Le battaglie sbagliate che l'opposizione ora deve cambiare

- Il prossimo governo sarà all'altezza dei grandi pensatori di destra? --Un rimedio al caro energia. Al più presto--Perché il gas che arriva dall'America è tanto caro

17.10.2022 vari da ilfoglio.it lettura4’

Che cosa faranno Pd e M5s quando si renderanno conto che anche questa destra considera il neoliberismo un nemico e potrebbe non essere amica dei fascisti? Per incalzare il governo dovranno difendere ciò che hanno sempre scelto di combattere: il mercato

La settimana che si apre sarà probabilmente decisiva per capire che direzione prenderà il governo ma prima ancora di provare a capire quali saranno i motorini del prossimo esecutivo vale la pena provare a ragionare su un tema interessante che riguarda chi la maggioranza proverà a contrastarla. In due parole: l’opposizione. E la questione, qui, è fin troppo semplice: che opposizione sarà? Abbiamo capito che non sarà un’opposizione unitaria e il fatto che il centrosinistra sia diviso contro un avversario che considera l’incarnazione del demonio dimostra in modo plastico che in fondo gli avversari dell’opposizione sono meno pericolosi rispetto a come vengono dipinti dalla stessa opposizione. Abbiamo capito che il Partito democratico si dividerà tra chi vorrà avvicinarsi al così detto Terzo polo e chi vorrà tornare a considerare Giuseppe Conte come il nuovo punto di riferimento fortissimo dei progressisti del futuro. Abbiamo capito che il così detto Terzo polo cercherà di rubare al Pd il numero più alto di voti possibile – Matteo Renzi è arrivato a dire che alle prossime europee il così detto Terzo polo sarà il primo partito d’Italia. CLAUDIO CERASA 17 OTT 2022

- Il prossimo governo sarà all'altezza dei grandi pensatori di destra?

MICHELE MAGNO 17 OTT 2022

    

C’è un’inclinazione critica diffusa tra gli intellettuali vicini a FdI perché ritengono che essa non rappresenti più un movimento volto a mutare l’ordine delle cose esistente. In realtà una “destra intransigente” c’è stata, ma nel secolo alle nostre spalle. Schmitt, Oakeshott, Strauss, Hayek: a questi pensatori la destra del ’900 deve la sua evoluzione

La ricostruzione anche per sommi capi del pantheon culturale di Giorgia Meloni è impresa ardua. Era apparso chiaro già alla conferenza programmatica di FdI (29 aprile-1 maggio). All’ingresso del salone del Centro congressi di Milano, campeggiava un assortimento di immagini a dir poco sorprendente.

-Un rimedio al caro energia. Al più presto

ANNALISA CHIRICO 17 OTT 2022

    

Per molti la situazione è ormai insostenibile: c’è il rischio che si fermino i cantieri, che chiudano le attività. Price cap, un fondo comune europeo, rigassificatori, accelerazione del Pnrr: ecco che cosa chiedono le imprese alla politica

Caro energia, inflazione, aumento dei costi delle materie prime: le aziende italiane non sanno più come andare avanti. E per questo più d’uno ritiene che una revisione del Pnrr, alla luce dei costi lievitati, sia una via obbligata. “Facciamo appello a tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione – dice al Foglio la presidente di Ance Federica Brancaccio – perché si lavori immediatamente a un decreto contro il caro energia che possa ridare fiato a famiglie e imprese. Non abbiamo tempo da perdere: la situazione è ormai insostenibile e le soluzioni vanno attuate immediatamente, indipendentemente dai tempi necessari per la formazione del nuovo governo. Ogni settimana che passa significa maggiore sofferenza economica e sociale che dobbiamo contrastare con ogni mezzo. Per le imprese di costruzioni poi si tratta dell’ennesima stangata dopo che già da due anni affrontiamo il peso del caro materie prime con prezzi ormai alle stelle. Occorre dare subito attuazione alle misure di adeguamento varate a maggio di cui le imprese stanno ancora aspettando il pagamento. Il rischio è che, in assenza di liquidità, le imprese vadano in sofferenza e si fermino i cantieri in corso, oltre 23 mila, con gravi ripercussioni occupazionali dirette e su tutta la filiera delle costruzioni.

-Perché il gas che arriva dall'America è tanto caro

LORENZO BORGA 17 OTT 2022

    

Oggi non possiamo farne a meno, ma il prezzo dipende, più che dagli Usa, dagli operatori (europei) che lo importano

Visto che l’Europa non riesce a trovare un accordo sul tetto al prezzo del gas, diversi governi stanno indirizzando le proprie lamentele verso gli Stati Uniti. Colpevoli, a loro dire, di venderci moltissimo gas – quello liquefatto trasportato via nave – ma a prezzi astronomici. Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire negli ultimi giorni ha detto che “non possiamo accettare che il nostro partner americano ci venda il suo Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) a un prezzo quattro volte superiore a quello che vende agli industriali americani”. Parole che avevano seguito i mugugni tedeschi, provenienti da Robert Habeck, vicecancelliere e ministro dell’Economia: “Alcuni paesi, tra cui anche alleati, stanno ottenendo cifre astronomiche per il gas. Questo pone dei problemi che vanno affrontati”. Il gas americano è stato oggetto di numerose polemiche, e ha portato alcuni commentatori a dire perfino che Biden starebbe alimentando il conflitto finanziando l’Ucraina per guadagnarci sull’export energetico verso l’Europa. Suggerirei a costoro di dare uno sguardo ai prezzi della benzina ai distributori americani e agli indici di gradimento di Biden.

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