MENO DEBITO, PIÙ EQUITÀ Sul Superbonus Meloni e Giorgetti svelano il volto regressivo della sinistra. Costa 60miliardi

I dati di Frontex smentiscono il vittimismo dell'Italia sui migranti. La premier: Nasce il Conte Marx: all'Auditorium con Bettini va in scena un miraggio della sinistra. Giorgetti Germania Mes

12.11.2022 vari da ilfoglio.it. lettura 4’

La premier: “Altro che gratuitamente, costa 60 miliardi”. Il ministro: “Mai è stato dato così tanto a così pochi”.

LUCIANO CAPONE 12 NOV 2022

La premier: “Altro che gratuitamente, costa 60 miliardi”. Il ministro: “Mai è stato dato così tanto a così pochi”. Dietro le modifiche al bonus edilizio una critica radicale alla politica di redistribuzione a favore dei ricchi fatta da M5s e Pd Neppure Mario Draghi, che del Superbonus aveva evidenziato le numerose storture, era stato così radicale nella critica. “Segnalo a chi ha fatto la campagna elettorale dicendo che si poteva ristrutturare casa gratuitamente – ha detto in conferenza stampa Giorgia Meloni riferendosi a Giuseppe Conte – che questo gratuitamente pesa sulle casse dello stato per 60 miliardi. Con un buco rispetto alla previsione di 38 miliardi”. Il presidente del Consiglio ha definito “bizzarro” un concetto di gratuità così espresso, dato che “si tratta di risorse dello stato coperte con i soldi dei contribuenti”. Mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, oltre al problema di costi fuori controllo, ha sollevato una questione di equità: “Non si è mai vista nella storia italiana una misura che costasse così tanto per la finanza pubblica a beneficio di così pochi”.

-I NUMERI DELLE MIGRAZIONI I dati di Frontex smentiscono il vittimismo dell'Italia sui migranti

DAVID CARRETTA 12 NOV 2022

    

Nei suoi slogan il goveno non conta mai i movimenti secondari che dimostrano come i paesi che accolgono di più sono altri, Francia compresa: “L’emergenza è nel nord” sostiene una fonte Ue, dove arrivano i richiedenti asilo che riescono ad aggirare i regolamenti di Dublino

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Bruxelles. Com’è possibile che nel 2021 in Italia siano sbarcati 57.812 migranti, ma la Francia abbia registrato 103.790 domande di asilo, più del doppio delle 45.200 in Italia? Come hanno fatto ad arrivare in Germania 148.175 richiedenti asilo, malgrado il fatto che non abbia porti sul Mediterraneo? Questi e altri numeri raccontano una storia molto diversa dalla narrazione sovranista-vittimista dell’Italia, lasciata da sola davanti a un’enorme crisi migratoria. Giorgia Meloni ieri ha voluto “mettere insieme due numeri”: la Francia ha fatto attraccare la Ocean Viking con 230 migranti ma in Italia ne sono sbarcati “quasi 90 mila”. I numeri del presidente del Consiglio occultano un fenomeno di cui l’Italia beneficia, in violazione delle regole europee.

- LA PRESENTAZIONE Nasce il Conte Marx: all'Auditorium con Bettini va in scena un miraggio della sinistra

SALVATORE MERLO 12 NOV 2022

    

Il suo golfino da esistenzialista francese non è la divisa di un cavaliere, ma una lucida armatura vuota. L'abbaglio del leader dei 5 Stelle come colui che riporterà il socialismo rivoluzionario potrebbe non convincere nemmeno lui

D'Alema vota Conte: "È di sinistra. Il Pd dialoghi con lui"

Giuseppe Conte arriva all’Auditorium, nella roccaforte romana del veltronismo e dei friccichi de luna, e lo fa “pervestito” da esistenzialista francese, come avrebbe detto Camilla Cederna. Niente camicia, niente cravatta, niente pochette a quattro punte. Abbandonati i simboli della borghesia, il capo del governo che approvò i decreti sicurezza di Matteo Salvini indossa uno di quei golfini scuri a collo alto che sarebbero piaciuti a Jean-Paul Sartre. In un lampo si capisce che in questa serata, per lui, tutto deve corrispondere proprio alla singolare idea che il fu avvocato del popolo ha dell’essere di sinistra.

- "Fozza Lindner". Così Giorgetti costruisce una diplomazia parallela con Berlino, e si prepara alla svolta sul Mes

VALERIO VALENTINI 12 NOV 2022

    

Mentre Meloni e Macron litigavano sui migranti, giovedì i titolari delle Finanze di Italia e Germania si sono sentiti. "Non possiamo permetterci di avere Berlino ostile", dice il leghista. Che ora valuta di ingraziarsi il collega Lindner sostenendo un candidato congiunto per la presidenza del Mes, sapendo che comunque il trattato andrà ratificato a breve

E’un po’ una diplomazia parallela. E certo a dirlo ora, ora che la trama principale, quella che lega Roma a Parigi, s’è sbregata col pasticcio sui migranti, pare quasi irridente il suo “ve l’avevo detto”. Ma il segnale era stato lanciato in tempi non sospetti. Perché se Giancarlo Giorgetti aveva scelto Berlino, come suo primo viaggio da ministro dell’Economia, era proprio perché temeva un eccessivo schiacciamento del governo su quello francese. E un po’ l’operazione simpatia col suo omologo a Berlino, Christian Lindner, deve essere riuscita, se ancora giovedì pomeriggio, nel bel mezzo della crisi tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron per interposti ministri dell’Interno, i titolari delle Finanze italiano e tedesco si sono sentiti al telefono, con toni cordiali e distesi. Del resto, c’è da parlare di Mes.

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