Nel governo è partita la corsa al deficit. E la Lega propone di uscire dal Mes
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Cronaca della direzione nazionale Pd, tra mozione Frittole e ansiolitici: “Dobbiamo sorridere”
29.10.2022 Valentini e Merlo da ilfoglio,it lett2’
Le riunioni dei responsabili economici della destra per preparare la finanziaria mandano in allarme i funzionari di Via XX Settembre. Si ritorna al 2018? Meloni prova a frenare, ma nei partiti scatta la sfida a chi tiene più duro. Le mosse di Tremonti, gli appelli di Borghi. Le tesi di Giorgetti e Leo, che vanno a caccia di coperture fragili. Forza Italia incalza: "Scostamento"
C’è chi ci vede già i fantasmi del 2018: la gazzarra sul balcone di Palazzo Chigi, la guerra ai “pezzi di m... del Mef”, la rincorsa sguaiata a non voler cedere nulla del proprio, se prima gli altri non desistono sul loro. E sì che Giorgia Meloni lo ripete: “Stavolta è diverso. Stavolta al governo c’è una coalizione, non un ammasso di partiti ansiosi di sventolare ciascuno la propria bandierina”. E però giovedì sera, quando i primi intendimenti dei responsabili economici di Lega e FdI sono filtrati, al termine di una giornata di riunioni con Giancarlo Giorgetti e Maurizio Leo, i funzionari di Via XX Settembre hanno sgranato gli occhi. Sono solo i lavori preliminari, certo, le cifre vanno prese ancora con una certa elasticità, ma quel numero – il 4,5 per cento alla voce “deficit” per il 2023 – è un segnale d’allarme già notevole….. VALERIO VALENTINI 29 OTT 2022
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SALVATORE MERLO 29 OTT 2022
Quattro ore di psicoanalisi per fissare le primarie (12 marzo), che sembrano già scritte: si candidano Bonaccini (che vince), De Micheli e Orlando sponsorizzerà Schlein. Letta resta in Italia per fare il kingmaker mentre qualcuno pensa alla scissione. Si sa già tutto, ma servono cinque mesi di congresso. In fondo i dem si divertono così
Leodori fa un passo di lato: nel Lazio Conte tiene sulle spine il Pd
Chiusi nella torre d’avorio del Nazareno, protetti da pareti di sughero contro gli sconvolgenti pollini dell’oggi, centoventiquattro eletti del Pd (settanta collegati via internet) si sono riuniti ieri per preparare il congresso. “Non siamo più un partito. Siamo un trituratore industriale di segretari”, dice a un certo punto Marco Miccoli, zingarettiano spiccio. Lui è uno che va al sodo. E infatti: “Serve uno scontro duro, vero, anche drammatico”. Parole sante. Eppure non c’è dramma. Non c’è solennità. E’ un po’ come ascoltare l’Eroica in una trascrizione per armonica da bocca. Quando per esempio interviene Francesco Boccia, l’ex ministro prima sembra Nanni Moretti (“dobbiamo dirci chi siamo e che cosa vogliamo fare”) poi diventa improvvisamente Roberto Benigni (“dobbiamo anche dirci dove andiamo e con chi”). Manca solo quello che chiede a Benigni e Troisi: un fiorino! In pratica la mozione Frittole


