Salvini purga Bossi. Lettera di diffida contro il comitato nord

Alla Camera pochi giorni fa, Salvini lo aveva pure abbracciato. Stretto. Oggi lo mette fuori dal partito- La guerra di Putin darà una spinta a rinnovabili e nucleare

CARMELO CARUSO, Editoriale 27 OTT 2022 ilfoglio.it

Con una lettera, il tesoriere della Lega diffida la corrente fondata dal Senatur. Era lo stesso segretario del Carroccio che aveva promesso "Tutto quello che fa Bossi ha la mia firma"

Matteo Salvini ha iniziato le purghe. Con una lettera indirizzata al segretario della lega lombarda Fabrizio Cecchetti, si diffida il Comitato nord di Bossi, corrente lanciata poche settimane fa dal fondatore della Lega, di continuare l’attività. È qualcosa di enorme. È l’inizio della rappresaglia da parte del segretario della Lega adesso vicepremier del governo Meloni. La missiva è stata mandata dal tesoriere della Lega. Questo il contenuto.

Si invita “a cessare la promozione dell’associazione Comitato nord nei confronti degli iscritti della lega per Salvini premier e l’utilizzazione dei simboli e della denominazione del partito”. Non solo. Si chiama in causa il garante della privacy per la violazione della raccolta dei dati personali” da parte di questo comitato che Bossi aveva affidato, per la gestione, a Paolo Grimoldi e Angelo Ciocca storici leghisti Lombardi.

In questa lettera ufficiale si segnala la totale estraneità “della Lega per Salvini premier da questa iniziativa promossa da un soggetto giuridico distinto dal partito e in nessun modo collegato”.

A Saronno, poche settimane fa, e il Foglio era presente, Salvini aveva detto ai militanti “Ogni iniziativa di Bossi ha la mia firma”. I militanti avevano chiesto cosa sarebbe accaduto ai leghisti che avrebbero aderito al comitato e lui, Salvini, aveva promesso che non sarebbe accaduto nulla. È spergiuro. Con questa lettera, di fatto, dichiara Umberto Bossi, fondatore della Lega e di questo comitato, un traditore, un dissidente. Bossi ha 81 anni. Alla Camera pochi giorni fa, Salvini lo aveva pure abbracciato. Stretto. Oggi lo mette fuori dal partito—

- La guerra di Putin darà una spinta a rinnovabili e nucleare

REDAZIONE 28 OTT 2022

    

Secondo l'Agenzia internazonale per l'energia la crisi energetica è una svolta storica perché potrebbe segnare la fine del ruolo di Mosca come attore energetico globale e accelerare la transizione verso nuove tecnologie sostenibili

Il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) non poteva essere più chiaro: l’invasione dell’Ucraina ha innescato una trasformazione che durerà decenni, un punto di svolta che ridurrà il ruolo di Mosca come attore energetico globale e accelererà la transizione verso le energie rinnovabili e il nucleare. Secondo il World energy outlook la Russia non tornerà più alle esportazioni di idrocarburi dell’anno scorso. Nel 2022 la quota russa di gas esportata a livello globale è diminuita del 30 per cento rispetto al 2021 e nel 2030 sarà dimezzata. Nello scenario meno severo l’Iea stima che nel 2030 le esportazioni di petrolio diminuiranno di un quarto, della metà nel peggiore.

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