancora chiaro se accelereranno o amplieranno le loro forniture….

-La strategia di Putin è rendere l'Ucraina un paese invivibile. La riunione del G7

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Il Cremlino dà l’assalto alla rete elettrica e idrica degli ucraini e conta sull’arrivo dell’inverno. Le mediazioni e gli incontri

Roma. Missile dopo missile, l’obiettivo di Vladimir Putin è allearsi con l’inverno. Ieri le sirene hanno suonato in tutte le regioni dell’Ucraina, nel pomeriggio erano stati lanciati trenta missili da crociera e decine di droni suicidi contro infrastrutture critiche. La città di Zaporizhzhia è stata colpita da dodici razzi che hanno centrato diversi edifici residenziali, negozi e un gasdotto. Leopoli, la città più grande dell’Ucraina occidentale, è stata bombardata anche ieri e l’elettricità si è interrotta. A Vinnytsia i droni hanno danneggiato la centrale termoelettrica, altri attacchi ci sono stati a Khmelnytskyi, Dnipro, Odessa, Mykolaïv. Tutta l’Ucraina è di nuovo sotto i bombardamenti e secondo le intelligence occidentali non sono molti i missili ad alta precisione rimasti negli arsenali russi. La capacità di produrne di nuovi non è nelle potenzialità di una Russia sanzionata che importa la maggior parte delle sue componenti elettroniche adatte anche alla produzione di armi…..

Commenti   

#2 walter 2022-10-12 13:28
CON QUESTI LEADER MAL-DESTRI PUO’ SUCCEDERE DI TUTTO - SALLUSTI TEME CHE IL CENTRODESTRA ESPLODA PER IL GIOCO DELLE POLTRONE: “MI RIFIUTO DI PENSARE CHE QUESTO GOVERNO PARTIRÀ SOLO SE LICIA RONZULLI, FEDELISSIMA DI SILVIO BERLUSCONI, SARÀ O NO MINISTRA E SE SÌ CON CHE DELEGA. SE QUESTO FOSSE DAVVERO UN INSUPERABILE MOTIVO DI CRISI, BEH ALLORA FORSE NON VALE LA PENA NEPPURE DI INCOMINCIARE QUESTA AVVENTURA CHE BEN ALTRI OSTACOLI E DIFFICOLTÀ SI TROVERÀ AD AFFRONTARE LUNGO IL SUO PERCORSOi

Alessandro Sallusti per “Libero quotidiano”
Gli attriti e le tensioni da sempre accompagnano la formazione di un nuovo governo, qualsiasi sia il suo colore. Non mi stupiscono quindi le voci che danno ai ferri corti in queste ore i tre alleati, in particolare Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi con Salvini in una inusuale veste di mediatore-paciere.
Parafrasando una celebre frase di Andreotti, le poltrone logorano chi non le ha e quindi è normale che ognuno cerchi di evitare futuri logoramenti. Per altro gli italiani in queste settimane hanno ben altre preoccupazioni che non la sorte di questo o quell'aspirante ministro o ministra.

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI
SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI



Parlando di tre persone, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che godono della fiducia di voi lettori facciamo nostro il famoso detto di non mettere il dito tra moglie e marito ma non possiamo non metterli in guardia - penso a nome vostro dal fatto che la lite ci sta se breve e risolutiva, altrimenti qui si rischia una falsa partenza che noi cittadini elettori, e quindi tutto il Paese, non ci meritiamo.



La questione tutto sommato, e vista da fuori, non è poi così complicata. Primo: se Giorgia Meloni avrà la responsabilità del governo è giusto e logico che l'ultima parola sulla formazione da mettere in campo tocchi a lei, altrimenti non si capirebbe che cosa stia lì a fare oggi ma soprattutto domani.

ronzulli
RONZULLI



Secondo: siccome i ministri devono essere accettati e nominati dal Presidente della Repubblica ovvio è che il perimetro dentro il quale Giorgia Meloni può muoversi è ampio ma non infinito. Terzo: i due soci di maggioranza hanno tutto il diritto di indicare in modo autonomo i loro uomini non senza però non tenere conto dei punti uno e due di cui sopra.



Insomma, e fuori di metafora, mi rifiuto di pensare che questo governo partirà e partirà bene solo se Licia Ronzulli, fedelissima di Silvio Berlusconi, sarà o no ministra e se sì con che delega. Lo ripeto a scanso di equivoci: non tocca a noi dare giudizi e tantomeno consigliare scelte ma se questo, in un modo o nell'altro, fosse davvero un insuperabile motivo di crisi, beh allora forse non vale la pena neppure di incominciare questa avventura che ben altri ostacoli e difficoltà si troverà ad affrontare lungo il suo percorso
#1 walter 2022-10-12 13:27
CON QUESTI LEADER MAL-DESTRI PUO’ SUCCEDERE DI TUTTO - SALLUSTI TEME CHE IL CENTRODESTRA ESPLODA PER IL GIOCO DELLE POLTRONE: “MI RIFIUTO DI PENSARE CHE QUESTO GOVERNO PARTIRÀ SOLO SE LICIA RONZULLI, FEDELISSIMA DI SILVIO BERLUSCONI, SARÀ O NO MINISTRA E SE SÌ CON CHE DELEGA. SE QUESTO FOSSE DAVVERO UN INSUPERABILE MOTIVO DI CRISI, BEH ALLORA FORSE NON VALE LA PENA NEPPURE DI INCOMINCIARE QUESTA AVVENTURA CHE BEN ALTRI OSTACOLI E DIFFICOLTÀ SI TROVERÀ AD AFFRONTARE LUNGO IL SUO PERCORSO…”

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alessandro sallusti
ALESSANDRO SALLUSTI

Alessandro Sallusti per “Libero quotidiano”



Gli attriti e le tensioni da sempre accompagnano la formazione di un nuovo governo, qualsiasi sia il suo colore. Non mi stupiscono quindi le voci che danno ai ferri corti in queste ore i tre alleati, in particolare Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi con Salvini in una inusuale veste di mediatore-paciere.



Parafrasando una celebre frase di Andreotti, le poltrone logorano chi non le ha e quindi è normale che ognuno cerchi di evitare futuri logoramenti. Per altro gli italiani in queste settimane hanno ben altre preoccupazioni che non la sorte di questo o quell'aspirante ministro o ministra.

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI
SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI



Parlando di tre persone, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che godono della fiducia di voi lettori facciamo nostro il famoso detto di non mettere il dito tra moglie e marito ma non possiamo non metterli in guardia - penso a nome vostro dal fatto che la lite ci sta se breve e risolutiva, altrimenti qui si rischia una falsa partenza che noi cittadini elettori, e quindi tutto il Paese, non ci meritiamo.



La questione tutto sommato, e vista da fuori, non è poi così complicata. Primo: se Giorgia Meloni avrà la responsabilità del governo è giusto e logico che l'ultima parola sulla formazione da mettere in campo tocchi a lei, altrimenti non si capirebbe che cosa stia lì a fare oggi ma soprattutto domani.

ronzulli
RONZULLI



Secondo: siccome i ministri devono essere accettati e nominati dal Presidente della Repubblica ovvio è che il perimetro dentro il quale Giorgia Meloni può muoversi è ampio ma non infinito. Terzo: i due soci di maggioranza hanno tutto il diritto di indicare in modo autonomo i loro uomini non senza però non tenere conto dei punti uno e due di cui sopra.



Insomma, e fuori di metafora, mi rifiuto di pensare che questo governo partirà e partirà bene solo se Licia Ronzulli, fedelissima di Silvio Berlusconi, sarà o no ministra e se sì con che delega. Lo ripeto a scanso di equivoci: non tocca a noi dare giudizi e tantomeno consigliare scelte ma se questo, in un modo o nell'altro, fosse davvero un insuperabile motivo di crisi, beh allora forse non vale la pena neppure di incominciare questa avventura che ben altri ostacoli e difficoltà si troverà ad affrontare lungo il suo percorso

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